Sclerosi multipla
Una teoria portata avanti dal professor Zamboni dell'Università di Ferrara
CCSVI e sclerosi multipla: legami, dubbi e speranze
Ipotizzato un collegamento tra l' insufficienza venosa e la malattia
Pubblicato il 14/02/2010 alle 11:29

Con il termine CCSVI o Insufficienza Venosa Cerebro-Spinale Cronica è descritta una situazione ipotetica in cui il sistema venoso non è in grado di rimuovere efficacemente il
sangue dal sistema nervoso centrale.
Questa condizione sarebbe dovuta al restringimento di piccole vene del collo, del torace e della colonna vertebrale. Tale situazione avrebbe come conseguenza un aumento della pressione delle
vene del cervello e del midollo spinale, portatrice di danni in tali regioni.
La CCSVI è balzata al centro delle attenzioni del pubblico e dei media quando alcuni studiosi hanno ipotizzato un collegamento tra tale situazione e la sclerosi multipla (SM).
In particolare, tale ipotesi è al centro della ricerca del professor Paolo Zamboni, dell'Università di Ferrara (Dipartimento di Scienze chirurgiche anestesiologiche e radiologiche), pubblicata sul "Journal of Neurology, Neurosurgery, & Psychiatry".
In tale ricerca, Zamboni e colleghi hanno lavorato con 300 volontari: 65 affetti da varie forme di SM e 235 sani o con altri disturbi neurologici. Le analisi compiuti su tali soggetti hanno evidenziato una forte correlazione tra il manifestarsi della SM e l'insufficienza venosa che (ad oggi) si crede possa essere causa o "partner" della malattia.
Secondo la teoria di Zamboni, occlusioni o restringimenti delle principali vene che portano via il sangue da cervello e midollo spinale (giugulari interne e vena azygos) rallenterebbero il flusso del sangue cerebrale. Ciò renderebbe più probabile l'accumulo di ferro attorno attorno ai vasi sanguigni che darebbe il via alla la risposta autoimmune tipica della sclerosi multipla.
il professore commenta i risultati ottenuti: "Non mi azzardo a dire di aver trovato una terapia risolutiva per la sclerosi multipla: i dati sono pochi, devono essere confermati e riprodotti da altri. Si è sempre detto che questa malattia è multifattoriale: quello che ho individuato può essere uno dei vari meccanismi alla base del problema".
Va notato come, a differenza di quanto avviene nella maggior parte degli studi, il professore Zamboni sia passato presto ad un trattamento applicato.
Così lo studioso spiega la tecnica usata: "Con il consenso dei pazienti, se durante l' angiografia trovavo un' occlusione potevo trattarla: ho così eseguito angioplastiche per ripristinare un flusso sanguigno normale. I risultati sembrano buoni soprattutto nella sclerosi multipla recidivante-remittente: a 18 mesi di distanza la qualità della vita dei pazienti è migliorata, il tasso di ricadute è diminuito, si sono ridotte le lesioni visibili alla risonanza. Sulla fatica cronica gli effetti paiono evidenti. L' insufficienza venosa associata alla sclerosi multipla potrebbe perciò essere alla base di questo aspetto della malattia".
Oltre ad una comprensibile cauteal, gli studi di Zamboni hanno generato interesse e desiderio di approfondimento.
A Stanford il chirurgo vascolare Michael Dake sta lavorando con volontari affetti da CCSVI. Il suo approccioconsiste nell'usare dei "palloncini" per aprire le vene ristrette o hanno inserito degli stent (tubicini) nelle vene per mantenerle pervie.
Inoltre, l'Università di Buffalo ha avviato una sperimentazione proprio per replicare i dati italiani; l' intenzione è coinvolgere, entro due anni, 1100 malati, 300 sani e 300 persone con altre malattie neurologiche o autoimmuni.
Infine, la Fondazione italiana sclerosi multipla ha istituito un comitato tecnico-scientifico di esperti italiani e stranieri che giudicherà i dati disponibili. Nel frattempo gli esperti ricordano come al momento non esistano trattamenti approvati e disponibili per la SM. Gli interessati per ora possono rivolgersi al proprio medico di fiducia.
NOTE FINALI, per approfondire:
http://www.aism.it/ Sito dell'Associazione Italiana Sclerosi Multipla
http://www.fondazionehilarescere.org
P. Zamboni, R Galeotti, E. Menegatti, A. M. Malagoni, G Tacconi, S. Dall'Ara, I. Bartolomei, F. Salvi, "Chronic cerebrospinal venous insufficiency in patients with multiple sclerosis".
