Agricoltura
Agricoltura e alimentare
Pomodoro da industria: "no" a decisioni senza il parere delle Regioni
La Cia frena il ministro Zaia che vorrebbe abbreviare di un anno il periodo transitorio di accoppiamento parziale degli aiuti comunitari
Pubblicato il 07/07/2009 alle 14:24

Per questo motivo la Cia-Confederazione italiana agricoltori chiede al ministro di non fermarsi a posizioni di principio, ma di voler attendere il consenso della Conferenza Stato-Regioni, prima di formalizzare ogni richiesta alla Commissione europea. Le ripercussioni commerciali di tale decisione, derivanti anche da posizione di svantaggio dell'Italia rispetto a paesi concorrenti (che continuano ad essere finanziati) riguardano, infatti, importanti bacini produttivi ed aree geografiche del nostro territorio e, di conseguenza, incidono - sottolinea la Cia - in modo significativo anche sulle economie locali.
Allo stesso tempo, la Cia ritiene che le problematiche del settore restino, comunque, complesse ed esorta il ministro a svolgere un ruolo di garanzia nel controllo delle dinamiche organizzative che caratterizzano l'attività di trasformazione del pomodoro, nel suo complesso.
La Cia frena il ministro Zaia che vorrebbe abbreviare di un anno il periodo transitorio di accoppiamento parziale degli aiuti comunitari: avrebbe conseguenze per il comparto agro-alimentare nel suo complesso, ivi compreso l'indotto. Occorre attendere il consenso della Conferenza Stato-Regioni. La decisione del ministro delle Politiche agricole, alimentari e forestali Luca Zaia di voler abbreviare di un anno il periodo transitorio di accoppiamento parziale degli aiuti comunitari al pomodoro da industria è talmente rilevante e densa di conseguenze per il comparto agro-alimentare nel suo complesso, ivi compreso l'indotto.
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