Riportiamo quanto pubblicato da agipronews e diamo tutto il nostro sostegno al Sindaco  Spagnolli, sperando che la sua azione possa scuotere la coscienza di chi permette e lucra su queste
disgrazie. Non sono solo le slot machine nei pubblici esercizi che proliferano, ma anche  i vari “giochi” nelle tabaccherie, senza contare quelli on line. Si sa poco di questi ma considerato
che ormai c’è un PC in ogni casa (ed ovviamente in ogni ufficio) ed che ci sono già oltre oltre 25 milioni di Tablet e Smartphone, è naturale pensare che il gioco d’azzardo
legalizzato procuri all’erario entrate colossali ed altrettante alle organizzazioni illegali.

Ergo? E’ una partita persa in partenza perchè il Dio Denaro ha gli assi nella manica e non potrà mai perdere!.



Il gioco d’azzardo è la rovina di tante famiglie. Se questa tentazione la trovi sotto casa, in ogni locale, diventa una dipendenza peggiore dell’eroina.

Sono prede facili di questo male vorace proprio le persone meno abbienti, coloro che sperano di risolvere la loro disperazione, i loro problemi, con una vincita. Ma nel frattempo dilapidano i
risparmi di famiglia, le loro pensioni, i loro stipendi e fanno debiti su debiti per “rifarsi” delle loro perdite al “gioco”.

Già, lo chiamano gioco! Anche la roulette russa è un gioco.

Giuseppe Danielli

Direttore Newsfood.com



SLOT VIETATE – SPAGNOLLI (SINDACO BOLZANO): “SE LO STATO NON CI PENSA, LE SLOT LE TOGLIAMO NOI”

Bolzano – La stretta di vite sulle slot nei bar di Bolzano è completa. Sabato è scattato l’obbligo per i baristi di rimuovere le macchinette dai locali, così come
previsto da un’ordinanza della Provincia Autonoma: “Il Comune ha semplicemente applicato una legge provinciale entrata in vigore nel novembre 2012″, spiega ad Agipronews Luigi Spagnolli,
sindaco di Bolzano, che si lamenta “dell’immobilismo dello Stato: con la scusa che ormai si gioca in tanti modi e per non perdere le entrate dal gioco, nicchia e non decide nulla”, è la
bordata ai palazzi romani. Per chi non si adegua scattano le multe “che vanno dai 144 ai 552 euro a macchinetta non rimossa” entro una scadenza fissata. Per chi non la rispetta scatta “una
nuova sanzione e il provvedimento di chiusura del locale”. Il numero delle slot nei bar e locali pubblici (in tutto, circa 250 esercizi) non è però certo e definito: “Sappiamo che
quasi tutti i locali ne hanno alcune, saranno alcune centinaia”, spiega ancora il sindaco, preoccupato dai dati del Sert locale, il servizio contro le tossicodipendenze. “Nell’ultimo anno
c’è stato un incremento del 50% di ‘giocodipendenti’ che hanno chiesto aiuto alle strutture sanitarie: ed è noto che essi rappresentano una minima parte del fenomeno”. Cosa
succede se gli esercenti si rifiutano di togliere le macchinette? “Sappiamo benissimo che fioccheranno i ricorsi – spiega ancora il sindaco – e magari qualche giudice potrà darci torto
bocciando i nostri provvedimenti: ma almeno raggiungeremo il risultato di aver sollevato un bel polverone, e chissà che non si attivi il Parlamento, anche delegando Regioni o Comuni a
darsi delle regole”. CR/Agipro


SLOT VIETATE. GLI ESERCENTI DI BOLZANO: “PAZIENZA, NE ABBIAMO POCHE E GLI INCASSI SONO MINIMI”.

Bolzano – Tanto rumore per nulla. Potrebbe riassumersi così la situazione che sta vivendo Bolzano in queste ore. Una legge deliberata dalla Provincia autonoma ha imposto la
rimozione, entro il 15 dicembre scorso, delle slot dai bar della città che hanno luoghi sensibili nel raggio di 300 metri, un provvedimento che: “Non riguarda le sale gioco e le
tabaccherie in quanto non espressamente previste in tale fattispecie”. I gestori e proprietari dei bar e locali di ristoro fanno spallucce. Molti di loro le slot non le hanno mai installate e
tra chi le ha la reazione è assai freddina: “Pazienza, non è con un paio di macchinette che facciamo quadrare i conti”, è il senso delle dichiarazioni raccolte a Bolzano.
Il numero di apparecchi interessati sembra però essere piuttosto esiguo. Da un’analisi a campione di Agipronews, su oltre 30 bar monitorati, il 12% dei locali presenti a Bolzano,
solamente quattro avevano installati degli apparecchi, per un totale di appena nove macchinette. La misura, entrata in vigore il 15 dicembre, non sembra preoccupare troppo gli esercenti.
“Sicuramente toglieremo gli apparecchi – aveva detto qualche giorno fa il titolare del bar-ristorante della stazione ferroviaria di Bolzano – non possiamo permetterci di perdere la licenza per
quattro macchinette…. La nostra attività conta 14 dipendenti e il grosso del fatturato arriva con la ristorazione, che poggia su circa 350 pasti al giorno, mentre gli introiti delle
slot sono minimi e si aggirano sul 5% dell’incasso”. “Non vorremmo toglierle, però non possiamo correre rischi e lo faremo”, spiegavano dal Bar Ally, mentre qualcuno si era già
portato avanti con il lavoro. “Ne avevamo due e le abbiamo tolte in anticipo per non correre rischi”, dicono dal Bar Biti di via Garibaldi. Ci spostiamo al Bar Cordial e anche qui sono del
parere che togliere le slot non cambierà molto in termini di fatturato: “Di slot ne avevo un soltanto – spiega il titolare – e l’ho tolta, pazienza… i miei introiti certo non
arrivavano da quell’unica macchina tutta tasti e luci colorate”.


Redazione Newsfood.com WebTv