18 gennaio: Riunione nazionale del GICAT dedicata ai Tumori in HIV

18 gennaio: Riunione nazionale del GICAT dedicata ai Tumori in HIV

Si svolge domani ad Aviano l’undicesima riunione nazionale del GICAT – Gruppo Italiano Cooperativo AIDS e Tumori – dedicata ai Tumori in HIV: i maggiori esperti italiani
affronteranno i problemi dell’epidemiologia sia dell’HIV/AIDS in Italia, sia dei tumori associati, le nuove terapie anti-HIV, l’HIV in particolari contesti, per esempio l’anziano, i problemi
inerenti ai survivors, cioè i lungosopravviventi con terapia in atto e gli effetti collaterali dei trattamenti con la presentazione di nuovi dati sull’invecchiamento accelerato dovuto alla
immunoattivazione cronica conseguente all’infezione da hiv e alle sue terapie. Si discuteranno anche i risultati delle sperimentazioni nei tumori associati all’HIV, sia dal punto di vista
biologico che clinico e saranno valutati i risultati ottenuti con il trapianto di midollo nei linfomi nei soggetti con infezione da HIV/AIDS.

Dall’inizio dell’epidemia sono stati riscontrati in Italia 63.000 casi di AIDS conclamato e la regione che più ha contribuito a questo numero è la Lombardia con 18.000, seguita da
Lazio con 8.000 ed Emilia Romagna con 6.000. Il Friuli Venezia Giulia ha contribuito con 528 casi e il Veneto con 3.500 casi.

Nel nostro paese attualmente i casi di AIDS conclamato quasi il 50% dei casi sono dovuti a contatti eterosessuali, il 25% a rapporti omossessuali maschili e soltanto il 18% all’essere
tossicodipendente (scambi di siringhe). Questa distribuzione dei casi per modalità di trasmissione si riferisce ai casi di AIDS conclamato denunciati nel 2010-2011.

Un numero significativo (circa un terzo) di questi casi di AIDS conclamato si verificano in persone straniere residenti in Italia. Per quanto riguarda la Regione Friuli Venezia Giulia,
dall’inizio dell’epidemia sono stati riscontrati 200 casi di AIDS conclamato in cittadini residenti nella provincia di Pordenone, 172 nella provincia di Udine, 109 nella provincia di Trieste e
48 nella provincia di Gorizia. In Veneto, la provincia più colpita è quella di Vicenza con 852 casi, seguita da Verona con 683 casi, Padova con 666 casi, Venezia con 616 casi,
Treviso con 429 casi, Rovigo con 179 casi e Belluno con 89 casi.

I tumori sono la prima causa di morte nei pazienti con HIV/AIDS da quando è stata introdotta la terapia altamente efficace contro l’HIV nota come HAART, che ha ridotto drasticamente la
mortalità per HIV/AIDS oltre che i nuovi casi di HIV/AIDS.

“I tumori in HIV – precisa il prof. Umberto Tirelli, direttore del dipartimento di Oncologia medica dell’Istituto Tumori di Aviano – sono passati da malattie considerate praticamente da
non trattare all’inizio dell’epidemia perchè il trattamento era ritenuto senza beneficio, a malattie oggi sempre trattabili con beneficio e anche guaribili. Purtroppo, le persone con
infezione da HIV che oggi vivono grazie all’HAART hanno dei fattori di rischio elevati per lo sviluppo di tumori, in particolare perché fumano molto, alle volte abusano dell’alcool, non
si sottopongono alla prevenzione e alla diagnosi precoce dei tumori ed inoltre albergano frequentemente virus come quelli dell’epatite B e C, dell’HPV ed altri, che sono notoriamente
oncogeni”.

Secondo Tirelli i pazienti con infezione HIV dovrebbero smettere di fumare ed attenersi alle linee guida per la prevenzione e la diagnosi precoce dei tumori. In particolare i tumori correlati
al fumo come quelli del polmone sono già in aumento e saranno sempre più presenti anche a causa dell’invecchiamento della popolazione con infezione da HIV. I tumori classici
correlati all’AIDS, come il Sarcoma di Kaposi e i linfomi, sono comunque in calo grazie all’HAART e sono stati fatti progressi notevolissimi nel management di queste malattie.

“Ad Aviano – sottolinea Tirelli – abbiamo scoperto alcuni farmaci molto efficaci nel Sarcoma di Kaposi come la vinorelbina, l’irinotecan e il Taxolo, che in combinazione con l’HAART sono in
grado di dare risposte molto efficaci in questo tumore. Anche quando il Kaposi è in uno stadio avanzato, grazie alla combinazione tra HAART e chemioterapia messa a punto qui ad Aviano,
si arriva ad una sopravvivenza a tre anni del 100%, un grande passo in avanti rispetto alla situazione pre HAART, in cui nessun paziente con Sarcoma di Kaposi avanzato sopravviveva più
di tre anni. Per quanto riguarda i linfomi maligni, grazie a trattamenti come la combinazione HAART e chemioterapia ed immunoterapia con anticorpi monoclonali ed il trapianto di midollo, oggi
si ottengono gli stessi risultati nella popolazione generale con gli stessi linfomi e gli stessi stadi di malattia”.

www.umbertotirelli.it

Redazione Newsfood.com+WebTv

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