L’accordo raggiunto al vertice Ue sugli obiettivi da centrare per ridurre i gas serra e sviluppare le energie rinnovabili è di grande rilievo, rappresenta un punto fermo e vincolante per
uno sviluppo realmente sostenibile e apre all’agricoltura nuove prospettive nel campo delle agroenergie. Così si è espressa la Cia-Confederazione italiana agricoltori sul
documento siglato oggi a Bruxelles dai Capi di stato e di governo dei 27. L’obiettivo vincolante del 20 per cento, entro il 2000, del totale dei consumi di energia da finti rinnovabili
costituisce -afferma la Cia- una svolta rilevante e permette all’agricoltura di sviluppare strategie e piano nel campo dei biocarburanti.
D’altra parte, proprio l’agricoltura può svolgere un ruolo di grande rilevanza contro smog ed effetto serra Un adeguato sviluppo delle agroenergie, che hanno un bassissimo impatto
ambientale, è, infatti, in grado di contribuire -sottolinea la Cia- ad aprire prospettive nuove e a frenare inquinamento e surriscaldamento.
In Italia -rileva la Cia- vi sono grandi potenzialità per far decollare l’intero settore agroenergetico, ma è necessaria un’azione che punti con decisione a politiche di sviluppo
per le fonti energetiche rinnovabili di origine agricola e forestale e di supporto alle imprese agricole che si organizzano per coltivare, produrre e vendere energia. Ora con l’accordo di
Bruxelles questo è possibile e, quindi, occorre che il Piano energetico nazionale tenga in debito conto il ruolo primario che il settore primario può svolgere in questo
particolare contesto.
Biodiesel, bioetanolo, olio vegetale puro e biogas, tutti combustibili prodotti da materie prime agricole, possono rappresentare -sostiene la Cia- una concreta opportunità per le imprese
agricole e una risposta significativa agli obiettivi di riduzione delle emissioni in atmosfera. In questo ambito la firma del contratto quadro sui biocarburanti rappresenta certamente un primo
significativo passo per lo sviluppo delle agroenergie, per dare vita ad una filiera nazionale e per rispondere agli obiettivi posti dal Protocollo di Kyoto.
L’agricoltura e gli agricoltori -sostiene la Cia- hanno il diritto di entrare a pieno titolo nel panorama delle energie rinnovabili, perché dai campi, dai boschi, dagli allevamenti
è possibile, oggi, produrre e risparmiare tanta e buona energia pulita. Basti pensare alla produzione del biodiesel, di bioetanolo, alla produzione di energia elettrica o termica con la
combustione del legno e così via. Tutte fonti attraverso cui è possibile creare sviluppo economico locale, occupazione, miglioramento ambientale e, quindi, riduzione
dell’inquinamento atmosferico. Insomma, l’agricoltura può e contribuisce ad assorbire la CO2 prodotta da altri settori.

www.cia.it