Torino, 29 Giugno 2007 – Indagini ed approfondimenti sul tema dei fitofarmaci sono il nucleo di un progetto strategico, predisposto da ARPA Piemonte, presentato questa mattina a
Vercelli, in un incontro organizzato dall’assessore regionale all’Ambiente Nicola de Ruggiero, a cui hanno partecipato le Amministrazioni provinciali di Alessandria, Biella, Novara, Torino e
Vercelli, le Asl territorialmente competenti, Confagricoltura, C.I.A. e Coldiretti, oltre alle forze dell’ordine preposte al controllo.

La recente emanazione del Decreto Ministeriale del 9 marzo 2007 “Limitazioni di impiego dei prodotti fitosanitari contenti le sostanze attive bentazene, cinosulfuron, dimetenamide, molinate,
quinclorac nel territorio della Regione Piemonte, ai sensi del Decreto Legislativo n. 194/1995, art. 5 comma 20” limita l’impiego di alcune sostanze nelle aree già designate come
vulnerabili dal Consiglio Regionale.

L’uso dei prodotti fitosanitari in agricoltura può infatti determinare significative ricadute ambientali e sanitarie nel territorio piemontese caratterizzato da una significativa
vocazione agricola.

Con la finalità di monitorare il corretto utilizzo dei principi attivi autorizzati e valutare effetti ambientali e sanitari del loro impiego, in applicazione del decreto precedentemente
citato, Arpa Piemonte ha predisposto un progetto, articolato in attività di controllo, monitoraggio ambientale e raccolta e organizzazione dati, nell’ambito della quale si avvierà
un coordinamento tra le diverse istituzioni operanti sul territorio per la salvaguardia dell’ambiente e della salute.

“La pubblicazione del decreto – ha detto de Ruggiero – permette al Piemonte di essere la prima regione italiana ad applicare le normative comunitarie e nazionali sull’utilizzo di prodotti
fitosanitari nelle aree vulnerabili del proprio territorio, definendo limitazioni e divieti. Come Regione da tempo avevamo già individuato le aree vulnerabili, sulla base dei monitoraggi
ambientali eseguiti da ARPA Piemonte sulle acque superficiali e sotterranee, ovvero fiumi e falde. Da qui la proposta di interventi che il Ministero ha adottato”.

“L’adozione del decreto – conclude l’assessore – rende possibile inoltre agli organi della Regione preposti di effettuare i controlli necessari e all’Assessorato all’Ambiente di continuare,
tramite ARPA Piemonte, l’attività di monitoraggio ambientale. Si potrà inoltre concorrere al raggiungimento degli obiettivi di qualità individuati dal Piano regionale di
Tutela delle Acque, in applicazione della direttiva 2000/60/CE”.

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