Vino
L'azione UE spinge ad una riflessione
Vino, Bruxelles decide sulle Denominazioni d'Origine
Tempo di ripensare al sistema-DOC?
Pubblicato il 01/02/2012 alle 16:07

Il mondo del vino registra un cambiamento importante. Da adesso, le etichette che vogliono la Denominazione d'Origine deve subire un esame a Bruxelles, con un comitato dell'Unione Europea pronto a valutare la sua richiesta.
Attualmente, le conseguenza della modificata procedura non sono ancora chiare. Emerge però la necessità di ripensare il meccanismo delle DOC.
Cinque anni fa, le DOC italiane erano 350, mentre nei gli ultimi 3 anni al Comitato vini sono arrivate 320 richieste. Di conseguenza, la Denominazione da premio per pochi è diventata cosa per molti: ad oggi ci sono 74 denominazioni, alcune delle quali poco meno che estranei al panorama vinicolo italiano.
Si profila così il rischio di overdose: di fronte ad un numero sempre maggiori di denominazioni, consumatori ed addetti ai lavori perderanno presto la fiducia nel sistema. Il tutto (anche e sopratutto) a danno del settore enologico, vanto e fonte di reddito del Paese.
Come sostengono alcuni sommellier, ad oggi la carta dei vini conta più sulle Denominazioni vari che sulla bevanda in sé. Se allora il sistema-DOC fallisce, fallisce anche il vino italiano.
Matteo Clerici
Un'azione dell'Unione Europea spinge ad una riflessione. Da adesso, chi vuole una Denominazione d'Origine deve subire l'esame di un compitato di esperti, scelto dagli Stati di Bruxelles. Nonostante le conseguenze siano chiare è possibile riflettere da ora sul sistema-DOC. Nato per premiare l'eccellenza, il Sistema ha visto una proliferazione di richieste: cinque anni fa, le DOC italiane erano 350, mentre nei gli ultimi 3 anni al Comitato vini sono arrivate 320 richieste. Da tempo il mondo italiano del vino è legato alla Denominazioni: se queste perdono di valore l'intero settore verrebbe svalutato. Ad esempio la carta dei vini conta più sulle Denominazioni vari che sulla bevanda in sé: se perciò i consumatori perdono la fiducia nella DOC, anche il vino in sé viene retrocesso.
Tutto su: DOC, Vino, Italia, Matteo Clerici, Denominazione d'origine
Commenti
Segnala via e-mailNessun commento presente!
