Dalle Regioni / Lombardia
Gelatai dietro le sbarre a Opera con i prodotti a chilometro zero
Una volta entrato a pieno regime, il laboratorio potrà lavorare su 2 turni di cinque ore l'uno, con il coinvolgimento di 10 detenuti
Pubblicato il 18/10/2007 alle 00:00
Gelatai dietro le sbarre con i prodotti a chilometro zero, entro febbraio 2008 nel carcere di Opera (a sud di Milano) verrà aperto un vero e proprio laboratorio per la creazione di creme, stecchi, coppette e coni confezionati con la collaborazione di un gruppo di 6 detenuti del reparto di massima sicurezza che nelle prossime settimane seguiranno un corso di formazione con diversi maestri gelatai.
Una volta entrato a pieno regime, il laboratorio potrà lavorare su 2 turni di cinque ore l'uno, con il coinvolgimento di 10 detenuti. "Mentre all'esterno del carcere l'obiettivo è di creare una catena di rivenditori a cui affidare il nostro prodotto e per adesso puntiamo a tutto il nord Italia - spiegano Marco Molinelli e Roberto Saini, responsabili del progetto per la società Jobinside - Faremo su grandi numeri un prodotto strettamente artigianale, usando materie prime del territorio, fresche, non ogm e valutando anche la possibilità di creare linee alla soia o con il latte di capra". Intanto si partirà con il latte fresco pastorizzato delle stalle lombarde e frutta fresca di stagione acquistata direttamente dagli agricoltori. "Non useremo polveri chimiche o altro - spiega Molinelli - abbiamo già 20 clienti che ci hanno chiesto il prodotto, per il quale cureremo in modo particolare anche il confezionamento, in modo da renderlo adatto anche come regalo. Inoltre la strttura particolarmente snella ci permetterà di adeguarci alle diverse richieste che ci potranno arrivare. Riteniamo che la chiave vincente del progetto sia legata alle materie prime di alta qualità che useremo e che faranno la differenza con molti degli altri prodotti che ci sono sul mercato".
Il progetto "Aiscrim, prigionieri del gusto" sarà presentato domani mattina alla Fiera di Rho-Pero nell'ambito della rassegna dedicata al franchising. "Il legame con il territorio - afferma la Coldiretti di Milano e Lodi, che sostiene l'iniziativa - si conferma una caratteristica fondamentale per differenziare i prodotti ed allargare la possibilità di scelta dei consumatori. Inoltre la valenza sociale, oltre che economica, è data sia dal ruolo produttivo che ricopriranno i detenuti sia dall'uso di materie prime del territorio. Queste ultime contribuiranno alla freschezza del prodotto finito e alla lotta all'inquinamento, visto che non si richiedono lunghi viaggi per il trasporto. Si tratta di una concezione del cibo che, intrecciandosi con il rispetto per l'ambiente, il legame con il territorio, l'educazione al gusto e con un valore aggiunto dal punto di vista sociale, rappresenta la nuova frontiera dell'agrolimentare italiano. Il progetto dei gelatai dietro le sbarre può essere una buona sintesi di queste buone qualità".
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