La teoria dell’agopuntura spiega come il corpo umano sia attraversato da punti.

Tali zone circoscritte sono interruttori, nodi energetici che controllato le potenzialità dell’intero organismo. Agendo su di essi con gli strumenti appropriati e la giusta conoscenza,
il maestro di tale disciplina può modificare l’equilibrio del corpo e trattare eventuali disturbi.

Da tempo la comunità scientifica e divisa, sia sull’efficacia di tali punti di pressione che sulla loro esistenza.

A supporto di quest’ultima arriva una ricerca della Fudan University (Cina), diretta dal dottor Xiao Yan e pubblicata dal “Journal of Physics”.

Il dottor Yan e colleghi hanno esaminato il corpo umano con lo Shangai Synchrotron Radiation Facility (SSRF): macchina emette raggi 100 milione di volte più luminosi e 10.000 volte
più intensi di una macchina a raggi X standard.

In questo modo,  si è evidenziato la presenza dei punti dell’agopuntura, emersi come una formazione a sé stante. In particolare, gli scienziati si sono concentrati su 4 di
essi: Sanyinjiao, Neiguan, Zusanli and Tianshu.

Inoltre, gli studiosi hanno notato come le emissione del SSRF fossero in grado di individuale i tumori, anche nella fase in cui le loro cellule sono invisibili alle procedure tradizionali.

Spiega infatti il dottor Xiao Yan: “Stiamo cercando di capire la struttura tridimensionale dei punti di agopuntura con le risorse di luce. Le linee di luce sono proprio come i supermicroscopi.
Esse possono contribuire al trattamento dei tumori fase iniziale rilevando le cellule tumorali che possono essere trascurate dai raggi X utilizzati in ospedale”.

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Matteo Clerici