Piacenza, 27 dicembre 2017
A Gualtiero Marchesi: uomo e cuoco indimenticabile.

Giampietro Comolli:
Univa professionalità e umanità, il primo che guardò un quadro come fosse un piatto, o che trasformò un piatto in una opera d’arte. Uomo di cultura prima che un maestro dell’arte culinaria, non un rivoluzionario, non un padre, semplicemente un vero “scalco”.

1999, Giampietro Comolli e Gualtiero Marchesi

<< Gualtiero , l’ultimo degli Scalchi”, ovvero coloro che univano sempre la storia del piatto, la sua creatività con la realizzazione di un piatto.  Un grande “sanzenonese” che ci lascia.

 

 

Comolli e Castelmagno made in Malga

 

Fu lui a presentarmi Brera, insieme andammo al funerale di Giuan, il 21 dicembre 1992, 25 anni fa, quel triste giorno, era distrutto.

 

 

 

Comolli e Maroni Ministro Interni 2005

Fu mio padre a parlarmi per primo dell’albergo “al Mercato” di San Zenone, già esistente negli anni 1943-1945 al tempo del partigianato. Era l’albergo dei genitori di Gualtiero, ma anche un punto di fuga per i partigiani che facevano incursioni sulla Padana Inferiore e si dovevano nascondere nei canaloni, boschine fra Arena Po, Spressa e Parpanese.  Siedo per la prima volta al suo desco nel 1978, al mitico Bonvesin de la Riva.

Erano gli anni in cui la mia passione dei grandi cuochi era esplosa insieme a tanti amici: puntate da Lino, da Valentino, da Colombani, da Gigetto, da Timocenko, da Colombo, da Cantarelli e quindi toccò anche Gualtiero. Eravamo 4 amici, giovani, e Gualtiero venne al nostro tavolo, a fare lui domande su di noi. Da lì poi la frequentazione continuò e scoprii tutto quello che era in grado di fare. Dopo un periodo di assenza, ho la fortuna di cenare spessissimo da lui dal 1993 al 1997, all’Albereta, a orari impossibili, ma lui sempre disponibile. Spesso mi faceva compagnia, intanto dalla cucina arrivavano scoperte e meravigliose primizie dei suoi giovani cuochi (si cuochi) …. Carlo, Davide, Paolo, Enrico…diventati grandi sicuramente grazie a Gualtiero.

All’Albereta è nata una vera e grande amicizia, durata negli anni. Grandiose le milanesi per le mie figlie! “ se volete vi faccio la pizza…” è la frase che ricordano sempre con grande affetto. Ebbi l’ardire di definire  “lampi di arcobaleno” la firma del suo menù.

Nel 2006 mi invita a Colorno a parlare di Prosecco spumante e di altre bollicine. Ci rivediamo diverse volte al Marchesino, purtroppo di sfuggita, purtroppo per poco tempo e tempo fa, l’ultima volta. Mi racconta tutto, con un misto di tristezza e di sapienza padana-fluviale: la vita scorre come il Po.

Ecco questi sono solo alcuni momenti che voglio fissare per sempre nella mia memoria come un omaggio ad una grande persona, non personaggio, ad un autorevole italiano.

Gualtiero era un artista e attore discreto, espressione naturale di una cucina senza tempo, non “nouvelle”, ma dinamica e attenta, era curioso oltre che colto, non bisognoso di palcoscenici virtuali e di etere mediatico, sicuramente e orgogliosamente un cuoco non un chef!  Non vedo, da anni, nessuno che possa raccogliere il testimone, e questo da un certo punto di vista gratifica.

 

Giampietro Comolli
Editorialista Newsfood.com
Economista Agronomo Enologo Giornalista
Libero Docente Distretti Produttivi-Turistici

 

 

 

Redazione Newsfood.com