Terremoto
Non ancora deciso da dove proverranno le risorse per la ricostruzione
Terremoto, Maroni: per ricostruire servono 12 miliardi
La denuncia di Carmela: il 30 marzo chiese una verifica sulla Casa dello Studente e le dissero che era a posto
Pubblicato il 15/04/2009 alle 11:15

In Umbria per la ricostruzione sono serviti 12 miliardi di euro. La stessa cifra servirà per l'Abruzzo. Lo ha detto, ieri sera a Ballarò, il ministro degli Interni, Roberto Maroni, senza specificare - peraltro - dove e come il governo intende reperire queste risorse. Pare, anzi, che il provvedimento arriverà al Consiglio dei ministri non prima della prossima settimana, perché - anche se l'opposizione ha promesso di collaborare in Parlamento - non è ancora chiaro da dove verranno le risorse necessarie alla ricostruzione.
Si parla di una lotteria i cui proventi saranno destinati all'Abruzzo, mentre l'idea del 5 per mille avanzata da Tremonti incontra l'ostilità di tutte le organizzazioni No profit: si tratterebbe, infatti - come ha fatto notare anche Pierferdinando Casini - di una "guerra tra poveri": sottrarre risorse al volontariato per darle al sostegno dei terremotati.
Ma sempre a spese dei contribuenti e senza alcun intervento "extra" da parte dello Stato.
Una soluzione che suscita notevoli perplessità. Del resto anche l'ipotesi di una tassa "una tantum" non incontra molti favori nel governo, sia per le pessime esperienze delle passate "una tantum", che poi sono rimaste anche dopo decenni tra le tasse diventate "definitive", che per l'idiosincrasia del premier di fronte alla parola "tassa".
Il 53% delle case è agibile, ma...
Prosegue, intanto, l'esame del patrimonio edilizio sopravvissuto al terremoto. Su 1.400 case esaminate, i tecnici hanno dichiarato il 53% agibile. Mentre una parte di quelle attualmente inagibili potranno essere recuperate. Resta il fatto che anche per il recupero di questo 20% occorrono fondi e occorre anche la convinzione degli sfollati al ritorno in abitazioni nelle quali si sentono insicuri. La paura del 6 aprile non è ancora passata e, al momento, sono in pochi a fidarsi di "verifiche" che procedono a ritmo troppo serrato per convincere tutti.
La denuncia alla Casa dello studente
Si chiama Carmela Tomassetti, ha 23 anni ed è viva per miracolo. O, per meglio dire, grazie alla sua ostinata lucidità. Nelle prossime ore gli inquirenti che indagano sui crolli degli edifici provocati dal terremoto in Abruzzo l'ascolteranno - insieme ad altri testimoni - per quanto riguarda il crollo della Casa dello studente. Lo ha confermato lo stesso procuratore della Repubblica presso il tribunale dell'Aquila, Alfredo Rossini.
Tra le prime ad essere ascoltate per quanto denunciato con forza sui media subito dopo il terremoto c'è Carmela che si annuncia come la testimone chiave dell'inchiesta. La studentessa, fuggita dalla Casa dello studente una settimana prima della tragica scossa, non si sottrae a questa responsabilità. E' pronta a ripetere che quel palazzo era inagibile e che nessuno ha voluto ascoltare l'allarme che lei stessa aveva lanciato. "La Casa dello studente doveva essere chiusa - ripete la ragazza coraggiosamente -. Lo ripeterò davanti ai magistrati che so per certo mi ascolteranno. Voglio giustizia per tutti gli amici che sono morti sotto le macerie. Ho chiesto un sopralluogo il 30 marzo e mi hanno detto che era tutto a posto. Chi ha sbagliato deve pagare".
Anche l'ospedale al centro dell'inchiesta della magistratura
Anche l'ospedale dell'Aquila è nell'occhio del ciclone delle indagini post-terremoto. Nuovo e ora del tutto inagibile dopo la scossa di terremoto del 6 aprile, ''è uno dei punti principali'' dell'inchiesta aperta dal procuratore Alfredo Rossini.
Lo ha detto lo stesso magistrato, parlando con i giornalisti al termine di una riunione operativa con i suoi sostituti che si è tenuta nella scuola della Guardia di Finanza, dove la procura dell'Aquila ha ora installato alcuni suoi uffici. ''A prescindere da ciò che e' gia' emerso, e cioè la mancanza del certificato di agibilita''', la centralità dell'ospedale nell'indagine, spiega il magistrato, è dovuta al fatto che ''la nostra priorità è data ai grandi edifici nuovi, che però sono crollati lo stesso. L'ospedale - aggiunge Rossini - è stato oggetto di un'inchiesta parlamentare: noi abbiamo già acquisito tutti i risultati di quella inchiesta.
Abbiamo un capannone intero pieno di reperti. Il materiale lo abbiamo raccolto e quindi è stato sequestrato". "Abbiamo dato l'incarico ai periti - ha concluso il procuratore Rossini - abbiamo raccolto le macerie da esaminare, stiamo vedendo le carte".
Il procuratore ha anche sottolineato la difficoltà di reperire documenti da uffici che sono totalmente crollati. "Ancora nessuna iscrizione nel registro degli indagati", ha detto Rossini, che ha confermato, però, "l'intenzione di non limitarsi ad indagare i presunti responsabili, ma di volerli arrestare".
A Vasto cibi avariati ai terremotati
Non c'è proprio ritegno. Per il pranzo di Pasqua, infatti, in un hotel della riviera di Vasto (Chieti) sono stati somministrati cibi scaduti a 49 sfollati in una struttura alberghiera della costa.
I carabinieri dei Nas che si sono accorti dell'accaduto hanno provveduto a sequestrare 150 chilogrammi di cibi scaduti nell'hotel della costa abruzzese. Tra tanta solidarietà concreta che si vede in giro, c'è anche chi pensa - invece - a speculare.
Angelo Angeli
In Umbria per la ricostruzione sono serviti 12 miliardi di euro. La stessa cifra servirà per l'Abruzzo. Lo ha detto, ieri sera a Ballarò, il ministro degli Interni, Roberto Maroni, senza specificare - peraltro - dove e come il governo intende reperire queste risorse. Pare, anzi, che il provvedimento arriverà al Consiglio dei ministri non prima della prossima settimana, perché - anche se l'opposizione ha promesso di collaborare in Parlamento - non è ancora chiaro da dove verranno le risorse necessarie alla ricostruzione.
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