2020 ANNO HORRIBILIS? Previsioni di Politica e vita quotidiana…

2020 ANNO HORRIBILIS? Previsioni di Politica e vita quotidiana…

2020 ANNO HORRIBILIS? MA… SI’… NO… FORSE… PERO’… DAI… COME !?

Previsioni e speranze su quello che ci aspetta nel 2020 fra politica e vita quotidiana…

Il 2020 è arrivato, mi raccomando d’ora in poi scriviamolo sempre per intero 2020, mai solo 20 altrimenti ci possono essere i furbetti del calendario che cambiano l’anno. La Befana pure è arrivata, ma non vedo segnali che facciano pensare che i miei sogni “politici” si avverino.

Trump burattinaio o burattino di qualche guerrafondaio?

Anzi Trump fa una cretinata, sapendo bene che le conseguenze cadranno su tutti, soprattutto sugli alleati. Il promotore della Brexit in 48 ore ha già cambiato versione sulla questione Iran e Iraq. Trump molla un alleato che ha contribuito a stanare l’Isis per favorire la politica espansionistica del rais ottomano, il quale, forte di questa libertà, ora vuole governare anche il centro Mediterraneo.

Politica estera nel Mediterraneo

Gli Usa hanno per alleato Bruxelles o Ankara? Le critiche Nato e Onu servono per creare nuovi patti scellerati? Usare armi e guerre è sbagliato sempre, che lo faccia Putin o Trump, o gli Ayatollah o le Guide Spirituali o i Fanatici dell’Islam o Israele o la Francia. Sempre errato.

Ma gli Usa non possono fare errori così grandi. Una alleanza deve essere una alleanza. Non può criticare l’Europa perché non ha dato l’ok, o fornito basi logistiche.

Europa… come Re Tentenna, Italia idem

Però l’Europa non può essere assente o avere il solito Alto Rappresentante che “tira a campa’ ” perché la Francia ha i suoi interessi e mire sovrane, perché la Germania può ma non vuole e cura l’interesse suo commerciale, i paesi satelliti di Francia e Germania si adeguano, la Svizzera quando non vede scalfito il vil denaro è neutrale, Spagna, Portogallo, Irlanda, Grecia non hanno mai inciso fuori da impegni bilaterali, tutti i paesi dell’Est sono ancora troppo legati a modelli e formule del passato.

Quello che mi lascia basito è il governo italiano, la 7° o 8° potenza mondiale non solo per PIL, ma anche per notorietà, storia, cultura, impegno sociale, localizzazione geografica. Personalmente ho buoni rapporti con alcuni parlamentari italiani, in liste e partiti differenti, eletti nelle diverse circoscrizioni estere e in questi giorni tutti, dico tutti, stanno sollevando la questione dell’attuale Governo Italiano e dei rapporti esteri, diplomazia ma certezze.

L’Italia e il Made in Italy nel mondo

Innanzitutto, mi dicono da nord e sud America, dal Canada e dalla Svizzera, dal nord Europa e dall’Asia che il decreto mille proroghe non contempla il rinnovo dei comites, cioè dei comitati di sostegno-contatto-servizio degli italiani all’estero. Credo che sia un errore: vogliamo che l’Italia attragga, che il paese conosca nuovi investitori… credo che gli imprenditori, professionisti, commercianti, artigiani, distributori italiani operanti all’estero di prodotti “veri” made in Italy e i loro rappresentanti politici siano i primi e migliori testimonial, anche per sfatare luoghi comuni o per eliminare quelle minoranze minoritarie che sgomitano per sfruttare il bisogno altrui.

Parola d’ordine: salvare il proprio fondo schiena e la relativa poltrona incollata

I nostri comites e i parlamentari all’estero, con riunioni, incontri possono fare molto, molto di più di consoli e ambasciatori estremamente equilibristi, pronti soprattutto a non fare passi falsi, a non ricevere lettere da Roma e a guadagnarsi una sede di serie A e non una di serie B.

Solito problema italiano: prima pararsi il fondello. Così sembra anche che succeda a palazzo Madama e a Montecitorio. Appare a tutti, ma molto a tutti, che sia prioritario l’interesse personale, la inesauribile voglia di potere e di visibilità personale più che una progettuale politica lungimirante e duratura: prima il proprio status.

Anno nuovo vita nuova … da quanti anni ce lo ripetono? Andiamo sempre peggio, senza vedere migliorie, anzi perdiamo pezzi ogni giorno

E’ un anno – giusto o sbagliato – che si parla di nuove concessioni a privati: non è successo nulla. Parlano di tutela dell’ambiente e sono 12 anni che ci sono giudici che fanno sentenze su Taranto. Si vuole difendere il made in Italy ma non ci sono leggi dirette a vincolare la filiera e la denominazione, men che meno alla svendita all’estero di marchi nazionali: Francia docet.

