Capodanno al caldo delle terme in Slovenia

Capodanno al caldo delle terme in Slovenia

Capodanno al caldo delle terme in Slovenia

Un Capodanno in  Pomurje, sulle strade del vino sloveno, che confina a nord con l’Austria, a est con l’Ungheria e a sud con la Croazia

di Maurizio Ceccaioni

Per molti nostri connazionali che scelgono la Slovenia per una vacanza, pare sia più facile svoltare a destra, verso Portorose e gli oltre 46 chilometri di coste o la valle dell’Isonzo, tra le principali destinazioni turistiche del Paese, tra parchi naturali e laghi montani, come Bohinj o Bled. Ma pure per visitare le tante grotte del Carso, tra cui quella famosissima di Postumia (Postojnska jama). Ma, se si andasse dritti verso il nordest, in meno di tre ore di autostrada da Trieste, andando verso Vienna e Budapest, s’arriverebbe nella regione orientale di Murania (Pomurska o Pomurje), che confina a nord con l’Austria, a est con l’Ungheria e a sud con la Croazia.

Lendavske gorice-vigneti (ph.Andrej Pausic)

Lendavske gorice-vigneti (ph.Andrej Pausic)

Una regione che prende il nome dal fiume Mura che l’attraversa e che con 1.337 kmq ha una superficie poco più grande di quella di Roma (1.285 kmq); ma è abitata solo da 117 mila persone (circa 87 abitanti/kmq). Ha conosciuto Celti, Illiri, Romani, Slavi, Germani, Ungari e Turchi. Ma seppure ci siano tracce dei loro passaggi, questi non sono luoghi di memorie come quelli che hanno visto svolgersi le più dure battaglie della prima guerra mondiale. Come Caporetto (Kobarid), coi ricordi di quei “ragazzi del ‘99”, morti su quei campi, magari tra i fiori dei prati in primavera, come quei papaveri ricordati ne “La guerra di Piero”, di Fabrizio De André.

NIDO DI CICOGNE

NIDO DI CICOGNE

Qui non ci sono nemmeno le luci sfavillanti dell’elegante capitale, Lubiana, ma pur non mancando peculiarità e attrattive turistiche, Pomurje è molto altro. Paesaggi affascinanti, segnati da colline e campagne lavorate, che annunciano la pianura pannonica ungherese. Qui l’economia è principalmente agricola e la viticoltura è la prima fonte di reddito. Vi sono zone di produzione talmente belle, da essere dichiarate monumento ambientale, coi filari ad anfiteatro e i rumorosi spaventapasseri a pale.
Un lembo di terra circondato da altri popoli e nazioni, che ne hanno segnato storia e cultura nel proprio Dna.

Terme di Lendava

Terme di Lendava

Come l’Oltremura (Prekmurje), il territorio a oriente del fiume Mura detto pure Transmurania o Ultramurania. Appartenuto al regno d’Ungheria per secoli e annesso alla Slovenia soltanto nel 1919, vi sono rimasti tanti segni distintivi magiari. Come le tipiche abitazioni rurali coi tetti di paglia, la cucina, gli abiti tradizionali della festa, la czarda, tipica musica ungherese e danza popolare. Stare in un tipico locale del posto ascoltando il suono struggente dei violini e magari mangiando un piatto di gulash rosso di paprika, può fa credere di stare in Ungheria.
Grazie al clima e al fertile terreno delle “Slovenske Gorice”, le colline tra i fiumi Drava e Mura, qui si producono alcuni dei migliori della Slovenia.

Verzej-mulino galleggiante su fiume Mura

Verzej-mulino galleggiante su fiume Mura

Risorsa importante e antica di questa terra, sono esportati principalmente nei paesi mitteleuropei. Nelle zone di Ormoz, Jeruzalem e Ljutomer abbondano le strade del vino (Vinske ceste). Percorrendole è d’obbligo, per il turista raffinato (e non), fermarsi in qualche enoteca o cantina a degustarne i vari tipi. Ma, come per la dantesca “legge del contrappasso”, questa è anche una zona di acque: minerali per l’esattezza, altra grande risorsa del luogo. La fonte “Radenska”, che sgorga nelle omonime terme, è tanto ricca di anidride carbonica da essere l’unica minerale al mondo alla quale la CO2 viene sottratta, anziché aggiunta. Ma la principale acqua minerale bevuta in Slovenia e fuori, è la “Radenci” dalla caratteristica etichetta verde con tre cuoricini rossi.

