Puoi ritrovare quest'articolo alla pagina: http://www.newsfood.com/q/ccfe3602/i/
Influenza suina

Avviso del MIT americano

Influenza suina, trovati punti deboli del virus

H1N1 potrebbe mutare in una forma con un potenziale più basso, oppure meno contagiosa. Ma attenzione: potrebbero nascere nuovi ceppi resistenti ai farmaci

© Matteo Clerici/NEWSFOOD.com - 04/07/2009


Il virus H1N1, responsabile della prima pandemia del Duemila, segue precise modalità di diffusione che, se ben sfruttate possono diventare i suoi punti deboli.

Tale virus è infatti caratterizzato da una particolare proteina di superficie, capace di legarsi ai recettori del tratto respiratorio umano ma, "è limitato" come spiega Ram Sasisekharan, direttore della divisione Scienze della salute e tecnologia del Mit (Massachusetts Institute of Technology).

Tale debole legame, insieme ad una variazione genetica del virus H1N1, è il motivo per cui l' influenza suina è per ora meno pericolosa della normale influenza stagionale.

I ricercatori avvertono però come i patogeni mutino rapidamente e nella sua nuova forma, il virus possa essere in grado di diffondersi più rapidamente.

L' allarme viene da Ram Sasisekharan che, insieme al biologo Terrence Tumpey aveva già indagato nei mesi scorsi sui meccanismi di infezione del virus, confrontandolo con diversi ceppi influenzali (tra cui l' autore della Spagnola, nel 1918).

Applicando le loro teorie in test sui furetti (il cui sistema immunitario reagisce in maniera simile al nostro), i due studiosi hanno potuto osservare come se gli animali sono tenuti vicini in un luogo affollato l'infezione si diffonde facilmente, ma se vengono separati e il virus può spargersi solo attraverso le goccioline respiratorie la malattia si trasmette con molta difficoltà. Uno scenario simile a quello registrato effettivamente finora nell'uomo.

Durante i loro esperimenti, Sasisekharan e Tumpey hanno evidenziato due possibili scenari

Innanzitutto, esiste un' ulteriore mutazione del virus H1N1 che, privato di un determinato gene, diventa incapace di generare un rapido contagio.

H1N1 potrebbe però diventare resistente all' oseltamivir (Tamiflu), il farmaco usato per curare i pazienti, rendendo così la terapia più difficile.


Matteo Clerici


Tutto su: Influenza suina, Matteo Clerici, virus H1N1, Pandemia, Farmaci, Salute, Tamiflu, MIT

Invia il tuo commento su questo articolo | Segnala ad un amico | Contattaci
Il tuo nome *
La tua mail * (Non sarà pubblicata)
Il tuo commento *
Inserisci il testo nell'immagine per proseguire. *

silvia il 14/07/2009 alle ore 13:52:24 ha scritto:

se inghilterra ha iniziato la vaccinazione perchè italia non lo fa?

Testata giornalistica - n. 638 del 23/02/2010 - Registro stampa Trib. Alessandria - Direttore responsabile: Giuseppe Danielli © 2005 Editrice Taro - P.IVA 01873460065 - 15100 Alessandria [Contatti]

powered by powerd by Frequenze Software