Si allarga e si rafforza la rete delle Regioni Ogm free guidata da Toscana e Alta Austria. A Torino, dove oggi si è aperta quinta conferenza della rete, il numero delle Regioni aderenti
è salito alla quota di 42 (gli ultimi arrivi sono la Sislak Moslavina, Croazia e l’austriaca Voralberg), ma soprattutto si è registrato un nuovo salto di qualità delle rete
i cui membri, oltre a innalzare in maniera ancor più decisa la diga a un ingresso degli Ogm, hanno condiviso linee strategiche comuni anche su altre tematiche, come il rispetto della
biodiversità e la tutela delle risorse genetiche.

‘La rete sta diventando sempre più un avamposto europeo per un’agricoltura di qualità, rispettosa del territorio, e di piena affidabilità per i consumatori. La battaglia
sugli Ogm è al cuore di questa sfida’, ha evidenziato l’assessore all’agricoltura della Regione Toscana Susanna Cenni.

Nel corso dei lavori di oggi l’assessore ha posto l’accento in particolare sulle ultime novità relative al tema della coesistenza tra coltivazioni transgeniche e coltivazioni biologiche
e tradizionali: ‘La Commissione europea non ha alcuna intenzione di modificare a breve il quadro legislativo in materia; le sole novità potrebbero derivare da un’introduzione di soglie
di tolleranza agli Ogm nelle sementi e nel materiale vegetale di propagazione. Ma questo produrrebbe preoccupanti rischi di inquinamento transgenico. Per questo anche da Torino riaffermiamo il
principio della tolleranza zero: ogni spiraglio che si apre agli Ogm può infatti avere conseguenze imprevedibili e ingestibili per i nostri produttori’. ‘Ma – ha proseguito
l’assessore – accanto a questa azione di pressione sulla Ue vogliamo anche sostenere un’azione dal basso da parte degli agricoltori che, lo rende possibile la normativa comunitaria, potrebbero
sottoscrivere accordi volontari di area per realizzare zone Ogm-free: questi accordi, rafforzati a livello istituzionale, rappresenterebbero un ulteriore strumento per ribadire il ‘no’
all’ingresso di coltivazioni sulle quali ancora sappiamo troppo poco a livello scientifico ma che laddove presenti, hanno realizzato condizioni per noi fortemente indesiderate di appiattimento
e omologazione delle colture’.

L’assessore ha anche reso noto l’andamento dei lavori su scala nazionale che dovrebbero condurre entro giugno alla predisposizione di linee guida sulla coesistenza sulle quali dovranno basarsi
le normative regionali: linee che prevederanno la possibilità di identificare aree anche molto estese dove potrà essere esclusa la coltivazione di piante transgeniche. Il
presupposto è quello di far sì che le aziende e le aree che non vogliono utilizzare gli Ogm non debbano essere vittima di inquinamenti. E’ il caso della Toscana dove la dimensione
delle aziende (6 ettari di media) e le caratteristiche dei territorio rendono estremamente difficile la coltivazione degli Ogm se non sottoponendo le aziende a rischi elevatissimi di
contaminazione.

Nel corso dei lavori odierni le Regioni presenti hanno anche concordato sulla necessità di estendere gli strumenti di ricerca e di potenziare le iniziative di comunicazione per
consentire una maggior fruizione dei temi e delle rivendicazioni espresse. In quest’ottica è stato tenuto a battesimo il sito internet della rete; http://www.gmofree-euregions.net/, che servirà per raccogliere e diffondere informazioni, spunti e per lanciare in tutto il continente le
attività della rete.

Massimo Orlandi

www.regione.toscana.it