Cellule staminali
Uno studio dell INSERM e dell'Istituto per le cellule staminali di Evry Cedex, diretto dalla dottoressa Baldeschi e pubblicato su "The Lancet"
Dalle cellule staminali una nuova pelle temporanea per i grandi ustionati
Difenderebbe il soggetto in attesa del trapianto definitivo
Pubblicato il 20/11/2009 alle 11:04

E' possibile ricavare dalle cellule staminali embrionali una pelle "usa e getta" (cioè temporanea) per i grandi ustionati, in grado di difenderli fino al trapianto autologo.
Lo afferma uno studio dell INSERM e dell'Istituto per le cellule staminali di Evry Cedex (Francia), diretto dalla dottoressa Christine Baldeschi e pubblicato da "The Lancet".
I ricercatori hanno impiantato le staminali umane su cellule, trattandole con farmaci per circa 40 giorni. Tale operazione indirizza le "cellule bambine", spingendole a trasformarsi in cheratinociti e a seguire tutti i passaggi biologici che portano alla formazione dell'epidermide nella fase dello sviluppo embrionale. Avendo così ottenuto delle cellule con le caratteristiche dei cheratinociti, gli scienziati le hanno inserite su una matrice artificiale: le cellule sono state in grado di formare uno strato di pelle. La pelle temporanea è stata poi trapiantata su alcuni topi; 12 settimane dopo, la pelle derivata dalle staminali aveva la struttura tipica della pelle umana.
Gli esperti fanno notare come, nel caso di ustioni gravi, la procedura standard prevede l'autotrapianto delle cellule del paziente, coltivate in laboratorio fino a permettere di rimpiazzare la pelle danneggiata.
Ma per tale operazione è necessario aspettare le 3 settimane necessarie alla crescita delle cellule da trapiantare, cosa che espone il paziente al rischio di disidratazione ed infezione ed i mezzi di difesa attuali come pelle biotech bovina e bende pongono diversi problemi, in primis il rischio di rigetto. Più funzionale la pelle decellularizzata da cadavere, penalizzata però dalla disponibilità limitata.
La nuova pelle usa e getta, invece, si configura come una risorsa illimitata e con problemi di rigetto estremamente limitati, perfetta per coprire la finestra in attesa del trapianto.
Matteo Clerici
E' possibile ricavare dalle cellule staminali una pelle temporanea, capace di proteggere gli ustionati in attesa del trapianto definitivo. Lo spiega uno studio dell INSERM e dell'Istituto per le cellule staminali di Evry Cedex (Francia), diretto dalla dottoressa Christine Baldeschi. Con la procedura attuale per proteggere il paziente durante l'attesa del trapianto finale si usano bende, pelle di animale modificata o pelle decellularizzata da cadavere: tutti mezzi con problemi di disponibilità, di rigetto o di semplice funzionalità. La nuova pelle cresciuta dalle staminali ha invece disponibilità illimitata e problemi di rigetto potenzialmente inesistenti (poichè proveniente dal corpo stesso.
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