Tabarca e la Famiglia Lomellini: trecento anni dopo si riparte

Tabarca e la Famiglia Lomellini: trecento anni dopo si riparte

LA STORIA DI TABARCA E DEI TABARCHINI CONTINUA……

Lo splendore di Tabarca con il suo bellissimo forte attira ogni anno migliaia di turisti, attratti della bellezza del suo paesaggio, le sue spiagge, i suoi monumenti…..  e non solo.

Da visitare, fra l’ altro anche il Forte Genovese dell’ isola di Tabarka vicino Bizerte.

All’inizio del ‘900 gli italo-tunisini erano circa 100.000, mentre oggi sono poche migliaia. I primi italiani a radicarsi in Tunisia nell’isola di Tabarka, furono i genovesi attratti dal corallo e per avere una base commerciale.

L’isola fu parte dei domini della famiglia dei Lomellini dal 1540 al 1742, i quali fecero colonizzare Tabarka da circa 300 famiglie di Pegli. Questa comunità occupò l’isola fino all’abbandono durante il XVIII secolo a causa dell’esaurirsi dei coralli e delle tensioni con le vicine popolazioni arabe. Questi tabarchini originari di Pegli lasciarono l’isola per andare a colonizzare Carloforte in Sardegna grazie all’intervento di Carlo Emanuele III di Savoia, re di Sardegna. E’ interessante notare che gli abitanti di Carloforte hanno conservato il dialetto tabarchino, simile al ligure pur in un territorio sardo.

Nessun Lomellini aveva più messo piede a Tabarca da 275 anni a questa parte, quando la nobile famiglia genovese abbandonò la colonia fondata nel 1541 con un gruppo di coraggiosi pescatori di Pegli.

Per questo poche settimane fa, quando Enrico Ottonello Lomellini, 44 anni, discendente del casato, è sbarcato in Tunisia, da cui dipende l’isolotto al confine con l’Algeria in cui i suoi avi producevano corallo, le autorità locali l’hanno accolto con tutti gli onori. Enrico, origini a Genova e una vita tra Torino e Ovada, dove per 5 anni è stato consigliere di minoranza, ancora si emoziona: «È stato toccante ritrovarmi sull’isola che fu della mia famiglia». Per lui si sono scomodati diplomatici e autorità, perfino la televisione tunisina. Anche perché Lomellini – al cui cognome ora è stato aggiunto, appunto, «di Tabarca» – è arrivato nei territori che furono per due secoli nelle mani del suo casato con un progetto preciso.

– Dice il Marchese Enrico Ottonello Lomellini, ultimo discendente della nobile Famiglia Lomellini :«Il mio obiettivo è quello di riscoprire e valorizzare l’epopea della colonia di Tabarca, legata a doppio filo con quella dei Lomellini.

Penso a eventi culturali e a iniziative editoriali e alla produzione e commercializzazione di prodotti di qualità». Come? Con un marchio – lo slogan è «Tabarca Lomellini Island» – che riprende il profilo dell’isola e i colori caratteristici della famiglia: oro e porpora.

Morgana CoutureIl marchio è registrato alla Camera di commercio di Torino e potrà essere usato da aziende e imprenditori italiani che vogliano imbarcarsi nell’avventura, investendo in Tunisia e, in particolare, sull’isola (lunga 800 metri e larga 500, oggi collegata alla terraferma). Magari rispolverando l’antica tradizione della produzione di corallo.

«Un primo accordo in questo senso si è già concretizzato con un’azienda di Torre del Greco» dice Lomellini. Ovviamente sotto l’egida del marchio, che può essere ceduto in licenza a terzi dietro il pagamento delle rerlative royalties.

 

Carloforte«Anche in questo caso sarà rispettata la tradizione dei Lomellini: il 3% sarà devoluto in beneficenza, ogni anno, a un’associazione culturale senza scopo di lucro». Proprio come i suoi avi, che destinarono la stessa percentuale dei profitti del corallo tabarchino per ricostruire la chiesa dell’Annunziata a Genova. «Il progetto, però, è solo all’inizio e l’idea è di estenderlo a Carloforte, in Sardegna».

Qui si stabilirono nel 1738 gli ultimi discendenti dei genovesi dopo aver abbandonato Tabarca, che fu invasa dai Tunisini tre anni dopo, separandone fino a oggi la storia da quella dei Lomellini.

 

======Tabarca: ricomincia l’avventura! ========
Tutte le informazioni sul progetto sono consultabili sul sito www.tabarca.it.

Tommaso Chiarella
per Newsfood.com

 

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