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Futuro dell'Ogm in Italia
Zaia chiede una precisa posizione della Chiesa prima di decidere sugli Ogm
Alla conferenza stampa, il Ministro ribadisce la sua contrarietà agli Ogm
© ansa.it per NEWSFOOD.com - 22/12/2009
"Non siamo qui per consegnare l'agricoltura ai laboratori genetici né alle multinazionali" ha aggiunto Zaia. Il Ministro ha raccontato di essere stato convinto proprio da un contadino che gli ha spiegato come quei semi genetici, a differenza dei semi naturali, non danno vita, non generano altri semi ma finirebbero per "fermare la natura".
Durante l'incontro con Camillo Ruini, ha aggiunto Zaia, "abbiamo parlato di molte cose": il Cadinale aveva un piccolo podere a Sassuolo, sua città d'origine. Da qui la sua vicinanza al mondo dell'agricoltura. "Con la Chiesa - ha aggiunto Zaia - dobbiamo avere posizioni comuni e gli ho ricordato che dove c'é un contadino c'é un crocifisso".
Ansa.it per NEWSFOOD.com












Pierantonio Bonardi il 04/02/2010 alle ore 15:57:16 ha scritto:
Zaia e OGM (newsfood)
So che questa mia molto probabilmente sarà ignorata, ma scrivere è l'unica cosa che posso fare. Ho letto con sgomento le dichiarazioni del ministro dell%u2019agricoltura Zaia a proposito di OGM. Non so se sto facendo un brutto sogno o se, cosa che ritengo più probabile, il mondo agricolo in generale sia rappresentato da una persona concettualmente più adatta all%u2019epoca medioevale. Francamente mi vergogno di avere le stesse idee partitiche: pensavo infatti ad una maggiore apertura mentale, invece, ancor peggio del suo predecessore Alemanno, si sta dimostrando una nullità, soggiogato da atavici pregiudizi senza alcun supporto scientifico. Alcune considerazioni in merito. 1) sono cattolico e cristiano professante: ma cosa c%u2019entra la chiesa con questioni di carattere prettamente scientifico? 2) Se bastano le %u201Cfarneticazioni%u201D di un contadino per emettere sentenze dalle conseguenze tragiche, in che Stato viviamo? Conta di più il giudizio di una persona o i risultati di uno staff di ricercatori? 3) Poi ancora con sta difesa a spada tratta delle %u201Ceccellenze%u201D della nostra bella Italia (grana padano, parmigiano, prosciutti, ecc. e chi più ne ha più ne metta). Per ammissione di qualche responsabile tali %u201Ceccellenze%u201D sono prodotte da animali allevati con mais (italiano) e integratori proteici (soia) di provenienza sudamericana, quindi molto probabilmente transgenica, dal momento che in questi paesi (che sono più furbi di noi) si realizzano abbondantemente coltivazioni di piante geneticamente modificate: altro che OGM-free. 4) Lo stesso vale per le balle di Coop e altre entità simili che turlupinano i consumatori con i loro prodotti presunti OGM-free. Balle, grandi falsità, perché come avviene per le cosidette %u201Ctipicità nazionali%u201D anche questi prodotti utilizzano materie di provenienza estera, quindi potenzialmente transgeniche. 5) Tutto ciò con buona pace dell%u2019%u201Dautorevole%u201D Mario Capanna (solo in Italia e nei paesi più sottosviluppati ha più credito un contestatore sfascia vetrine di un onesto e serio ricercatore), presidente del meno autorevole (per non dire superfluo) Consiglio dei Diritti Genetici, che ha la capacità e la faccia tosta di diffondere tante falsità da riempire una enciclopedia. E l%u2019assurdo è che l%u2019attuale sindaco di Roma, Alemanno, ha anche ventilato l%u2019ipotesi di finanziare con 400.000 (dico quattrocentomila) euro questa fantomatica entità. Ma sapete quanta ricerca e sperimentazione si fa con 400.000 euro? 6) Inoltre e daglie con ste famigerate %u201Cmultinazionali%u201D che si arricchirebbero ulteriormente con gli OGM. Ma le automobili, gli elettrodomestici, i telefonini (per citare quelli di uso più comune) dove si acquistano? Dal fabbro ferraio o dalle multinazionali? 7) Infine: perché ogni tanto non elencare anche i vantaggi di questi %u201Cmostri%u201D geneticamente modificati? L%u2019abbattimento del tenore di micotossine (cancerogene) nei cereali (mais Bt), l%u2019arricchimento di vitamine in prodotti naturalmente poveri (golden rice), produzione di principi attivi utili in farmacologia (già, ma allora vanno bene). Fermo restando il principio di precauzione, non buttiamo al vento decenni di ricerca. E soprattutto continuiamo a finanziarla come avviene in tutti gli altri Paesi.
