Il mondo del vino registra un cambiamento importante. Da adesso, le etichette che vogliono la Denominazione d’Origine deve subire un esame a Bruxelles, con un comitato dell’Unione
Europea pronto a valutare la sua richiesta.

Attualmente, le conseguenza della modificata procedura non sono ancora chiare. Emerge però la necessità di ripensare il meccanismo delle DOC.

Cinque anni fa, le DOC italiane erano 350, mentre nei gli ultimi 3 anni al Comitato vini sono arrivate 320 richieste. Di conseguenza, la Denominazione da premio per pochi è diventata
cosa per molti: ad oggi ci sono 74 denominazioni, alcune delle quali poco meno che estranei al panorama vinicolo italiano.

Si profila così il rischio di overdose: di fronte ad un numero sempre maggiori di denominazioni, consumatori ed addetti ai lavori perderanno presto la fiducia nel sistema. Il
tutto (anche e sopratutto) a danno del settore enologico, vanto e fonte di reddito del Paese.

Come sostengono alcuni sommellier, ad oggi la carta dei vini conta più sulle Denominazioni vari che sulla bevanda in sé. Se allora il
sistema-DOC fallisce, fallisce anche il vino italiano.

Matteo Clerici