Banco alimentare Piemonte: Cena auguri a mille indigenti con 4 chef

Banco alimentare Piemonte: Cena auguri a mille indigenti con 4 chef

Il Banco alimentare Piemonte, con l’aiuto di quattro chef scelti fra quelli piemontesi più innovativi presenti nella guida di Gambero Rosso “Ristoranti d’Italia 2017” anche questa volta è riuscito a restituire dignità al cibo e alla persona, attraverso la manifestazione conosciuta come la “Cena auguri a mille” perché riservata a 1000 indigenti, che è stata consumata la sera di mercoledì 27 a Lingotto Fiere. E, questa volta, con la partecipazione diretta della città di Torino, attraverso la Sindaca Chiara Appendino, che ha vestito, come tutti i volontari, il grembiule di ordinanza, riassumendo così le emozioni della sua prima esperienza: “sono contenta di esser qui alla mia prima cena a Mille, questo è un momento di grande solidarietà nei confronti di tanti torinesi in difficoltà”.

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E’ dal 2011 che  il Banco Alimentare del Piemonte organizza questa cena, invitando mille persone in difficoltà – mille “piemontesi” provenienti da tutte le parti del mondo – per condividere un cenone di gala. Nei cento tavoli allestiti a festa, accanto al profumo del cibo e del pane “si è respirata solidarietà, inclusione, attenzione a ogni singola persona, la cui dignità non passa soltanto attraverso la soddisfazione dei bisogni, ma a quello, fondamentale per ogni individuo, di sentirsi parte di una comunità, nella condivisione di un periodo speciale”, ha detto il presidente dell’istituzione benefica, Salvatore Collarino. Che, aggiunge: “La Cena a Mille è per Torino ormai una tradizione che vede operare insieme diversi soggetti: dalle strutture caritative ai partner come Fondazione Gambero Rosso e GL Events; dai volontari alle aziende donatrici. Un grazie anche ai molti soggetti che sostengono durante tutto l’anno il Banco Alimentare del Piemonte che ha potuto sfidare la crisi economica, distribuendo anche nel 2016 circa 6.400 tonnellate di cibo, un risultato importante anche se non ancora sufficiente a fronteggiare il crescere del bisogno”.

Chiara Appendino

Chiara Appendino

La presenza della sindaca Appendino è stata una novità diciamo non programmata. Perché gli organizzatori avevano in serbo, come novità della Cena a Mille del 2016, la partecipazione della nuova Fondazione Gambero Rosso che, per l’occasione, ha pure individuato gli chef per la serata. Quella della fondazione Gambero Rosso è sicuramente una forma di impegno molto sentita, tant’è che il suo fondatore, nonché vice presidente esecutivo, Paolo Cuccia, dice che “la preparazione gioiosa e creativa del cibo di qualità è anch’essa veicolo di amore e di condivisione. Per questo la nostra Fondazione e Gambero Rosso hanno gradito l’invito a partecipare a questa iniziativa di così forte significato del Banco Alimentare che testimonia l’attenzione per i più deboli e prova ad alleviare, in occasione delle feste, il loro senso di solitudine e di difficoltà.”
E, poi, ci sono stati i quattro chef – Massimo Camia, Michelangelo Mammoliti, Ivan Milani e Alfredo Russo -, che sotto lo slogan  “Anche cucinare è un atto d’amore” hanno aderito all’iniziativa benefica, con la preparazione di quattro portate per una serata veramente emozionante ed unica. E, oltretutto, in una location con disponibilità di spazio all’altezza dell’evento, Lingotto Fiere, messo a disposizione da GL Events “per questo momento di condivisione e vicinanza ai più deboli, ci pare più che doveroso. Un’iniziativa dal valore sociale e umano così alto merita infatti, il contributo di ciascuno di noi e siamo lieti e orgogliosi di essere nuovamente al fianco del Banco Alimentare del Piemonte nel donare un momento di serenità e accoglienza – commenta l’amministratore delegato di GL Events, Daniele Villa – E’ il secondo anno che diamo lo spazio per un’iniziativa importante come questa: vorremmo portare avanti una collaborazione su questi temi anche in futuro.

A livello personale la serata mi è sembrata indimenticabile, c’è un clima conviviale, c’è voglia di collaborare e stare insieme di fare qualcosa per la città.”
Accanto agli chef e alle loro brigate c’erano 300 volontari (donne e uomini, professionisti e operai, associazioni, sommelier, panificatori e casalinghe) a servire ai tavoli, con alcuni camerieri speciali come, appunto, Chiara Appendino.

Gli chef di Auguri a 1000 edizione 2016, sono stati:
Massimo Camia, dell’omonimo ristorante a La Morra che con le Langhe tutelati dall’Unesco,  vede transitare il mondo. Camia fa cucina che è una vera memoria del gusto – provate il suo risotto castelmagno e nocciole, per avere la conferma.
Per Auguri a 1000 ha proposto Raviolini di cappone nel suo ristretto.

Michelangelo Mammoliti, per il nome al suo locale di Guarene, “La Madernassa”, è ricorso ad una varietà di pera della zona, ritenuta anche il  primo esercizio di stile culinario di tutte le nostre nonne. Mammoliti reinventa i piatti con gli equilibri inaspettati grazie anche agli insegnamenti di Gualtiero Marchesi, tanto da assicurare alla cucina di Langa una svolta internazionale, sempre con un grande rispetto per il territorio, oltre a riscoprire erbe, radici e fiori inusuali.
Per Auguri a 1000 ha preparato un secondo: Coniglio al tartufo nero e crema di sedano nel suo Jus.

Ivan Milani è lo chef del Piano 35, così si chiama il suo ristorante nel nuovo grattacielo Intesa Sanpaolo di Torino, dove oltre al Piemonte c’è, anche, mare e Oriente. Un suo piatto famoso strizza l’occhio ai media: “comunicazione di massa” in cui lo chef rivisita la finanziera e la serve con un’ostrica.
Per Auguri a 1000 si è presentato con l’antipasto: Calamari in guazzetto

Alfredo Russo spazia dal suo Dolce Stil Novo nella Reggia di Venaria a The Franklin, a Londra, con una ex Bond girl come socio; ma anche dal Vivaldi di Dubai al Caffè Torino di Mexico City. Per guida di Gambero Rosso ”La Reggia di Venaria vuol dire architettura, incanto, charme, emozioni e altrettanto possiamo dire di Alfredo Russo, ai fornelli del Dolce Stil Novo”.
Per Auguri a 1000, il suo piatto è stato l’antipasto “Burnia”di patate con fonduta alla toma di Lanzo.

I dessert, invece, sono  stati offerti Alessandro Dalmasso, pasticcere ad Avigliana e nel mondo, con la degustazione bignoline Dalmasso di Natale. Mentre il maestro del gusto Giovanni Dell’Agnese, con Luca Dell’Agnese, Giovanni Scalenghe, Costantino Guardia e Massimo Gertosio, ha optato per la fetta di panettone della tradizione Pinerolese con glassa di mandorle e zucchero e nelle varianti ai gusti cioccolato, marroni, arance, pere, pesche ed albicocche.

Veri e propri “direttori d’orchestra” della serata – dicono gli organizzatori – sono stati gli chef che hanno lavorato per diversi giorni, con il coordinamento di Alessandra Monda, direttore della Città del Gusto di Torino.

Maria Michele Pizzillo
Newsfood.com

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