Bollicine italiane all’estero nelle feste 2018/2019 saranno oltre 200 milioni

Bollicine italiane all’estero nelle feste 2018/2019 saranno oltre 200 milioni

Le Bollicine italiane all’estero che verranno stappate nelle feste saranno oltre 200 milioni

OVSE. OSSERVATORIO ECONOMICO E CENTRO STUDI SEMPRE ALL’AVANGUARDIA NEI DATI DI CONSUMO SUI MERCATI E NELLE SCELTE DEI CONSUMATORI.

MOLTO UTILI I DATI RACCOLTI DAI SONDAGGI E INTERVISTE ALL’ESTERO NEGLI ULTIMI 60 GIORNI PER SCOPRIERE COSA SI BERRA’ NEL MONDO E QUALI VINI ITALIANI SARANNO I PIU’ RICHIESTE. COMOLLI: “MOLTE NOVITA’ DAI CONSUMI DI QUESTE FESTE. DIVERSE SORPRESE PER I VINI ITALIANI. LA FRANCIA HA UNA MARCIA IN PIU’ SUI VINI TRANQUILLI TUTTI AOC, SOPRATTUTTO IN CINA, USA, UK! I MERCATI FORTI.”

 

200 milioni di bollicine italiane all’estero, forse 220 milioni… nuovo record

Gli spumanti tricolori spopolano all’estero, e i margini di ulteriore crescita sono evidenti. Solo il 38% del totale esportato è consumato nel fine-inizio anno, a significare un consumo distribuito nell’arco dell’anno. La destagionalizzazione è un segno di grande penetrazione sui mercati e di diffusione degli atti d’acquisto, partito tutto nel 2005 con l’avvio del Forum Spumanti d’Italia che ha puntato sulla informazione al consumatore estero in termini di conoscenza dei metodi di produzione e di tipologie differenti, senza copiare nessuno.

Dai dati raccolti da Ovse-Ceves , quindi ci sono ancora spazi per crescere.  “Altri dati importanti – illustra Comolli – sono l’aumento del numero dei Paesi consumatori, sta prendendo piede anche l’allargamento dei luoghi e momenti di consumo, aprendo nuovi spazi commerciali. Sdoganato! Il Prosecco piace anche ai Francesi.

Questo aiuterà anche altre bollicine tricolori. L’importante è non sbagliare approccio e invito al consumatore: meno commercio, più merceologico, più cultura al consumo, più attenzione alla domanda ” soddisfatto, chiosa Comolli. I 10 tappi italiani che brinderanno al 2019 sono: 6 di Prosecco Docg-Doc, 2 di Asti, 1,5 ancora altri spumanti anonimi.

Continuano a crescere anche Franciacorta e Trentodoc, soprattutto quest’ultimo sta avendo ottimi riscontri in questo fine anno in US e UK, con anche un deciso incremento di valore. Grande spunto all’estero, anche se partendo da livelli molto bassi, per l’Alta Langa.

All’estero per le Festività, i vini italiani fermi tengono il passo con le bollicine. anzi restano ancora i vini più stappati nei paesi tradizionali. Ovse calcola in base a centinaia di info provenienti da diversi paesi, che saranno stappate in totale circa 220 mio/bottiglie, più circa 70 mio/bott di frizzanti per un giro d’affari al consumo/dettaglio, rapportato all’euro e tenendo conto dei cambi di valuta e delle accise, circa 5 mld/euro (1,1 all’origine).

Valori estremamente positivi, qualche numero in meno di bottiglie consumate, ma alcuni dollari in più al consumo rispetto alle festività del 2017. Gli stranieri sono abituati da tempo ai vini rossi, la novità degli ultimi due anni vengono dai vini Rosati e vini bianchi.

Dal 2018 al 2013 l’incremento in valore, per i soli consumi delle feste, è stato di circa 200 mio(euro), i più richiesti i vini Doc dove è evidente o il nome del vitigno noto (47% della scelta) oppure il nome geografico italiano più noto (39%) con Toscana, Piemonte, Puglia, Sicilia in testa.

Bene anche per Marche e Veneto. Fra i vini i più richiesti per queste feste sono il Brunello, Bolgheri, Sangiovese, Soave, Nero d’Avola e soprattutto Puglia per i vini rosati, Emilia per il Lambrusco, Friuli per il Livon, Veneto e Trentino con il bianco tranquillo Pinot Grigio.

Bene anche il Moscato e la Malvasia (soprattutto in Cina pur essendo un vino bianco). La Germania si conferma un paese appassionato di vini effervescenti per cui diversi vini come il Trebbiano, Garganega sono molto stappati, come pure il Verdicchio, Passerina, Friulano.

Una nota a parte il mercato Usa, visto che i festeggiamenti iniziano con il Ringraziamento e quindi leggermente in anticipo. E’ il paese al primo posto per consumo di bottiglie tricolori globali ( bianco, rosso, rosati, bollicine) arrivando anche ad acquisti importanti, prezzi significativi retail. Qualche scoop come per esempio quello che alla festa del Ringraziamento alla Casa Bianca sono state aperte diverse bottiglie di primitivo Pugliese.

Per quantità vini fermi a seguire  Regno Unito e Giappone. La Cina ancora molto indietro, ma sicuramente sempre più attenta ai nomi dei vini italiani in etichetta: per queste feste Pechino, Nanchino, Shangai e tante altre grandi città interne hanno aperto bottiglie di vini rossi italiani, soprattutto Barbera, Nero d’Avola. Fra i bianchi bene i Moscato.

La Russia ha ripreso a funzionare (soprattutto bollicine) ma ottima vendita pre-Feste anche per vini bianchi e rosati corposi provenienti da Puglia, Sicilia, Emilia, Veneto e Marche.
Comolli: “ In questo momento di grande sviluppo del vino italiano all’estero, una spada di Damocle potrebbe venire da ulteriori accise o dazi all’importazione causa embarghi, oltre ad accordi bilaterali come quelli Usa-Pacifico, oppure Usa-Sud America con tutti i dubbi che ancora aleggiano sulla Brexit.

E’ il momento di un grande investimento, unico e forte, sul vino italiano all’estero improntato su una scelta di qualità della vita. Lancio un avvertimento, non allarme, ma occorre un piano massiccio, unitario, unico senza sbavature di nessun tipo. Solo una regia unica pubblica può orchestrare il progetto. La Francia non scherza e sta recuperando molto bene (+11% i consumi di queste feste per il vino francese)  dopo due-tre anni difficili.”

 

Giampietro Comolli
Newsfood.com

Giampietro Comolli
Economista Agronomo Enologo Giornalista
Libero Docente Distretti Produttivi-Turistici

Mob +393496575297

Editorialista Newsfood.com
Economia, Food&Beverage, Gusturismo
Curatore Rubrica Discovering in libertà
Curatore Rubrica Assaggi in libertà

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