Cibus Tec 3a giornata: Fiere di Parma incassa plauso da Koelnmesse

Cibus Tec 3a giornata: Fiere di Parma incassa plauso da Koelnmesse

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Parma, 27 ottobre 2016
Siamo alla terza giornata e la “filiera” della mostra Cibus Tec prosegue il suo successo annunciato.

Poche parole ma tanti fatti; i 3000 buyers ci sono davvero -grazie anche al partner  panzer tedesco di Colonia- e anche un pubblico professionale che arriva a Parma da tutta Italia.

Pochi giorni fa eravamo sulla Sila, in Calabria, in un piccolo panificio che da oltre 50 anni  produce pane con lievito madre e farina di grano tenero. Sul calendario alla parete, cerchiato con evidenziatore giallo, i giorni 25 – 28 di ottobre: Cibus Tec – Parma.

Cibus Tec 2016 è l’inizio di una nuova era del tec agroalimentare; finalmente le imprese italiane -impegnate nella filiera di produzione, confezionamento e distribuzione- hanno un giusto palcoscenico nella location blasonata della Food Valley e un partner autorevole nel mondo.

Soddisfatti gli espositori, gli organizzatori e anche le strutture di accoglienza del territorio.

Collegamenti e servizi con qualche problemino ma il parcheggio è in grado di accogliere un grande numero di mezzi ed è in trepidante attesa del raccordo stradale.

NOTA CURIOSA:
si dice che i veronesi abbiano offerto a Parma un pezzo del Lago di Garda in cambio del grande parcheggio asfaltato. Antonio Cellie ha rifiutato e allora pare che stiano studiando un piano segreto per trafugarlo e portarselo a Verona, già per il prossimo Vinitaly 2017.

Giuseppe Danielli
Direttorev e Fondatore
Newsfood.com

 

Comunicato Stampa

QUALITA’ ED INNOVAZIONE:
PER FIERE DI COLONIA IL “MADE IN ITALY” E’ LEVA DI SVILUPPO PER VINCERE LE SFIDE  NEI PAESI EMERGENTI

Materie prime e tecnologia applicata all’alimentare: per Koelnmesse (Fiere di Colonia), secondo polo fieristico al mondo, nel settore alimentare le soluzioni italiane risultano quelle più efficaci per penetrare i nuovi mercati.

(Parma, 27 ottobre 2016) In uno scenario globale caratterizzato dai continui cambiamenti, dettati in maniera significativa da un costante processo di innovazione tecnologica, le imprese italiane hanno tra le mani uno straordinario vantaggio competitivo da poter sfruttare, nel processo di acquisizione di quote sempre più rilevanti nei mercati emergenti: la qualità delle materie prime e l’elevata affidabilità nel campo della meccanica industriale, che emerge prepotentemente in particolare nel settore alimentare.

Vere e proprie leve di sviluppo quelle evidenziate da Koelnmesse (Fiere di Colonia), secondo polo fieristico al mondo che ha in Anuga e AnugaTec le sue manifestazioni di punta nel settore Food&Beverage.

Se è vero infatti che, per le aziende del nostro Paese, un’importante spinta propulsiva all’avvio dei processi di internazionalizzazione arriverà proprio dalla proficua partnership avviata da Koelnmesse (Fier di Colonia) e Fiere di Parma, ad incoraggiare il loro posizionamento sui mercati a più alto potenziale, lo dimostrano i dati.

Come quelli forniti da Largo Consumo, in occasione del convegno di ieri organizzato a Cibus Tec da Fiere di Colonia “FoodTec Fairs worldwide. Da Anuga FoodTec a Cibus Tec:un programma di rassegne nei mercati mondiali “ alla presenza tra gli altri di Thomas Rosolia, Amministratore Delegato di Koelnmesse Italia, di Matthia Schlüter, Project Manager Anuga FoodTec e di Guido Hentschke, Project Manager Pro FoodTec.

Gli Stati Uniti, che contano una popolazione di oltre 324 milioni di abitanti, nel 2016 risultano al primo posto in assoluto nella speciale classifica dei paesi con maggiore appeal per gli investimenti stranieri. Con 78 miliardi di dollari, il settore Food ha visto più che raddoppiati gli investimenti negli ultimi sei anni (erano 34 miliardi nel 2010).
Durante i lavori del SelectUsa Investment Summit 2016, le imprese italiane hanno annunciato nuovi progetti di investimenti nel mercato statunitense, in particolare proprio nei comparti dell’industria meccanica, che già lo scorso anno esprimeva il 24% delle esportazioni dal nostro Paese, e dei prodotti di consumo: olio d’oliva, pasta, formaggi e vino, che nel 2014 avevano generato un volume d’affari superiore ai 2,6 miliardi di dollari.

Il ruolo delle tecnologie, supportate dalla ricerca e dall’innovazione, si rivelerà senz’altro fondamentale per accompagnare la crescita delle imprese agroalimentari anche in un’altra economia emergente: l’India, la cui popolazione supera di gran lunga il miliardo. Il Paese risulta risulta al nono posto nella classifica in termini di capacità attrattiva  di investimenti stranieri.

Proprio il food processing è tra i 25 settori interessati dal progetto “Make in India”, lanciato due anni fa dal Department of Industrial, Policy and Promotion indiano con l’obiettivo di innalzare il contributo del settore manifatturiero al GDP dall’attuale 16% al 25% nel 2025.

Tra gli investitori stranieri, in ambito alimentare, spiccano i nomi di Ferrero, Bauli, Perfetti e Van Melle. Attualmente sono oltre 400 le entità legali e gli stabilimenti italiani che operano in India, sotto tre forme principali: sussidiarie possedute al 100, Joint Ventures o uffici commerciali di rappresentanza. Per quanto concerne il flusso di investimenti diretti, nel 2012 le aziende italiane hanno investito in India oltre 1 miliardo di euro.

L’incontro è proseguito descrivendo appunto i vari appuntamenti organizzati dal colosso tedesco. Nel complesso 20 appuntamenti distribuiti tra Germania, Italia, Brasile, Cina, Colombia, Giappone Thailandia, Turchia EUE e appunto India e Usa. La vetrina è mondiale.

 

Redazione Newsfood.com

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