Pesce
L'azione del governo e la risposta di Coldiretti
Pesce, presto l'etichetta per il Made in Italy
Coldiretti: "Provvedimento, positivo ma non sufficiente"
Pubblicato il 17/06/2012 alle 10:07

Acquisti più sicuri e definiti.
Sta per arrivare un etichetta per il pesce made in Italy, sia venduto al dettaglio che servito al ristorante. E' una delle novità del Decreto Sviluppo, da poco approvato dal Consiglio
dei Ministri.
In base al provvedimento, chi vende al dettaglio o comunque somministra prodotti può inserire nelle etichette due tipi d'informazioni. In primis, e più importante, la dicitura "Prodotto italiano". E poi, altri dati sulla zona di pesca o sulla specie.
Un notevole passo avanti rispetto alla stato attuale, che si limita alla sola zona di pesca. Così, il pesce italiano entra nella "Zona Fao 37", insieme a tutti i colleghi del Mediterraneo.
Per il legislatore, tale strategia dovrebbe combattere il fenomeno della contraffazione nell'alimentazione, dove due piatti su tre vengono illegalmente dall'estero. Così vongole spacciate come italiane sono della Turchia, il pangasio del Mekong "diventa" cernia, mentre lo squalo smeriglio viene travestito da pesce spada.
Sul provvedimento si è espressa Coldiretti tramite Tonino Giardini, responsabile del settore pesca.
Per Giardini, "L'indicazione dell'origine per il pesce italiano è un provvedimento positivo ma non sufficiente ad assicurare al consumatore la possibilità di conoscere sempre
l'origine di quanto porta in tavola o mangia al ristorante".
Allora, passo successivo e necessario deve essere rendere obbligatoria l'etichetta d'origine. Attenzione particolare va data ai pesci d'allevamento di acqua dolce a partire dalle trote, che
vedono l'Italia al primo posto in Europa per produzione e certificazione di filiera.
A livello quantitativo, poi, il settore pesca ed acquacoltura impiega 13.300 imbarcazioni (circa 12 imprese), divise tra tre grandi specie: acciughe, vongole e cozze. Segue poi un gruppo composto da naselli, spigole, orate, gamberi bianchi, seppie, pannocchie, triglie, pesce spada e sugarelli.
Matteo Clerici
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