In alcune regioni dell’Asia centrale il problema delle acque contaminate è una grave emergenza a causa della continua diffusione di patologie: colera, febbre tifoidea, epatite A e altre
patologie correlate all’acqua aumentano la mortalità, soprattutto nei bambini.

L’Italia offrirà il suo contributo per il raggiungimento degli obiettivi previsti nel Protocollo sull’Acqua e la Salute dell’OMS-UNECE . L’Istituto Superiore di Sanità
coordinerà e ospiterà per la prima riunione una task force sui sistemi di sorveglianza delle patologie trasmesse con acque contaminate (WBD, water borne diseases).

Il lavoro del gruppo, composto dai rappresentanti di oltre 10 Paesi, sarà innanzitutto quello di individuare attraverso un questionario i sistemi di sorveglianza delle WBD , il carico
delle patologie, le zone critiche ed elaborare risposte efficaci e specifiche da fornire per adeguate misure di prevenzione.

Attraverso un programma di formazione del personale dei Paesi interessati saranno in seguito elaborate linee guida che da un lato arginino le patologie e dall’altro offrano sistemi stabili di
prevenzione. Nell’arco di tre anni sono previste da parte della task force sei missioni nei Paesi interessati.

E’ necessario sottolineare che il problema dell’acqua contaminata non riguarda soltanto i Paesi poveri ma anche regioni dell’Europa centrale, compresa l’Italia. Ma se in queste zone le
patologie connesse all’acqua sono tenute sotto controllo, nei Paesi in cui la capacità di prevenzione e di intervento è carente il problema diventa grave e incide sul livello di
mortalità. La task force elaborerà un piano di formazione in modo da offrire le competenze necessarie per formulare un migliore sistema di controllo e sorveglianza, che
terrà conto delle specifiche caratteristiche dei Paesi interessati, attraverso frequenti incontri del gruppo di lavoro e workshop annuali per fare il punto della situazione sui risultati
ottenuti e su eventuali nuovi interventi da promuovere. Il punto chiave è quindi l’assistenza alle parti nel rafforzamento dei sistemi di sorveglianza, nell’identificazione delle cause
delle epidemie, nella formulazione di sistemi di allerta rapidi e di piani di adeguati per prevenire, controllare e ridurre le patologie correlate all’acqua. I sistemi di sorveglianza saranno,
infatti, rivisti e verranno individuati i principali “gap”, sarà migliorato il sistema di analisi e interpretazione dei dati.
L’obiettivo del lavoro della task force è quello di raccogliere nel prossimo biennio tutti i dati possibili e individuare le criticità in modo da formulare le linee guida che
saranno adottate dalle parti. Tali linee guida saranno diffuse alla fine del 2009 (o inizio 2010) nell’ambito di un secondo meeting che si terrà in Romania.

Enzo Funari – chairman della task force – Dipartimento Ambiente e connessa prevenzione primaria (Qualità degli ambienti acquatici e delle acque di balneazione)