Prodotta sulla sponda destra del Mura in una delle più antiche stazioni termali del Paese, ha iniziato l’imbottigliamento nel 1869. Con un elevato contenuto di sali minerali e per le sue proprietà, è ritenuta una delle acque migliori al mondo. Lo stabilimento termale è invece stato avviato nel 1882 e le specialità terapeutiche sono legate sia alle acque termali che ai fanghi ricchi di zolfo.

In questa regione sono stati avviati recentemente nuovi stabilimenti termali. Le profonde trivellazioni
hanno rivelato la presenza di vasti bacini sotterranei di acque. Moderni complessi come le “Terme 3000” di Moravske Toplice, quelle di Banovci (con dentro il primo campeggio naturistico d’Europa), Lendava, con “acqua termale paraffinica” e Petisovci, nata dalla ricerca di petrolio. Caratteristica comune, oltre all’acqua? Elevata professionalità e prezzi molto concorrenziali.

L’interesse per questa regione di confine, va focalizzato anche su altre attrattive. Come i molti castelli, oggi in parte musei, sorti a difesa dalle incursioni dei Turchi. Interessante anche visitare i borghi medievali, le chiese romaniche, gotiche e barocche, ricche di opere d’arte o le vecchie case dei vignaioli di Novi Tomaz, bene nazionale. A Verzej, sul fiume Mura, è ancora in funzione il mulino galleggiante “Babicev”.

Poco distante un vecchio traghetto fa visitare il fiume ai turisti.

A Lendava, “la città dalle due lingue”, il castello è stato trasformato in galleria d’arte e museo. Ma i turisti non possono fare a meno di visitare le vicine colline di Lendavske gorice, attorno alla città, che sono un’attrattiva locale.
Hotiza è un piccolo villaggio nei pressi di Lendava nato nel XIV secolo lungo il fiume Mura. Crocevia etnico al confine con la Croazia, sotto la dominazione asburgica si chiamava Murarév. Interessante a livello naturalistico per la sua una zona umida che ricorda quella della Pianura Padana, con un bosco di pianura (planiziale) e tante isolette abitate da varie specie di animali e volatili.  Il grande parco naturale del Goricko, con l’omonimo castello, il maggiore della slovenia, è ricco di biodiversità.

Qui c’è la principale colonia di lontre del Paese, ma sono principalmente le cicogne il richiamo per appassionati ornitologi e visitatori. Uccelli simbolo della regione, si fanno notare coi numerosi nidi, anche dai camini, o i campanili delle chiese.
Come ogni regione di confine, anche quella del Pomurje presenta una gastronomia variegata. Qui è forte l’influenza magiara, con specialità come il gulasch, portato a tavola in casseruola con pane di segale, il famoso prosciutto del Prekmurje, il “tunka” (carne di maiale fritta con burro fuso o strutto), l’arrosto alla gitana e la “gibanica”, un dolce a base di frutta e formaggio.
Oltre agli oggetti di ottone, paglia intrecciata e legno, il segno distintivo dell’artigianato tipico, sono i manufatti in ceramica. Come quelli prodotti a Filovci, dove i ceramisti usano ancora antichi metodi per cuocere le opere in argilla.

Come si sarà sicuramente capito, quella del Pomurje è una piccola regione piena di attrattive turistiche, che in pochi giorni si può comodamente visitare tutta, con un viaggio ben organizzato, sia da single, famiglie o gruppi.

Interessante la proposta de “il Piccolo Tiglio”, operatore specializzato dal 1980 per tutti i tipi di vacanze nell’ex Jugoslavia. Un Capodanno 2016 originale, che in doppia comprende una permanenza di 2 giorni di mezza pensione (con un solo pernottamento), prima colazione con pasti a buffet, cenone e veglione di Capodanno con musica, tasse locali, accesso illimitato alle piscine termali, ingresso giornaliero alle saune, cura idroponica, ginnastica mattutina e fitness acquatico, con programma di animazione.

Scegliendo un hotel termale a Lendava (3 stelle), il costo è 375 euro. Nell’hotel delle terme di Radenci (4 stelle), le più antiche del Paese, sono 399 euro. Per gruppi turistici numericamente importanti, sono previsti degli sconti.
Un’offerta valida anche per i ponti e i fine settimana lunghi autunnali, ma a prezzi più ridotti, senza cenone e veglione.

Per info: tel. 0381 72 098,

www.ilpiccolotiglio.com

Maurizio Ceccaioni
Newsfood.com

Related Posts
Leave a reply