A Foggia il centro di ricerca per la cerealicoltura

Bari – La sezione periferica di Foggia dell’ex-Istituto Sperimentale per la Cerealicoltura con sede a Lodi (MI) è stata promossa a Centro di Ricerca per la
Cerealicoltura, grazie alla riorganizzazione della rete scientifica del Consiglio per la Ricerca e la Sperimentazione in Agricoltura (CRA), il nuovo Ente nazionale di ricerca costituito con il
decreto legislativo 29 ottobre 1999 n° 454.

Questa “nuova” struttura scientifica, che rappresenta l’unico Centro di ricerca del C.R.A. nelle Regioni Molise, Puglia e Basilicata, si dovrà caratterizzare per la
“multidisciplinarietà degli approcci scientifici, per l’ampiezza e la rilevanza delle tematiche scientifiche e qualificare come punto di riferimento nel panorama nazionale e
internazionale”. In realtà il Centro rappresenta per il territorio foggiano da alcuni lustri contemporaneamente una sorgente di produzione di innovazione di alto livello e di
aggiornamento tecnico per i cerealicoltori.

Il processo di razionalizzazione degli Istituti di ricerca afferiti al nuovo Ente dal Ministero delle Politiche Agricole e Forestali, ha visto l’Assessore alle Risorse Agroalimentari della
Regione Puglia Enzo Russo protagonista nel condurre a conclusione una riforma annunciata ormai da molti anni, non solo per il suo ruolo di coordinatore per la materia dell’Agricoltura degli
Assessori delle Regioni e Province autonome italiane, ma piuttosto in riferimento alla complessa azione di proposizione e mediazione, che ha favorito il raggiungimento di un risultato per nulla
scontato all’inizio del percorso.

La razionalizzazione, che ha avuto come scopo non secondario quello di evitare duplicazioni e di aumentare l’efficacia del sistema scientifico del nuovo Ente, e che in molto casi ha determinato
la chiusura di molte sedi, ha invece fatto registrare diverse positive decisioni per la rete scientifica nella nostra regione, perno della quale è appunto il Centro di Ricerca per la
Cerealicoltura a Foggia, che vede espandere l’organico dei propri ricercatori da 3 a 30 ricercatori e che potenzia decisamente la sua attività, affrontando tematiche sui sistemi
colturali incentrati sulle colture cerealicole meridionali, all’interno di una agricoltura sostenibile e di qualità.

Related Posts
Leave a reply