Plasmon

Soddisfatta Barilla, Plasmon decisa ad andare avanti

Scontro Plasmon-Barilla, i giudici condannano lo spot Plasmon

Per il tribunale di Milano, pubblicità illecita che compara prodotti non omogenei

Pubblicato il 19/01/2012 alle 16:39





Qualche mese fa, il mondo dell'alimentare italiano era stato scosso dallo scontro fra titani, la controversia Plasmon e Barilla.

Ad iniziare, Plasmon: un suo spot comparava un proprio prodotto con le "Macine" del Mulino Bianco, definendoli "Per Adulti" e sostenendo come "Possono contenere livelli di pesticidi anche superiori ai limiti di legge". Il mezzo (pubblicità comparativa) e le informazioni non sono piaciuti a Barilla, attiva su due fronti. Primo, una sua pubblicità che spiega come "Le mamme italiane sanno quello che fanno". Poi, il ricordo ai tribunali.

Il 3 dicembre un primo provvedimento: agendo d'urgenza, il Tribunale di Milano giudicava "Illecita" la pubblicità comparativa di Plasmon nei confronti di Barilla, perché raffronta prodotti tra di loro non omogenei, oltre che denigratoria ed ingannevole".

Ora, il verdetto odierno del Tribunale conferma tale giudizio.

Come prevedibile, diverse le reazioni delle due aziende.

Un portavoce Barilla ha espresso "La propria soddisfazione per questa ordinanza che conferma la correttezza del suo modo di operare e ripristina la verità sui fatti".

Plasmon, invece, ha fatto sapere che non condivide contenuti e motivazioni della sentenza, ma la rispetterà.
Inoltre, Plasmon sostiene di aver aiutato i consumatori: in seguito alla controversia, Barilla si è impegnata ad ad aggiungere sulla scatola dei Piccolini l'avviso "Per consumatori sopra i 3 anni".

Infine, Plasmon ha deciso di procedere l'azione legale, sfruttando gli appigli esistenti. Secondo i suoi legali, il Giurì dell'Autodisciplina Pubblicitaria aveva corretto "Affermazioni di modesto rilievo" ma aveva evidenziato il il principio di liceità e correttezza della pubblicità comparativa Plasmon.

Matteo Clerici

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Qualche mese fa una pubblicità comparativa aveva opposto Barilla e Plasmon. Ora, il Tribunale di Milano ha emesso la sua sentenza. I giudici hanno confermato il verdetto del 3 dicembre, dichiarando Illecita la pubblicità comparativa di Plasmon perché raffronta prodotti tra di loro non omogenei, oltre che denigratoria ed ingannevole. Diverse le reazioni. Barilla si è detta soddisfatta, mentre Plasmon ha dichiarato di rispettare la sentenza ma di continuare il suo cammino giuridico.


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Commenti

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Commenti totali: 2

Alby Gourmet il 17/04/2012 alle 15:25 ha scritto:

Tanto chi capisce qualcosa di pasta compra comunque De Cecco, Granoro, Rummo o Divella, non certo fetenzie industriali con marchi...


alfredo clerici il 05/04/2012 alle 16:16 ha scritto:

Con ordinanza depositata in data odierna, il Tribunale di Milano, Sezione Specializzata di Proprietà Industriale ed Intellettuale, rigettando il reclamo di Heinz-Plasmon contro l’ordinanza emessa dal giudice di prima istanza, ha confermato, sempre in sede cautelare, il carattere ingannevole e denigratorio della pubblicità comparativa Plasmon, avente ad oggetto Macine Mulino Bianco e Piccolini Barilla, comparsa sulla stampa nazionale alla fine di novembre 2011, confermando altresì l’ordine di pubblicazione del dispositivo dell’ordinanza su quotidiani nazionali e siti web. Nell’ordinanza si legge inoltre che i prodotti di cui si tratta possono bensì essere comparati, ma solo con modalità lecite e corrette. Barilla esprime profonda soddisfazione per questa ordinanza e intende proseguire il giudizio di merito già instaurato anche per il risarcimento dei danni derivati dalla pubblicità di Plasmon. (fonte: sito Barilla)


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