Alzheimer

Una ricerca della Oregon Health and Science University, diretta dal dottor Gene Bowman e pubblicata su "Neurology"

Alzheimer, la prevenzione passa per vitamine ed omega-3

"E' molto eccitante pensare che le persone potrebbero fermare la contrazione dei loro cervelli, e tenerli vivi, regolando la loro dieta"

Pubblicato il 30/12/2011 alle 14:46



Con l'invecchiamento della popolazione, problemi come Alzheimer o demenza senile diventano sempre più pressanti. Di conseguenza, sono sempre più necessari sistemi per ridurre la vulnerabilità.

Tra questi, si fa avanti la dieta: verdura e vitamina B sono utili per diminuire la probabilità e diminuire l'eventuale progressione.

Questi gli argomenti di una ricerca della Oregon Health and Science University, diretta dal dottor Gene Bowman e pubblicata su "Neurology".

Lo studio si è appoggiato ai dati dell'Oregon Brain Aging Study, focalizzando su 104 soggetti. Gli esperti hanno prima analizzato 30 biomarcatori del plasma, ricostruendo così la dieta degli individui in questione. Poi i volontari sono stati sottoposti a test mirati a definire l'efficienza mentale.

L'incrocio dei risultati ha mostrato come la dieta fosse un fattore determinante per la presenza e l'evoluzione della malattia.

Un'alimentazione ricca di grassi saturi favoriva l'Alzheimer, rendendo inoltre più soggetti a problemi cardiaci, spesso legati al decadimento celebrale.

Diversamente, combinare vitamine (gruppo B, C, ed E) ed omega-3 portava un doppio beneficio. Per cominciare, riduceva il rischio di Alzheimer: - 45% rispetto alla dieta poco sana.

Inoltre, rendeva il cervello più funzionale: i volontari che sceglievano piatti con nutrienti giusti ottenevano risultati più alti nei test.

Infine, come ricorda il dottor Bowman, le prove raccolte dallo studio arrivano alle stesse conclusioni. Il medico ricorda come la prudenza non debba essere dimenticata, ed il lavoro svolto debba essere confermato da controlli ulteriori. Tuttavia, conclude il capo-ricercatore, "E' molto eccitante pensare che le persone potrebbero fermare la contrazione dei loro cervelli, e tenerli vivi, regolando la loro dieta".

FONTE: Bowman, L.C. Silbert, D. Howieson, H.H. Dodge, M.G. Traber, B. Frei, J.A. Kaye, J. Shannon, and J.F. Quinn, "Nutrient biomarker patterns, cognitive function, and MRI measures of brain aging", Neurology WNL.0b013e3182436598; published ahead of print December 28, 2011

Matteo Clerici

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Problemi come l'Alzheimer od il decadimento celebrale possono essere evitati o quantomeno rallentati con una dieta corretta, con vitamine ed omega-3. E' il messaggio di una ricerca della Oregon Health and Science University, diretta dal dottor Gene Bowman. Bowman e compagni hanno esaminato i volontari dell'Oregon Brain Aging Study tramite un doppio controllo. Prima analisi per capire dieta e relativi nutrienti. Poi, hanno sottoposto i volontari a test sulla funzionalità mentale. Risultato, chi seguiva una dieta ricca di vitamine (gruppo B, C, ed E) ed Omega-3 mostrava situazione migliore rispetto ai consumatori di grassi saturi. Vitamine ed omega-3 riducevano il rischio di Alzheimer e demenza e miglioravano l'efficienza mentale. Nonostante siano necessari ulteriori controlli, il dottor Bowman ritiene positivo poter influenzare lo stato del cervello tramite dieta.


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