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I produttori sperano di sfruttare le simpatie antiproibizioniste di Morales
Bolivia. Arriva Coca Colla, il drink a base di foglie di coca
Presentata dai coltivatori del Chapare, è sotto esame del governo. Contrari gli USA
© Matteo Clerici/NEWSFOOD.com - 12/01/2010
La Bolivia è pronta a lanciare sul mercato una nuova bevanda, che potrebbe diventare il drink nazionale ma che sicuramente sarà fonte di polemica. Perché la bibita, non a caso chiamata Coca Colla, sarà a base di foglie di coca.
I principali sponsor di Coca Colla sono i coltivatori della provincia di Chapare, che hanno da poco presentato il progetto al presidente Evo Morales, con buone possibilità di successo.
In Bolivia le pianta di coca è considerata una pianta sacra, da tempo parte della cultura dei locali, che la consumano per difendersi dalla fame e dall'altitudine, tanto che la Costituzione del Paese la definisce "Patrimonio nazionale" e "Fattore di coesione sociale". Lo stesso Morales, di origini indigene, consuma le foglie del vegetale e da tempo si batte per la legalizzazione del prodotto.
Ed il discorso della legalizzazione porta in ballo diversi interessi economici e politici. La Bolivia è anche il terzo produttore di coca al mondo dopo la Colombia e il Perù. Recentemente, proprio il Governo Morales ha aumentato (+6%) i terreni destinati alla coltivazione della coca, mentre nella nazione circolano da tempo prodotti che sfruttano la pianta per ricavarne dentifrici, liquori, farine alimentari e diversi prodotti da masticare.
Contro la legalizzazione di Coca Colla, la voce più decisa è quella degli Stati Uniti.
L'opposizione USA è mossa da ragioni commerciali (il nome della bevanda ricorda quello dell'americana Coca-cola), ma per motivi di più ampio respiro. Washington sostiene come la maggior parte dei 12.000 ettari coperti dalle piantagioni di coca siano controllati dai narcotrafficanti locali, che userebbero Coca Colla come Cavallo di Troia per infiltrarsi ancora di più all'interno delle strutture politico-economiche locali. Contro tali tesi, i funzionari di La Paz fanno notare come da quando gli agenti antidroga americani sono stati espulsi dal paese andino, la lotta contro il narcotraffico ha ottenuto importanti successi. Solo nel 2009, dichiarano fonti governative, sono state sequestrate 26 tonnellate di droga.











