Inquinamento atmosferico
L'allarme lanciato da "Livestock and Climate Change" di Robert Goodland e Jeff Anhang
L'inquinamento della produzione di carne distruggerà il pianeta
Bestiame e derivati sono responsabili del 51% dei gas serra liberati nell'atmosfera
Pubblicato il 21/10/2009 alle 15:55

Una bistecca ci ucciderà tutti. L'impatto ambientale derivato dai prodotti della carne è di gran lunga peggiore di quanto ipotizzato finora.
A lanciare l'allarme, Robert Goodland e Jeff Anhang, tramite "Livestock and Climate Change" pubblicato sul mensile "World Watch magazine".
Il lavoro Goodland ed Anhang è solo l'ultimo di una serie di studi che evidenziano i pericoli degli scarti di lavorazione delle carni.
Tra i tanti,nel 2006, la FAO aveva pubblicato "Livestock's long shadow", (la lunga ombra del bestiame): nel dossier si evidenziava come il settore della produzione di carne sia causa del 18% delle emissioni totali di gas serra dovute alle attività umane. Tale percentuale è, tra l'altro, superiore a quella dell'intero settore dei trasporti (13,5%).
Ma, secondo i dati raccolti dai 2 studiosi la situazione è peggiore del previsto: bestiame e sottoprodotti vari sono responsabili del 51% dei gas serra (GHG) che colpiscono il pianeta, per un totale di 32.6 miliardi di tonnellate di biossido di carbonio: una quantità maggiore degli scarichi delle industrie o dei mezzi di trasporto.
Il documento fornisce anche degli esempi.
Per la produzione di 225 grammi di patate si emette una quantità di CO2 pari a quella generata dal guidare un'auto per 300 metri. Per la stessa quantità di asparagi, è come
guidare la stessa auto per 440 metri. Per la carne di pollo, molto di più: 1,17 km, per il maiale 4,1 km, per il manzo 15,8 chilometri.
Secondo i due ricercatori, la soluzione è una sola: "Per invertire il devastante trend che sta inesorabilmente modificando il clima del pianeta Terra basterebbe sostituire i prodotti animali con quelli a base di soia o di altre colture vegetali. Questo approccio avrebbe effetti molto più rapidi sulle emissioni di GHG e sull'effetto serra di qualsiasi altra iniziativa per rimpiazzare i combustibili fossili con energia rinnovabile".
Se ciò non avverrà, concludono Robert Goodland e Jeff Anhang, le prospettive per il futuro diverranno presto senza speranza.
Matteo Clerici
L'inquinamento derivato dall'allevamento e dalla lavorazione di carne è causa del 51% dei gas serra liberati nell'atmosfera. A dirlo, Livestock and Climate Change, uno studio di Robert Goodland e Jeff Anhang che riprende è sviluppa problemi precedenti, sollevando l'attenzione su quanto costino in termini di scarto determinati prodotti alimentari. Per i due scienziati, l'unica soluzione è sostituire i prodotti animali con quelli a base di soia o di altre colture vegetali, i cui effetti sull'ambiente sarebbero molto meno pesanti.
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Commenti
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E' un'operazione di mercato quella che vuole far credere che la produzione di soya ed altri cereali non inquinino il pianeta e anzi, se venisse davvero applicata da tutti gli abitanti del pianeta, le conseguenze per tutto il pianeta sarebbero addirittura peggiori. Una soluzione abbastanza sostenibile a questo enorme problema è un'alimentazione sul modello igienista, ossia un crudismo vegan; la soluzione migliore rimane la pratica Fruttariana, ossia la dieta a base di sola frutta. X info sul fruttarismo e testimonianza diretta che vivere di solo frutta è possibile vedere www.fruitanya.blogspot.com
http://www.climatemonitor.it/?p=4854 qui la seconda parte
http://www.climatemonitor.it/?p=4830 La zootecnia è responsabile del 50% delle emissioni antropogeniche? Prima parte. Direi accuse campate in aria senza riscontri nei dati reali e senza riferimenti scientifici vagliati dalla revisione scientifica "peer review". Insomma conticini della serva!
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