J. Neurol. Neurosurg Psychiatry 2009, doi:10.1136/jnnp.2008.157164
Sclerosi multipla: primi risultati dei test CCSVI
Matteo Clerici
Con il termine CCSVI o Insufficienza Venosa Cerebro-Spinale Cronica è descritta una situazione ipotetica in cui il sistema venoso non è in grado di rimuovere efficacemente il sangue dal sistema nervoso centrale. Questa condizione sarebbe dovuta al restringimento di piccole vene del collo, del torace e della colonna vertebrale. Tale situazione avrebbe come conseguenza un aumento della pressione delle vene del cervello e del midollo spinale, portatrice di danni in tali regioni. La CCSVI è balzata al centro delle attenzioni del pubblico e dei media quando alcuni studiosi hanno ipotizzato un collegamento tra tale situazione e la sclerosi multipla (SM). In particolare, tale ipotesi è al centro della ricerca del Paolo Zamboni, dell'Università di Ferrara (Dipartimento di Scienze chirurgiche anestesiologiche e radiologiche), pubblicata sul "Journal of Neurology, Neurosurgery, & Psychiatry". In tale ricerca, Zamboni e colleghi hanno lavorato con 300 volontari: 65 affetti da varie forme di SM e 235 sani o con altri disturbi neurologici. Le analisi compiuti su tali soggetti hanno evidenziato una forte correlazione tra il manifestarsi della SM e l'insufficienza venosa che (ad oggi) si crede possa essere causa o "partner" della malattia. Secondo la teoria di Zamboni, occlusioni o restringimenti delle principali vene che portano via il sangue da cervello e midollo spinale (giugulari interne e vena azygos) rallenterebbero il flusso del sangue cerebrale. Ciò renderebbe più probabile l'accumulo di ferro attorno attorno ai vasi sanguigni che darebbe il via alla la risposta autoimmune tipica della sclerosi multipla. il professore commenta i risultati ottenuti: "Non mi azzardo a dire di aver trovato una terapia risolutiva per la sclerosi multipla: i dati sono pochi, devono essere confermati e riprodotti da altri. Si è sempre detto che questa malattia è multifattoriale: quello che ho individuato può essere uno dei vari meccanismi alla base del problema". Va notato come, a differenza di quanto avviene nella maggior parte degli studi, il professore Zamboni sia passato presto ad un trattamento applicato. Così lo studioso spiega la tecnica usata: "Con il consenso dei pazienti, se durante l' angiografia trovavo un' occlusione potevo trattarla: ho così eseguito angioplastiche per ripristinare un flusso sanguigno normale. I risultati sembrano buoni soprattutto nella sclerosi multipla recidivante-remittente: a 18 mesi di distanza la qualità della vita dei pazienti è migliorata, il tasso di ricadute è diminuito, si sono ridotte le lesioni visibili alla risonanza. Sulla fatica cronica gli effetti paiono evidenti. L' insufficienza venosa associata alla sclerosi multipla potrebbe perciò essere alla base di questo aspetto della malattia". Gli studi di Zamboni hanno generato anche interesse e desiderio di approfondimento. A Stanford il chirurgo vascolare Michael Dake sta lavorando con volontari affetti da CCSVI. Il suo approccioconsiste nell'usare dei "palloncini" per aprire le vene ristrette o hanno inserito degli stent (tubicini) nelle vene per mantenerle pervie. Inoltre, l'Università di Buffalo ha avviato una sperimentazione proprio per replicare i dati italiani; l' intenzione è coinvolgere, entro due anni, 1100 malati, 300 sani e 300 persone con altre malattie neurologiche o autoimmuni. Infine, la Fondazione italiana sclerosi multipla ha istituito un comitato tecnico-scientifico di esperti italiani e stranieri che giudicherà i dati disponibili. Nel frattempo gli esperti ricordano come al momento non esistano trattamenti approvati e disponibili per la SM. Gli interessati per ora possono rivolgersi al proprio medico di fiducia.
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Commenti
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Sono stata operata con gran successo dal dott. Gargano di Napoli e devo dire che sto molto meglio. L'intervento dura circa 1 ora ed i risultati sono stupefacenti. Anche la Neurologa sta cambiando opinione. Bravo Zamboni.
