Accordo filiera agroalimentare in Lombardia

Milano – Regione Lombardia insieme ai rappresentanti di tutti i settori della filiera agroalimentare ha messo a punto un programma di lavoro finalizzato alla tutela del potere
d’acquisto dei consumatori, è questo il senso dell’accordo che il presidente della Regione, Roberto Formigoni, la vice presidente e assessore all’Agricoltura, Viviana Beccalossi, e
l’assessore al Commercio, Fiere e Mercati, Franco Nicoli Cristiani, hanno sottoscritto oggi con i rappresentanti del sistema camerale e le organizzazioni di rappresentanza delle imprese della
filiera agroalimentare (CIA – Confederazione Italiana Agricoltori, Coldiretti, Confagricoltura, Confapi/UnionAlimentari , Confcommercio, Confcooperative, Confesercenti, Confindustria
Federalimentare, Federdistribuzione, LegaCoop e Unioncamere).

«Come istituzione – ha detto il presidente Formigoni – non siamo rimasti fermi di fronte al fenomeno della crescita dei prezzi, avviando l’iniziativa ‘Stop ai prezzi’ che, dopo sei mesi,
ha visto un grado di soddisfazione pari al 95% dei consumatori che ne hanno usufruito, circa un milione di famiglie. Un’iniziativa che è stata, poi, imitata anche da altre regioni nel
corso del 2008, il cui successo è da condividere con tutti i componenti della filiera,a partire dai produttori agricoli, dalle industrie di trasformazione per arrivare al sistema
distributivo».
«L’attenzione – ha ricordato l’assessore Nicoli Cristiani – è stata posta in particolare sulla tutela del potere d’acquisto, attraverso misure e interventi coordinati, in
collaborazione con tutte le componenti del settore agroalimentare. Risparmi realizzabili lungo tutta la filiera potranno tradursi realmente in un contenimento concreto dei prezzi».
«Il mondo agricolo- ha detto la vice presidente Beccalossi – ha partecipato concretamente a questo progetto. I suoi protagonisti sono gli stessi con cui, tre anni fa, abbiamo firmato il
‘Patto per la sicurezza e la qualità alimentare’. Perché oggi più che mai, in una fase caratterizzata da alcune situazioni di crisi dei prodotti alimentari, deve valere il
binomio qualità e contenimento dei prezzi, a supporto e tutela dei nostri prodotti tipici».

L’intesa siglata oggi, frutto di una fase di confronto che ha visto coinvolti tutti i soggetti (dalla produzione agricola, alla trasformazione agro-industriale fino alla distribuzione
all’ingrosso e al dettaglio) chiamati ad affrontare in forma strutturale il problema del rincaro dei prezzi, poggia su alcune linee di intervento:
– il contenimento dei prezzi al consumo, anche a seguito della positiva esperienza dell’iniziativa «Stop ai prezzi» (che dal 15 ottobre a oggi ha consentito a una famiglia di 4
persone, secondo stime dell’assessorato al Commercio, un risparmio di 500 euro grazie al blocco dei prezzi su un paniere di 150 referenze);
– l’educazione al consumo, per aiutare il consumatore a valutare e selezionare le offerte di acquisto;
– la trasparenza nella formazione del prezzo, con misure per una corretta informazione sull’effettiva composizione del prezzo e la sua ripartizione tra le diverse componenti della
filiera;
– l’efficienza e il governo delle filiere, per contrastare eventuali comportamenti speculativi.

Le iniziative di tutela del consumatore, però, non si fermano qui. «E’ mia intenzione – ha detto Formigoni – riunire i protagonisti del mercato dell’energia per valutare nuove
forme di rapporto con la filiera agroalimentare e aggregare la domanda di acquisto di energia per consentire alle imprese risparmi significativi che ricadano sul consumo finale; occorre, poi,
trovare strumenti di raccordo con le organizzazione di categoria per individuare codici di comportamento che valorizzino le buone prassi nel rapporto tra imprese e consumatore».
«Eventuali controversie – ha aggiunto il presidente – potranno trovare soluzione con gli strumenti della conciliazione e, se necessario, dell’arbitrato, grazie alla disponibilità e
alle competenze delle Camere di Commercio e delle loro Camere arbitrali».

L’accordo – che punta a sostenere, in una fase di continuo aumento dei prezzi al dettaglio, le fasce più deboli della popolazione pur nel rispetto del ruolo della libera impresa e della
sua funzione regolatrice del mercato – ha una durata di tre anni,e potrà essere rinnovato per un ulteriore periodo; ogni 6 mesi sarà redatto un rapporto sullo stato di avanzamento
del programma di lavoro concordato e sui risultati conseguiti con le misure introdotte.
«E’ la prima volta – ha concluso Formigoni – che l’intera filiera agroalimentare individua concordemente un programma di azioni, in sintonia tra le sue componenti e facendo squadra con
un’ istituzione come Regione Lombardia che ha fatto del partenariato pubblico – privato il proprio metodo di lavoro».

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