Digitalizzazione
Associare alle risorse digitali un'identificazione univoca
Documenti in Internet: nasce il codice di identificazione permanente
Il software si articola su diversi livelli e consentirà la reperibilità e la tutela della originalità dei documenti diffusi in Rete
Pubblicato il 31/12/2009 alle 13:55

"Il Ministero sostiene con forza una soluzione che può davvero essere rivoluzionaria per la Rete. Naturalmente, questo sistema sarà tanto più efficace e operativo quanto
più le istituzioni che potranno coordinare e gestire le assegnazioni dei codici si dimostreranno collaborative", dichiara Fallace. "Con questo accordo l'Italia si inserisce in un
percorso sul quale si stanno avviando le pubbliche amministrazioni di tutto il mondo, come conferma il Federal Registrer 2.0 lanciato dall'Amministrazione Obama".
"Siamo particolarmente soddisfatti di avere contribuito alla progettazione di un sistema che, una volta operativo, consentirà agli utenti della rete una maggiore e migliore
reperibilità dei documenti di interesse", commenta il Vice Presidente del CNR, de Mattei. "E ai 'content provider' una tutela dei contenuti rispetto a possibili violazioni della
originalità e del diritto autorale".
"A differenza dell'informazione diffusa attraverso i canali dell'editoria tradizionale", spiega Brunella Sebastiani, direttore della Biblioteca Centrale del CNR, "quella reperibile in Internet
non è sufficientemente certificata da istituzioni che possano garantire la qualità dei dati e l'accesso permanente. Da qui l'esigenza di associare alle risorse digitali dei
‘codici di identificazione persistenti' che possano certificarne l'autenticità, la provenienza, i diritti d'autore e la localizzazione".
Per garantire identificazione e accesso nel lungo periodo alle risorse identificate è necessario puntare sull'affidabilità e credibilità delle istituzioni garanti del
sistema e su una soluzione concettualmente semplice che possa superare il rapido cambiamento delle tecnologie. "Le comunità di utenti che già usano gli identificatori persistenti
adottano standard differenti", precisa Maurizio Lancia, dirigente dei Sistemi Informativi del CNR. "La soluzione italiana, basata sullo standard aperto National Bibliography Number (NBN),
presenta un'innovativa ‘architettura gerarchica', distribuita su più livelli di responsabilità, che consente l'accesso immediato all'oggetto identificato e ai relativi
‘metadati' descrittivi".
Tale modello prevede un registro nazionale di primo livello, gestito dalle strutture afferenti al MiBAC (Biblioteche nazionali centrali e Istituto centrale per il catalogo unico), presso il
quale si accreditano i registri di secondo livello, gestiti da organismi rappresentative dei diversi macrosettori culturali (‘media e stampa', ‘università e ricerca',
‘archivi', etc.). Alla base del sistema si trovano i registri di terzo livello, gestiti dalle istituzioni che effettuano l'assegnazione dei codici NBN ai propri contenuti digitali.
Per la realizzazione di questa infrastruttura, il CNR, con il contributo della Fondazione Rinascimento Digitale di Firenze, ha sviluppato il software con interfaccia Web 2.0, che consente la
gestione dei registri ai differenti livelli e la comunicazione tra gli stessi. Il software permette l'assegnazione "decentrata" dei codici NBN, garantendo all'infrastruttura un potenziale di
crescita praticamente illimitato. Un articolo scientifico, ad esempio, potrebbe essere registrato dall'Università o Ente di afferenza del ricercatore, che utilizzerà un codice
così composto: IT (Italia, primo livello), UR (Università e Ricerca, secondo livello), CNR (Consiglio Nazionale delle Ricerche, terzo livello), 12345 (ID progressivo).
La soluzione italiana, già richiesta per la sperimentazione della gestione dei registri nazionali di Germania, Svizzera, Austria e Repubblica Ceca, è stata valutata positivamente
dalla comunità scientifica come riferimento per la realizzazione di un 'global resolver' europeo, che garantisca il collegamento tra i diversi sistemi nazionali di identificazione
persistente.
"Definirei strategica la scelta della mia Direzione generale", conclude Fallace, "proprio in ragione della missione istituzionale assegnata alle Biblioteche nazionali centrali di Roma e Firenze, destinatarie del deposito legale di tutta la produzione editoriale italiana, e dell'attività svolta dall'Istituto centrale per il Catalogo unico delle biblioteche italiane e per le informazioni bibliografiche, cui è affidata la diffusione degli standard di catalogazione, digitalizzazione e gestione della rete del Servizio Bibliotecario Nazionale (SBN), i cui direttori sono parte del Comitato di coordinamento, che coinvolge anche il CNR, responsabile della sperimentazione del network italiano NBN".
una soluzione che può davvero essere rivoluzionaria per la Rete. Naturalmente, questo sistema sarà tanto più efficace e operativo quanto più le istituzioni che potranno coordinare e gestire le assegnazioni dei codici si dimostreranno collaborative", dichiara Fallace. "Con questo accordo l'Italia si inserisce in un percorso sul quale si stanno avviando le pubbliche amministrazioni di tutto il mondo, come conferma il Federal Registrer 2.0 lanciato dall'Amministrazione Obama". "Siamo particolarmente soddisfatti di avere contribuito alla progettazione di un sistema che, una volta operativo, consentirà agli utenti della rete una maggiore e migliore reperibilità dei documenti di interesse", commenta il Vice Presidente del CNR, de Mattei. "E ai 'content provider' una tutela dei contenuti rispetto a possibili violazioni della originalità e del diritto autorale".
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