Accordo CETA Europa – Canada: AICIG esulta ma Coldiretti disapprova. Chi ha ragione?

Accordo CETA Europa – Canada: AICIG esulta ma Coldiretti disapprova. Chi ha ragione?

Le posizioni di AICIG e Coldiretti sono diametralmente opposte.

L’accordo Europa Canada è un bene per il Made in Italy oppure no?
Quali sono le imprese italiane che avranno più benefici e quali subiranno penalizzazioni?
Qui a seguire  le due posizioni prese dai comunicati stampa:
 
Inizio messaggio inoltrato:
Data: 20 settembre 2017 16:15:07 CEST
Comunicato stampa                           20 settembre 2017  
DOMANI ENTRA IN VIGORE L’ACCORDO CETA: UNA OPPORTUNITA’ PER IL RICONOSCIMENTO IN CANADA DEL PRINCIPIO DI TUTELA DI DOP E IGP
Entrerà in vigore domani 21 settembre, l’Accordo CETA ovvero l’accordo di liberalizzazione degli scambi commerciali e degli investimenti siglato a luglio tra Europa e Canada, con l’obiettivo primario di incrementare il commercio di beni, servizi ed investimenti sul mercato canadese. Una entrata in vigore che – in realtà – sarà solo provvisoria, in attesa della ratifica dei singoli parlamenti nazionali e regionali dell’Unione Europea, ma che comunque comporterà l’applicazione di tutte le disposizioni più importanti ovvero il riconoscimento e tutela delle DOP italiane, l’aumento progressivo delle quote export e una riduzione dei dazi, soprattutto per i prodotti lattiero-caseari.

 

Leo Bertozzi Segretario di AICIG

Su siffatto punto si esprime anche il Segretario di AICIG Leo Bertozzi, il quale sottolinea: “a parte le innegabili prospettive commerciali per i formaggi che beneficeranno del raddoppio delle quote di importazione in Canada – ha commentato –  il risultato basilare per il sistema DOP/IGP é il riconoscimento da parte del Canada del principio delle denominazioni tutelate: questo a fronte del persistente e sempre più forte contrasto al sistema europeo di tutela delle denominazioni che invece porta avanti il CCFN (Consortium FOr Common Food Names) USA”.

Siffatto accordo bilaterale prevede – nella parte relativa alla protezione dei prodotti e degli standard sociali – l’inclusione di clausole per uno sviluppo sostenibile, per la salvaguardia degli standard ambientali e sociali e l’eliminazione dei dazi sulla maggior parte dei beni e dei servizi, oltre ad essere operativo il mutuo riconoscimento della certificazione per una vasta gamma di prodotti. Il processo di globalizzazione infatti, se da un lato ha aperto la strada a una diffusione a livello planetario dei prodotti agroalimentari italiani, dall’altra ha rappresentato terreno fertile per i fenomeni di imitazione che i Consorzi stessi, con accordi internazionali di reciprocità cercano di contenere facendo politiche di informazione verso i consumatori a livello globale e facendo altresì leva su una regolamentazione più istituzionale del fenomeno.

 Quello canadese è un mercato dall’elevato appeal, con 40 milioni di potenziali consumatori i quali ad oggi valgono – solo per le esportazioni del settore caseario made in Italy – oltre 45 milioni di euro (fonte: Assolatte).

===== COLDIRETTI======
Inizio messaggio inoltrato:
Data: 20 settembre 2017 17:56:38 CEST
N.707 – 20 Settembre 2017
 
CETA: COLDIRETTI, REGALO A LOBBY CONTRO IL MADE IN ITALY
 

Roberto Moncalvo, Presidente Coldiretti

L’accordo CETA è un regalo alle grandi lobby industriali dell’alimentare che colpisce il vero Made in Italy e favorisce la delocalizzazione, con riflessi pesantissimi sul tema della trasparenza e delle ricadute sanitarie e ambientali. E’ quanto afferma la Coldiretti in occasione dell’entrata in vigore provvisoria dell’accordo economico e commerciale globale (Ceta) tra l’Ue e il Canada. Per la prima volta nella storia l’Unione Europea legittima – denuncia la Coldiretti – in un trattato internazionale la pirateria alimentare a danno dei prodotti Made in Italy piu’ prestigiosi, accordando esplicitamente il via libera alle imitazioni che sfruttano i nomi delle tipicità nazionali, dall’Asiago alla Fontina dal Gorgonzola ai Prosciutti di Parma e San Daniele, ma sarà anche liberamente prodotto e commercializzato dal Canada il Parmigiano Reggiano con la traduzione di Parmesan. La svendita dei marchi storici del Made in Italy agroalimentare non è solo un danno sul mercato canadese ma – sottolinea la Coldiretti – è soprattutto un pericoloso precedente nei negoziati con altri Paesi anche emergenti che sono autorizzati cosi a chiedere le stesse concessioni. Secondo la Coldiretti su un totale di 291 denominazioni italiane riconosciute, ben 250 non godono di alcuna tutela come ha denunciato la maggioranza dei Consorzi di tutela Il Ceta – denuncia la Coldiretti – uccide il grano duro italiano con il crollo dei prezzi favorito dall’azzeramento strutturale i dazi per l’importazione dal Canada dove peraltro viene fatto un uso intensivo di glifosate nella fase di pre-raccolta, vietato in Italia. E peserebbe anche – continua la Coldiretti – l’impatto di circa 50.000 tonnellate di carne di manzo e 75.000 tonnellate di carni suine a dazio zero. La Coldiretti è impegnata in una mobilitazione permanente contro la ratifica del trattato con l’iniziativa #stopCETA condivisa con un’inedita ed importante alleanza con altre organizzazioni Cgil, Arci, Adusbef, Movimento Consumatori, Legambiente, Greenpeace, Slow Food International, Federconsumatori, Acli Terra e Fair Watch) che chiedono di fermare un trattato sbagliato e pericoloso per l’Italia.

 
Redazione Newsfood.com
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