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Mobbing, Cassazione, Lavoratori, Datori di lavoro
Cassazione: chiariti con sentenza i presupposti del risarcimento del danno da mobbing
La sentenza è la n. 3785/2009
© STUDIOCATALDI.it - 03/09/2009
In secondo luogo occorre sapere che per poter parlare di mobbing occorre che una determinata azione sia stata lesiva "della salute o della personalita' del dipendente". Ma non basta, la Suprema Corte sottolinea anche la necessità di acertare l'esistenza del "nesso eziologico tra la condotta del datore di lavoro o del superiore gerarchico e il pregiudizio all'integrita' psico-fisica del lavoratore". Da ultimo occorre avere la prova dell'elemento soggettivo ossia dell'intento persecutorio. E' stato così respinto il ricorso di un postino che nel fare causa alle poste per un infornunio aveva anche sostenuto di essere stato vittima di vari episodi di mobbing. La Cassazione pur avendo accertato che vi erano stati dei contrasti tra la dirigente d'ufficio e il lavoratore, tali contrasti di per sè "non sono tali da provare la sussistenza di un intento vessatorio del dirigente dell'ufficio".











