A Mosca il 12 e il 13 ottobre è di scena il vino italiano

A Mosca il 12 e il 13 ottobre è di scena il vino italiano

La burocrazia dell’epoca sovietica in Russia è ancora lontana da morire. Ne sanno qualcosa i nostri “vignaioli” che il 12 e il 13 corrente saranno presenti a Mosca per l’8.a
edizione del Vinitaly Tour Russia.

Oltre che fare il punto della situazione (lo scorso anno il nostro vino esportato in quel paese ha raggiunto i 104 milioni di euro, con un incremento, rispetto al 2009, del + 59% per un totale
di 108 milioni di litri) la manifestazione moscovita, che ha potuto fruire dell’importante contributo della nostra ambasciata a Mosca, servirà, nei due seminari in programma al Centro
Conferenze del Swissotel Krasnye Kholms, a verificare lo “Stato dell’arte della distribuzione di vino in Russia” e “I migliori strumenti per promuovere il vino italiano sul mercato russo”. Si
tratta di uno scambio di notizie e proposte, tra i nostri produttori e gli importatori e distributori russi per meglio far conoscere la delicatezza e le qualità del nostro “nettare di
Bacco”.

Sono un centinaio i produttori del nostro paese, coi loro banchi d’assaggio, che saranno presenti nella capitale russa. Si tratta di cantine famose e di altre meno note, che hanno aderito al
Vinitaly Word Tour, e che vanno dal nord Italia alla Sicilia come Zonin, Giv, Barone Ricasoli, Cavit, Pasqua, Valdo, Folonari, Medici Ermete, Masi, Cantina Produttori Cormons, Sartori,
Cusumano, Ca’ del Bosco, Rapisarda, Planeta, Allegrini, Bolla, Bertani, Renato Ratti, Santa Margherita, Due Palme, Distillerie Bertagnolli e cosi via. Per meglio far conoscere i suoi robusti
vini l’Istituto Regionale della Vite e del Vino siciliano ha organizzato una cena di gala che non mancherà di richiamare intenditori , sommelier e importatori russi.

Una manifestazione che viene a cadere in un periodo particolare per nostro comparto agricolo e che tende ad allargare il volume dei nostri affari in un paese del quale solo il 30 % della sua
popolazione brinda e pasteggia col vino, anche perché solo in pochi stati della vecchia URSS si coltiva la vite.

Bruno Breschi

Newsfood.com

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