Salmone
Gli effetti a catena di un'epidemia
Cile: epidemia tra i salmoni, prezzi alle stelle
La moria di pesce ha provocato un aumento dei costi
Pubblicato il 19/02/2010 alle 11:55

Un virus si aggira tra il salmoni ed il prezzo sale.
In Cile, gli allevamenti del pesce sono colpiti da una malattia che fa diminuire la disponibilità del prodotto e, contemporaneamente, salire il suo prezzo, anche in Italia.
Gli studiosi spiegano come i salmoni infetti vedano decrescere il numero di globuli rossi fino alla morte per anemia; anche se letale per il salmone atlantico, il morbo non ha effetto sull'uomo.
Spiega Giuseppe Bovo, responsabile del Centro di Referenza Nazionale per l'ittiopatologia di Padova: "Se si mangia un pesce colpito dalla malattia non si corre pericolo, persino nel caso che venga consumato crudo. La patologia è ben nota fin dal 1987 e ha colpito soprattutto gli allevamenti cileni perché lì non ci sono adeguati controlli e pratiche sanitarie che invece sono applicate dagli altri grandi paesi produttori come la Norvegia".
Ma se la salute è salva, il portafogli è a rischio.
Secondo gli esperti del Financial Times, la produzione cilena è crollata del 75% in due anni, passando dalle 400mila tonnellate del 2008 alle 90mila previste per quest'anno, con una perdita di almeno 5mila posti di lavoro. Il calo dovrebbe continuare l'anno prossimo, mentre una prima timida inversione di tendenza si potrebbe avere solo nel 2012. Ad approfittare della situazione sembrano essere gli altri grandi produttori mondiali, con in testa la Norvegia, che già detiene il primato nella produzione. Dall'inizio dell'anno il prezzo del salmone atlantico norvegese è salito del 20% a 4,6 euro, e il trend in ascesa non sembra fermarsi.
Continuano i giornalisti: "In realtà il salmone cileno è destinato ai mercati del nord America e del Giappone, mentre da noi arriva soltanto quello norvegese ma le speculazioni fanno sì che il prezzo si alzi in tutto il mondo. In Italia invece non ci sono allevamenti di questi pesci, perché hanno bisogno di acqua molto fredda: c'è stato solo un tentativo a Venezia qualche anno fa ma d'estate i salmoni sono tutti morti".
La questione del virus, inoltre, riporta in primo piano le accuse mosse al Cile da diversi gruppi ambientalisti, secondo cui le strutture locali sono sovraffollate ed abusano di prodotti chimici.
Matteo Clerici
Un virus si aggira tra il salmoni ed il prezzo sale. In Cile, gli allevamenti del pesce sono colpiti da una malattia che fa diminuire la disponibilità del prodotto e, contemporaneamente, salire il suo prezzo, anche in Italia. Gli studiosi spiegano come i salmoni infetti vedano decrescere il numero di globuli rossi fino alla morte per anemia; anche se letale per il salmone atlantico, il morbo non ha effetto sull'uomo. Ma se la salute è salva, il portafogli è a rischio. Secondo gli esperti del Financial Times, la produzione cilena è crollata del 75% in due anni, passando dalle 400mila tonnellate del 2008 alle 90mila previste per quest'anno, con una perdita di almeno 5mila posti di lavoro. Il calo dovrebbe continuare l'anno prossimo, mentre una prima timida inversione di tendenza si potrebbe avere solo nel 2012. Ad approfittare della situazione sembrano essere gli altri grandi produttori mondiali, con in testa la Norvegia, che già detiene il primato nella produzione. Dall'inizio dell'anno il prezzo del salmone atlantico norvegese è salito del 20% a 4,6 euro, e il trend in ascesa non sembra fermarsi. Continuano i giornalisti. In realtà il salmone cileno è destinato ai mercati del nord America e del Giappone, mentre da noi arriva soltanto quello norvegese ma le speculazioni fanno sì che il prezzo si alzi in tutto il mondo.
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Commenti
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per forza, nei gabbioni riversano tonnellate di mangime che poi si mescola alla cacca dei salmoni, riduce l'ossigeno e favorisce la diffusione del virus. Quando è troppo è troppo.
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