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Copenhagen: Coldiretti, ecco top ten cibi che inquinano Natale italiani
Le ciliegie e le pesche dal Cile, i mirtilli argentini e l'anguria dal Brasile salgono nell'ordine sul podio della top ten dei cibi che sulle tavole nazionali delle feste sprecano energia
Pubblicato il 14/12/2009 alle 10:04

Le ciliegie e le pesche dal Cile, i mirtilli argentini e l'anguria dal Brasile salgono nell'ordine sul podio della top ten dei cibi che sulle tavole nazionali delle feste sprecano energia, inquinano il Natale e contribuiscono all'emissione di gas ad effetto serra a causa dei lunghi trasporti che subiscono per arrivare in Italia.
E' quanto emerge da una analisi della Coldiretti che, in occasione della Conferenza dell'ONU sui cambiamenti climatici di Copenhagen, ha presentato la lista nera dei consumi di Natale per contribuire con stili di vita sobri e responsabili a salvare il pianeta.
E' stato calcolato che - sottolinea la Coldiretti - un chilo di ciliegie dal Cile per giungere sulle tavole italiane deve percorrere quasi 12mila chilometri con un consumo di 6,9 chili di petrolio e l'emissione di 21,6 chili di anidride carbonica, mentre un chilo di mirtilli dall'Argentina deve volare per piu' di 11mila chilometri con un consumo di 6,4 kg di petrolio che liberano 20,1 chili di anidride carbonica e l'anguria brasiliana viaggia per oltre 9mila km, brucia 5,3 chili di petrolio e libera 16,5 chili di anidride carbonica per ogni chilo di prodotto, attraverso il trasporto con mezzi aerei.
Il consumo durante le feste di Natale di prodotti fuori stagione provenienti di migliaia di chilometri di distanza è - sottolinea la Coldiretti - una tendenza snob in forte ascesa che concorre a far saltare il budget dei cenoni con prezzi superiori fino ad oltre dieci volte a quelli di mele, pere, kiwi, uva, arance e clementine Made in Italy e appare del tutto ingiustificata perché si tratta spesso di prodotti poco gustosi e saporiti, essendo stati raccolti ad un grado di maturazione incompleto per poter resistere a viaggi di migliaia di chilometri percorsi su mezzi inquinanti che liberano nell'aria gas ad effetto serra.
Secondo la Coldiretti la voglia di cambiamento o il bisogno di stupire gli ospiti nei banchetti natalizi o di fine anno possono essere soddisfatte dalla riscoperta dei frutti meno "diffusi" ma nazionali come cachi e fico d'India o antiche varietà, dalla mela limoncella alla pera madernassa, che valorizzano le tradizioni del territorio e garantiscono un sicuro successo a prezzi contenuti, rimandando alla giusta stagione il consumo di ciliegie, anguria, asparagi o fagiolini.
Tra i prodotti piu' diffusi che rischiano di "inquinare il Natale" ci sono anche - continua la Coldiretti - le noci della California, le more dal Messico, il salmone dall'Alaska, gli asparagi dal Perù, i meloni dal Guadalupe, i melograni da Israele e i fagiolini dall'Egitto. Per alcuni di questi prodotti - conclude la Coldiretti - non ci sono solo problemi per motivi ambientali ma ci sono anche perplessità di carattere sanitario.
CLIMA: LA TOP TEN DEI CIBI CHE INQUINANO IL NATALE
Prodotto
Mirtilli
Anguria
Noci
More
Salmone
Asparagi
Meloni
Melograni
Fagiolini
Paesi
Cile
Argentina
Brasile
California (Usa)
MessicoAlaska
Peru
Gudalupe
Israele
EgittoDistanza (Km)
11.970
11.180
9.175
8.657
8.319
7.847
7.018
5.440
2.324
2.130
Emissioni (kg CO2 per kg prodotto)
21,6
20,1
16,5
15,6
15,0
14,1
12,6
9,8
4,2
3,8
Consumo petrolio (Kg)
6,4
5,3
5
4,8
4,5
4,0
3,1
1,3
1,2
Fonte: Elaborazioni Coldiretti (*) calcoli effettuati sulla base del trasporto aereo a/r
Le ciliegie e le pesche dal Cile, i mirtilli argentini e l'anguria dal Brasile salgono nell'ordine sul podio della top ten dei cibi che sulle tavole nazionali delle feste sprecano energia, inquinano il Natale e contribuiscono all'emissione di gas ad effetto serra a causa dei lunghi trasporti che subiscono per arrivare in Italia.
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