Presidio al Brennero: Nei tir prodotti stranieri che diventano magicamente italiani…

Presidio al Brennero: Nei tir prodotti stranieri che diventano magicamente italiani…

Anche per i Coldiretti made in Treviso è cominciato di buonora il presidio al Brennero. E subito sono arrivate le sorprese dai primi fermi con presenti anche Walter Feltrin e Antonio Maria Ciri, rispettivamente presidente e direttore di Coldiretti Treviso. Il primo tir bloccato alle ore 8.00 trasportava latte austriaco ed era diretto in Lombardia, subito dopo un carico di patate tedesche da consegnare nel veronese proprio nel cuore della coltivazione tipica vanto di fiere e rassegne ed ancora carne lituana e ortaggi stranieri con destinazione Latina, Verona e Catania per i magazzini di un importante ipermercato. “Abbiamo trovato nei tir anche quintali di carote e cavolfiori in arrivo dalla Germania – racconta dal Brennero lo stesso Feltrin – Prodotto che poi magicamente diventa italiano andando a drogare il nostro mercato e un danno ai nostri coltivatori”.

Al valico stamane è giunto anche il Ministro delle Politiche Agricole Forestali Maurizio Martina che ha comunicato alla folla di agricoltori provenienti da tutta Italia l’incremento delle risorse per la zootecnia disposto dall’Unione Europea dopo la manifestazione di ieri a Bruxelles. “La questione è sempre la stessa – sottolinea il direttore Ciri – Il cibo che arriva sulle nostre tavole deve riportare in etichetta l’origine in modo che liberamente il consumatore possa fare le proprie scelte. Ancor peggio è quando si registrano vere truffe con prodotti marchiati con il tricolore che non hanno mai visto la terra e il sole del Bel Paese”. Risuona l’eco della parola “vergogna” ripetuta più volte ad ogni apertura dei portelloni dove le autorità hanno scovato irregolarità di vario genere. “L’amarezza per questo affronto – spiega Giorgio Piazza presidente di Coldiretti Veneto – al patrimonio agroalimentare italiano è tanta, ma i nostri imprenditori agricoli continueranno a presidiare la frontiera, lasciando i loro campi per tutelare i diritti dei consumatori a mangiare sano”.

Il Ministro delle Politiche Agricole Forestali Maurizio Martina al Brennero

Il Ministro delle Politiche Agricole Forestali Maurizio Martina al Brennero

INGREDIENTI STRANIERI IN 1 PIATTO SU 3
DA VINO SENZA UVA AI FORMAGGI SENZA LATTE

Contiene materie prime straniere circa un terzo (33 per cento) della produzione complessiva dei prodotti agroalimentari venduti in Italia ed esportati con il marchio Made in Italy, all’insaputa dei consumatori e a danno delle aziende agricole. E’ quanto emerge dal dossier presentato dalla Coldiretti al valico del Brennero dove continua la mobilitazione di migliaia di agricoltori che sono stati raggiunti dal Ministro delle Politiche Agricole Maurizio Martina, reduce dal Consiglio dei Ministri agricoli a Bruxelles.

I DIKTAT DELL’UNIONE EUROPEA SULLA TAVOLA DEGLI ITALIANI

  • Latte in polvere nei formaggi – La Commissione Europea ha inviato una lettera all’Italia con la richiesta di porre fine al divieto di detenzione e utilizzo di latte in polvere, latte concentrato e latte ricostituito per la fabbricazione di prodotti lattiero caseari previsto storicamente dalla legge nazionale n .138 dell’11 aprile del 1974 che ha garantito da oltre 40 anni il primato della produzione lattiero casearia italiana. L’Italia – riferisce la Coldiretti – dovrà rispondere entro il 29 settembre 2015 a questa lettera di “diffida” sull’infrazione n.4170 con la quale in pratica si vuole imporre all’Italia di produrre “formaggi senza latte”.
  • Senza latte in Italia una mozzarella su quattro – Una mozzarella su quattro in vendita in Italia è stata ottenuta con semilavorati industriali, chiamati cagliate, che vengono dall’estero senza alcuna indicazione in etichetta per effetto della normativa europea.
  • Il similgrana low cost senza indicazione di provenienza – Nell’Unione Europea è permessa la vendita imitazioni low cost importate dall’estero del Parmigiano Reggiano e del Grana Padano senza alcuna indicazione della provenienza e con nomi di fantasia che ingannano i consumatori.
  • Il vino allo zucchero – L’Unione Europea consente ai paesi del Nord Europa di aumentare la gradazione del vino attraverso l’aggiunta di zucchero. Lo zuccheraggio è sempre stato vietato nei paesi del Mediterraneo e in Italia, che ha combattuto una battaglia per impedire un “trucco di cantina” e per affermare definitivamente la definizione di vino quale prodotto interamente ottenuto dall’uva.
  •      Wine kit – il vino dalla polvere – L’Unione Europea – afferma la Coldiretti – permette la vendita di pseudo vino ottenuto da polveri miracolose contenute in wine-kit che promettono in pochi giorni di ottenere le etichette piu’ prestigiose con la semplice aggiunta di acqua.
  • La microetichetta dell’olio – Sulle bottiglie ottenute da olive straniere in vendita nei supermercati è quasi impossibile, nella stragrande maggioranza dei casi, leggere le scritte “miscele di oli di oliva comunitari”, “miscele di oli di oliva non comunitari” o “miscele di oli di oliva comunitari e non comunitari” per riconoscere gli oli importati.
  • La carne annacquata – L’Unione Europea consente per alcune categorie la possibilità di non indicare l’aggiunta d’acqua fino al 5%. Ma per wurstel e mortadella tale indicazione puo’ essere addirittura elusa, anche se il contenuto di acqua supera tale percentuale, secondo la nuova normativa comunitaria definita con il Reg. 1169/2011 dell’Unione.
  • Il cioccolato senza cacao – L’Unione Europea ha imposto all’Italia di aprire i propri mercati anche al cioccolato ottenuto con l’aggiunta di grassi vegetali diversi dal burro di cacao.
  • Due prosciutti su 3 sono stranieri ma non si vede – Piu’ di due prosciutti su tre consumati in Italia sono ottenuti da maiali stranieri, ma il consumatore non lo sa perché in etichetta non è obbligatorio indicare la provenienza. Una mancanza di trasparenza che in realtà riguarda quasi la metà della spesa, dai formaggi alla frutta conservata fino al latte.

Chiara Danielli
Redazione Newsfood.com

Related Posts
Leave a reply