Avanti così Luca Zaia (non me la sento di definirla signor ministro). Gli altri vanno avanti e noi, come al solito, compreremo i loro prodotti (energia nucleare, transgenici, tecnologie) non certo a prezzi di saldo. E%u2019 avvenuto per il nucleare (tutti sono andati avanti nonostante Cernobyl 1987), sta già avvenendo per i prodotti derivati da colture GM. Auguri Italia. Ne hai proprio bisogno.
Neri Roncucci il 31/01/2010 alle ore 11:52:07 ha scritto:
Io voglio sperare che il titolare del MIPAAF ne sappia un po' di più sull'argomento e voglio sperare anche che chi ha messo l'immagine del kiwi-arancio sappia di falsificare la realtà e di essere veramente distante dalla serietà professionale (in proposito consiglio questo articolo [al link http://www.salmone.org/2010/01/22/darwin/], scritto da Antonio Pascale, autore inoltre dell'interessantissimo libro "Scienza e Sentimento")
Moreno il 27/01/2010 alle ore 13:39:23 ha scritto:
Mi piacerebbe conoscere la ragione per cui un Ministro debba prendere una posizione a proposito di un argomento basandosi sull'opinione personale di un agricoltore o su quanto pensa la Chiesa. Con tutto il rispetto per gli originali consulenti del Ministro Zaia, credo che certe decisioni andrebbero prese in seguito a serie valutazioni tecniche e scientifiche.
Teodoro Cardi il 27/01/2010 alle ore 12:12:31 ha scritto:
La frase attribuita al Ministro sulla differenza tra semi "genetici" e "naturali" forse non è molto chiara. Credo, comunque, si riferisca alla necessità di comprare i semi di varietà transgeniche a ogni semina. A questo proposito, è però opportuno precisare che questo è quello che già accade (da decenni) con gli ibridi di mais e, più recentemente, con molte altre specie, ortive e non solo. Inoltre, forse il dibattito sull'argomento farebbe molti passi avanti se si discutesse non di OGM in genere, ma si entrasse nel merito delle singole applicazioni.
Tommaso il 25/01/2010 alle ore 17:48:43 ha scritto:
La moltiplicazione dei pani ha un nome nuovo: OGM
"In effetti molti furono sorpresi dall´orientamento pro OGM di quella conferenza - i cui atti saranno presto pubblicati a cura del Pontificio Ateneo "Regina Apostolorum" dei Legionari di Cristo. La conferenza uscì senza un documento conclusivo. Ma i discorsi del cardinale Renato Martino - personaggio facile alla polemica antiamericana e terzomondista - colpirono per l´interesse dato più ai benefici che ai rischi delle nuove coltivazioni biotecnologiche. E ancor più orientati a fornire elementi di speranza, invece che di minaccia, furono i discorsi della maggior parte degli esperti, nei due giorni della conferenza. In precedenza, sia la Pontifica Accademia per la Vita nel 1999, sia la Pontificia Accademia delle Scienze nel 2000 avevano dedicato agli OGM due studi collettivi, entrambi con giudizi fondamentalmente favorevoli. Ma questi documenti erano rimasti in ombra. Molto più rumore avevano fatto invece le frequenti dichiarazioni di cardinali, vescovi, missionari fieramente avversi alle trasformazioni biotecnologiche, bollate come nemiche della natura e dell´uomo, col puntuale corredo di invettive contro i profitti delle multinazionali agricole. Il cardinale Martino ha annunciato la preparazione di un documento col quale la Santa Sede "vestirà l´abito della Mater et Magistra" e si pronuncerà sul tema dal punto di vista suo proprio: religioso, etico-culturale e pastorale. La pubblicazione di questo documento si prevede piuttosto lontana. Ma un giudizio sostanzialmente favorevole agli OGM è ormai consolidato, in Vaticano. Lo si è capito anche dalla cronaca della conferenza del novembre 2003 pubblicata da "La Civiltà Cattolica" nel suo quaderno del 20 marzo 2004. La cronaca dà molto più spazio agli argomenti favorevoli agli OGM che a quelli contrari. La Santa Sede - scrive la rivista - spera fermamente che "gli OGM possano essere un´opportunità di bene e di sviluppo sociale soprattutto per i poveri del pianeta, per i quali, sull´esempio di Gesù Cristo, la Chiesa nutre un amore preferenziale".
(http://chiesa.espresso.repubblica.it/articolo/7030)
Daniele Rosellini il 25/01/2010 alle ore 09:47:31 ha scritto:
Il Ministro Zaia farebbe bene a non fidarsi del tutto del suo amico agricoltore ("contadino"?), perchè non è vero che i "semi genetici" (??) non danno vita e fermerebbero la natura. Inoltre anche i "semi naturali" hanno i geni. Magari prima di chiedere l'appoggio della CEI forse è meglio sentire anche qualche genetista. Comunque la Chiesa Cattolica, a differenza dei politici Italiani, prima di prender posizione si informa. Dopo aver organizzato convegni sul tema, la posizione che ha preso è di apertura alle potenzialità delle biotecnologie in agricoltura.