Cuore
Una ricerca della Northwestern University di Chicago, diretta dal dottor Lloyd-Jones e pubblicata da "Circulation"
Cuore: la religiosità non migliora la salute
I problemi cardiaci colpiscono a prescindere dal rapporto con la fede
Pubblicato il 10/02/2010 alle 23:47

La religiosità non aiuta il cuore. Le malattie cardiache colpiscono allo stesso modo individui dalla vita spirituale intensa (di diverse religioni), laici ed atei.
E' il verdetto di una ricerca della Northwestern University di Chicago, diretta dal dottor Donald Lloyd-Jones e pubblicata da "Circulation".
Lloyd-Jones e colleghi hanno analizzato i dati sulla salute di 5.500 persone, a diverso tasso di religiosità e spiritualità per anno. Gli studiosi hanno notato come l'incidenza di episodi cardiaci (morti per infarto, infarti non letali, ictus o la diagnosi di cardiopatie) è risultata inferiore al'1%, ma questo è spiegato dal fatto che il campione non comprendeva persone con malattie cardiovascolari.
Inoltre, si è osservato come il tasso di eventi cardiaci e la presenza di fattori di rischio ( ipercolesteromia o ipertensione) dei soggetti religiosi è uguale a quello degli altri.
Vi è però una differenza curiosa: nonostante i volontari con un attiva vita religiosa e spirituale fumassero meno degli altri, presentavano una maggiore incidenza di obesità.
NOTE FINALI, per approfondire:
Matthew Feinstein, Kiang Liu, Hongyan Ning, George Fitchett, Donald M. Lloyd-Jones, "Burden of Cardiovascular Risk Factors, Subclinical Atherosclerosis, and Incident Cardiovascular Events Across Dimensions of Religiosity: The Multi-Ethnic Study of Atherosclerosis", Circulation 2010
Matteo Clerici
La religiosità non aiuta la salute del cuore: i problemi cardiaci colpiscono alla stessa manierà individui alla vita spirituale intensa (di diverse religioni), laici ed atei. Lo sostiene una ricerca della Northwestern University di Chicago, diretta dal dottor Lloyd-Jones. Il dottore ed i suoi colleghi hanno analizzato i dati sulla salute di 5.500 persone,a diverso tasso di religiosità e spiritualità, per anno. Si è così notato come il tasso di eventi cardiaci e la presenza di fattori di rischio (ipercolesteromia o ipertensione) dei soggetti religiosi è uguale a quello degli altri.
Tutto su: Cuore, Religione, Salute, Malattie cardiovascolari, Matteo Clerici, Malattie cardiache, Religiosità
Commenti
Segnala via e-mailNessun commento presente!
