Abruzzo: Spedizione punitiva contro i Rom

Abruzzo: Spedizione punitiva contro i Rom

Teramo –  Doveva essere una fiaccolata in ricordo del commerciante 37enne, Emanuele Fadani, ucciso nel corso di una rissa con alcuni zingari della zona, ma si è poi trasformata
in un pestaggio contro i residenti del quartiere Rom della città. A pochi passi dal luogo dell’omicidio è infatti esplosa la protesta.

La vice responsabile regionale dell’Italia dei Diritti, Barbara Del Fallo, commenta: “Purtroppo questi episodi di antisemitismo e razzismo crescono a macchia d’olio. Come movimento di tutela dei
cittadini, contro ogni forma di sopruso e a difesa anche degli immigrati, la notizia ci rammarica molto. E’ un errore fare di tutta l’erba un fascio – continua la Del Fallo – ed è
necessario far capire all’opinione pubblica che ci sono differenze comportamentali in seno a tutte le etnia, italiana o rom. Disuguaglianze che portano solo talune frange a delinquere”.

I primi momenti di tensione ci sono stati quando i carabinieri hanno trasferito in carcere i due accusati. La folla inveiva con insulti e tentando di colpire le macchine civetta. Una gruppo si
è poi distaccato dal corteo e si è recato presso il quartiere abitato dai zingari, danneggiando auto e lanciando oggetti contro le abitazioni del posto.

” In questi casi l’errore più grave è assolutizzare. Appartenere all’etnia Rom non vuol dire essere a priori dei delinquenti – continua l’esponente del movimento presieduto da
Antonello De Pierro – ma fortunatamente gran parte delle persone del corteo hanno espresso la loro solidarietà per quanto accaduto”.

Oggi però sono i nomadi a protestare davanti al Comune per chiedere più protezione e garanzie su chi pagherà i danni causati dalle violenze di ieri sera. “Lo Stato è
inerme e i cittadini chiedono certezze insieme a giustizia e sicurezza, priorità che oggi in Italia mancano”, conclude la Del Fallo.

“La tanta paventata necessità di sicurezza dell’attuale classe dirigente è stata giustificata con alcuni provvedimenti che si sono rilevati dei buchi nell’acqua. Non è la
difesa a garantire la sicurezza ma la tutela di tutti coloro che risiedono sul territorio e che non devono essere più soggetti di discriminazione”.

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