Berna, 25 Giugno 2007 – Il consigliere federale Pascal Couchepin, il commissario europeo per la ricerca Janez Potočnik e il ministro tedesco della ricerca e attuale presidente del
Consiglio europeo dei ministri della ricerca Annette Schavan hanno firmato oggi a Lussemburgo l’accordo bilaterale di cooperazione scientifica e tecnologica tra la Svizzera e l’Unione europea.
Questo documento suggella la partecipazione integrale della Svizzera al Settimo programma quadro di ricerca dell’Unione europea durante gli anni 2007-2013.
I programmi quadro di ricerca e sviluppo tecnologico rappresentano il principale strumento dell’Unione europea per attuare la politica comunitaria in materia scientifica e tecnologica.
L’obiettivo perseguito è quello di rafforzare la ricerca europea mediante il coordinamento sopranazionale. La partecipazione a tali programmi riveste grande importanza per la politica
svizzera in materia di scienza, innovazione e sviluppo economico.
Il consigliere federale Pascal Couchepin, il commissionario europeo per la ricerca Janez Potočnik e il ministro tedesco della ricerca Annette Schavan hanno firmato oggi l’accordo
bilaterale negoziato la scorsa primavera che suggella la partecipazione integrale della Svizzera al Settimo programma quadro di ricerca dell’Unione europea (2007-2013). I ricercatori svizzeri
possono così partecipare ai progetti condotti nell’ambito di tale programma con gli stessi diritti dei loro partner europei e beneficiare dei fondi erogati da Bruxelles, come era
già stato il caso per il programma quadro precedente (2003-2006).

L’accordo riconosce inoltre alla Svizzera il diritto di essere rappresentata nei comitati di direzione dei programmi specifici e in diversi organi di gestione strategica, ciò che le
garantisce un accesso privilegiato alle informazioni e voce in capitolo sulle decisioni relative al programma quadro in corso e alla definizione di quelli futuri.

Il preventivo globale del Settimo programma quadro ammonta a 54,6 miliardi di euro. Il contributo versato dalla Svizzera in adempimento all’accordo è stabilito in base al prodotto
interno lordo e s’aggira attorno ai 2,4 miliardi di franchi sull’arco di sette anni. Il relativo credito è stato approvato dalle Camere federali nel dicembre 2006.

Tra i campi di ricerca del Settimo programma quadro figurano tra l’altro le tecnologie dell’informazione e della comunicazione, la salute, l’energia, la nanotecnologia e l’ambiente, settori nei
quali la Svizzera vanta notevoli competenze nel confronto europeo. Inoltre nel nuovo programma quadro sarà sostenuta anche la ricerca fondamentale con l’istituzione di un Consiglio
europeo della ricerca e, rispetto alle precedenti generazioni di programmi, sono state rafforzate le scienze sociali e umane.

Il bilancio delle esperienze fatte con la partecipazione integrale della Svizzera al Sesto programma quadro è molto positivo. La quota di successo delle domande inoltrate per progetti
con partecipazione svizzera è pari al 24,4 per cento e si situa al di sopra della media europea (20,2 %). In base ai dati disponibili si calcola che il ritorno finanziario sotto forma di
stanziamenti per la ricerca svizzera sia pari al 100 per cento del contributo versato dalla Svizzera per il Sesto programma quadro.

I campi di ricerca prioritari della Svizzera nell’ambito del Sesto programma quadro sono stati i seguenti: «tecnologie dell’informazione», «scienze della vita e salute»
e «nanotecnologia, materiali e processi di produzione».

Il 60 per cento dei circa 2000 partecipanti svizzeri a progetti condotti nell’ambito del Sesto programma quadro di ricerca appartiene al settore universitario e il 30 per cento all’economia
privata. In quest’ultima categoria rientrano sia grandi imprese quali la società costruttrice di ascensori Schindler, sia imprese piccole quali la HTceramix SA (sviluppo di celle a
combustibile ceramiche).

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