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Alimentazione
Metabolismo basso? Conta meglio le calorie
Secondo il Department of Food Science dell'Oregon, la scarsa attenzione è la prima causa del sovrappeso
© Redazione NEWSFOOD.com - 04/02/2010
Prima dell'indagine, l'80% dei soggetti con corporatura tendente al sovrappeso, affermava che la propria condizione fisica era legata ad un metabolismo basso; gli osservatori hanno seguìto i soggetti durante le loro normali attività quotidiane, e circa il 93% dei soggetti più corpulenti ha rivelato cattive abitudini alimentari, legate alla scarsa conoscenza dell'esistenza di cibi dinamici e calorie cosiddette nascoste. I soggetti più magri, invece, hanno dimostrato una maggiore attenzione alla propria alimentazione, in termini di consapevolezza sulla capacità nutrizionale di alcuni alimenti-chiave della dieta.
Pur ammettendo l'esistenza di soggetti naturalmente predisposti, la ricerca ha quindi dimostrato come la scarsa attenzione dei consumatori, sia la prima causa del sovrappeso in America. E senza particolare difficoltà, è evidente come una coscienza alimentare sia essenziale nell'alimentazione di ogni individuo, in qualsiasi parte del mondo.
Si consideri ad esempio una variazione quotidiana di 100 kilocalorie, nell'arco di un anno: la predisposizione al sovrappeso aumenterà dai 4 agli 8 chilogrammi, rispetto al soggetto che ne ha consumate al giorno 100 in meno.
Il conteggio delle calorie , a parità di altre condizioni, per quanto non debba rendere le nostre tavole schiave dell'aritmetica, è un elemento fondamentale che spiega molti dei problemi che legano i valori nutrizionali , alla salute umana.
I cibi dinamici sono così definiti perché hanno un contenuto di calorie variabile. La differenza risiede nelle tipiche proprietà del cibo, nella sua
conservazione e nell'eventuale cottura. I cibi che appartengono alla medesima categoria di alimenti infatti, hanno caratteristiche spesso molto diverse. Ad esempio, la
frutta, considerata tra i prodotti più genuini ed ideale componente di una dieta ipocalorica, talvolta è erroneamente valutata: l'esempio del vasetto di marmellata è particolarmente indicativo: la confettura infatti può essere realizzata con
una percentuale di frutta, zuccheri o altre sostanze differenti. Dunque 50 grammi di una marmellata che apporta 130 kilocalorie ogni 100 grammi, consente un risparmio di 60
calorie rispetto ad una confettura che di kilocalorie ne apporta 250. Il potere calorico di ogni alimento dovrebbe dunque essere ben noto al consumatore, che dovrebbe porre
maggiore attenzione alle etichette, e assumere le corrette abitudini.
Le calorie nascoste evidenziano una disattenzione dei consumatori verso tutti quegli alimenti che, seppur noti per il loro apporto calorico, non sono considerati, o lo sono parzialmente, ai fini del calcolo di una dieta equilibrata.
Il riferimento ai condimenti come l'olio ed il burro, ma anche vino, pane e zucchero, è immediato. Ma anche le bevande gassate o l'abuso di succhi di frutta, fanno lievitare le calorie dei nostri pasti e dei nostri spuntini.
Una leggera insalata condita con 40 grammi di olio extravergine, equivale ad un piatto di pasta; analogo errato comportamento si verifica quando si rinuncia allo zucchero nel caffè, ma poi si addolcisce la macedonia di frutta.
La ricerca ha rivelato le quantità che differenziano il comportamento di un soggetto di magra costituzione da un altro sovrappeso: mezzo litro di olio al mese per il primo, e ben tre per il secondo, due chilogrammi di pane al mese, contro i nove del sovrappeso, 100 grammi di burro contro 500 assunti nell'arco di 30 giorni.
Insomma, da una parte, un comportamento di un individuo con una coscienza alimentare sviluppata, dall'altra un comportamento casuale e poco consapevole, dal punto di vista delle abitudini alimentari: il risultato è di 9 mila calorie mensili contro ben 45 mila. E questo dato non ha bisogno di ulteriori commenti.