BuonGiorno, mi è stata diagnosticata, dall'Ospedale Besta di Milano, la paraparesi spastica SPG7. La domanda: la tecnica utilizzata dal Prof. Zamboni relativamente ai malati di sclerosi multipla (che dia, pare, ottimi risultati) può anche interessare la mia malattia?. Grazie
La mia malattia giudicata come(Stupell-Loraine) ed è familiare, la avuta mio nonno, mio padre, cè là mio zio e mio fratello piu' giovane.A mio nonno e mio padre veniva diagnosticata come (Paraparesi spastica), ma come mi hanno detto che non è ancora definita,vorrei saperne di piu'. Grazie
Oggetto: richiesta informazioni Spett.le redazione sono una donna sieropositiva dal 1987 e da tre anni in terapia, ho letto i vostri articoli sul dr. Trevisanato e il suo vaccino, desidero ricevere informaizoni in merito, grazie distinti saluti Monica Russo
salve mi hciamo Patrizia e sono 14 anni che sono malata di sclerosi ho avuto più crisi della malattia,ho dovuto ridurre molto il mio lavoro,soffro molto per ilé cambiamento della mia vita non poter fare dello sport,ballare,correre ed essere una mamma molto normale,lui soffre molto nel vedere la sua mamma che sogna di guarire,sono molto coraggiosa. mi potete aiutare a prendere un appuntamento con il Dr.Zamboni mi trovo in svizzera vi prego aiutatemi
Salve mi chiamo Carmela Demontis, ho 45 anni e sono affetta da sclerosi multipla dal 1992, ormai 18 anni. Son seguita a Cagliari,dove vivo, dal centro della Profesoressa Marrosu e sono sottoposta ad una cura di Interferone (Rebif 44) da circa 6 anni. Ho avuto due grossi episodi della malattia nel 1992 e nel 1994...nel primo con una paralisi facciale, nel secondo con una emiparesi agli arti inferiori e superiori dell emisoma destro. Ho parecchie lesioni cerebrali e alcune placche anche nel midollo.Inoltre vi sono varie patologie concatenate tra cui ipotiroidismo, epatite cronica autoimmune, psoriasi, sovrappeso,ecc.Pur non avendo ancora bisogno di ausili per camminare ho una stanchezza patologica che sta cominciando a diventare invalidante, dolori alle gambe che la notte a riposo diventano insopportabili, mal di testa persistente e fastidioso che a volte mi obbliga a stare a letto con la luce bassa. Vorrei sapere per favore come fare per sottopormi all esame di risonanza magnetica particolare di cui parla il Dottor Zambroni perchè sarei seriamente interessanta alla cosa. Anche perchè problemi di circolazione ne ho di sicuro e mia madre in particolare è affetta da artereopatia obliterante. Se mi potreste far sapere come fare per prenotare questa visita ve ne sarei grata. Cordiali saluti Carmela Demontis
Ad integrazione dell'articolo, suggerisco per gli approfondimenti dove trovare le pubblicazioni ufficiali: http://www.fondazionehilarescere.org/ita/index.html Riporto inoltre il link dove poter visualizzare per intero il congresso tenutosi lo scorso 23 gennaio a Vicenza: http://www.youtube.com/user/anses2 Grazie mille
Questo vostro articolo andrebbe aggiornato con la seguente notizia di stampa dell'Agenzia ASCA: 12-02-10 SALUTE: SCLEROSI MULTIPLA, PRIMI DATI SPERIMENTAZIONE AMERICANA SU CCSVI (ASCA) - Roma, 12 feb - Primi risultati dall'Università di Buffalo (New York) sulla sperimentazione condotta dal ricercatore italiano Paolo Zamboni che ha individuato una relazione tra sclerosi multipla e restringimento delle vene. Su 500 pazienti arruolati nello studio, l'anomalia è stata registrata nel 56,4% dei soggetti affetti dalla patologia e nel 22,4% dei 161 soggetti di controllo sani. "Cautela e ottimismo" sono le impressioni preliminari di Robert Zivadinov, che guida i test negli Usa. La sperimentazione è ancora agli inizi e bisognerà aspettare aprile per avere dati in più a conforto della tesi di Zamboni, secondo la quale la sclerosi multipla è provocata da una patologia, definita insufficienza venosa cronica cerebro-spinale (CCSVI), che rallenterebbe il drenaggio del sangue, causando accumuli di ferro a base della malattia. noe/sam/lv
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