Taranto, Alitalia, statalizzazione imprese, concessioni autostrade, Tav… continuano a menarci per il naso… come fossimo un Paese del terzo mondo, quando la soluzione sappiamo bene che è qui, dietro l’angolo…

Non è necessaria la statalizzazione di imprese, meglio un controllo e un indirizzo strategico di progetto e di programma, ovvero sapere quali sono gli asset nazionali intoccabili. Alitalia? Abbiamo, come italiani in 15 anni, tirato fuori una cifra (9 mld di euro) inutile visto lo status quo e la inutilità di supercommissari superpagati, quando con la metà (4,3 mld euro) di quella stessa cifra si poteva già nel 2004 realizzare un piano di ricollocamento, vendita, accompagnamento, nuova occupazione per oltre 25.000 dipendenti.

E’ questa l’Italia che voglio? E’ questa l’Italia che vogliono le Famiglie degli Italiani che lavorano?

E’ questa l’Italia che voglio? E’ questo il comportamento di uno dei paesi più importanti al mondo? E’ questo che la geniale politica italiana ci offre? E’ vero, 4000 emendamenti al decreto di fine anno sono veramente troppi, anche perché moltissimi inutili, moltissimi solo prebende a categorie, collegi elettorali, interessi regionali, sostegni di enti inutili, a professionisti, a strutture di livello basso, ma cassarli tutti d’imperio, non è una mossa che fa innamorare gli italiani alla politica, a questa politica, non stimola ad andare a votare.

L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro.

La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.» L’articolo 1 fissa in modo solenne il risultato del referendum del 2 giugno 1946: l’Italia è una repubblica.

Dove sono finite le tante azioni e interventi pro-cittadino, pro-vantaggi al singolo, pro-sostegno ai deboli, pro-ambiente, pro-giovani, pro-scuola, pro-sanità sbandierati per anni stando all’opposizione?

Reddito di cittadinanza e quota 100! E’ questa la risposta?

Reddito di cittadinanza e quota 100!
Per piacere. Ci vogliono azioni di pulizia da zavorre e creazione di nuovi posti di lavori, non solo e tanto nel pubblico. All’estero c’è voglia di Italia, ma gli italiani vogliono una Italia diversa? Tutti i nostri italiani all’estero chiedono che il paese Italia trovi una soluzione diversa da quella attuale.

E’ ora di dire BASTA!! … è ora di Muoversi…

Ma per quale strada, vero o sbagliato populismo, sovranismo dal basso o dall’alto, parlamentarismo totale, maggioritario uninominale, terza via, liberal-socialismo ?
Basta parole, basta promesse, basta inutile autoreferenzialità mediatica e autogratifica… ma neanche nessun capitano solo al comando senza certezze e garanzie, senza una chiara linea politica estera e nazionale che salvaguardi presente e futuro delle vecchie e nuove generazioni.

Basta disquisire per l’ennesima modifica elettorale solo per un tornaconto diretto. Tanto poi il nuovo governo cancella tutto! Può andare avanti un paese così impostato?

Il 26 gennaio si vota in Emilia Romagna

Il 26 gennaio si vota in Emilia Romagna. Il risultato di tali elezioni potrebbe essere anche democraticamente corretto e validamente coerente, ma non può sicuramente essere un grande esempio per noi emiliani se il Governatore avrà vinto per questioni di vita o di morte, di democrazia o di autocrazia, di accoglienza o di barriere, di bianco o nero, di santificato e di diavolo… Una opzione del genere cancella qualunque programma politico, una certa scelta sociale oppure una altra diversa… contano zero voti.

Votare oggi è una roulette russa… non votare, idem… ma sicuramente peggio!

Non mi piace un Paese o una parte di Paese che vota ed elegge solo come barriera. Nessun muro va bene sia di pietra che di verità in tasca o politico. Una volta si è andava a votare anche… turandosi il naso… ma orecchie e bocca attente, il cervello era ben connesso, libero, aperto e pronto a sgobbare e a ragionare. Oggi?

 

Giampietro Comolli

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Giampietro Comolli
Economista Agronomo Enologo Giornalista
Libero Docente Distretti Produttivi-Turistici

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Editorialista Newsfood.com
Economia, Food&Beverage, Gusturismo
Curatore Rubrica Discovering in libertà
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