Acrilammide è cancerogeno: si evita con una giusta cottura

Acrilammide è cancerogeno: si evita con una giusta cottura

Panettone, patate e pizza cancerogeni? Dipende dal metodo di cottura

Come evitare la formazione di Acrilammide: pubblicato un documento dall’Associazione per la Sicurezza Nutrizionale in Cucina e Art joins Nutrition Academy, in collaborazione con i ricercatori dell’Università di Parma.

La crosta del panettone, pizza e pane ben cotti, la superficie dei biscotti, il marroncino delle patate fritte o al forno, i corflakes tostati, le fette biscottate e il caffè solubile celano un cancerogeno più pericoloso dell’olio di palma e del fumo della cottura alla griglia. Parola di EFSA, L’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare.

Ecco come riconoscerlo ed evitarla.
https://www.efsa.europa.eu/it/panels/contam

L’acrilammide è una sostanza cancerogena e genotossica. Si forma naturalmente negli alimenti contenenti l’amminoacido asparagina e zuccheri come cereali, patate, caffè quando questi sono esposti a temperature superiori ai 120°C.

Cotture al forno o alla griglia, fritture e tostatura generano la produzione di questa sostanza nociva per il nostro organismo.

Cancerogeno pericoloso: scopri perché

schemaL’Autorità per la Sicurezza Alimentare (EFSA) ha dichiarato a giugno 2015 che l’assunzione di acrilammide è così alta in Europa da aumentare il rischio di cancro nei consumatori di tutte le fasce d’età, in particolare tumore all’endometrio, ovaio e reni. L’acrilammide produce inoltre effetti nocivi sul sistema nervoso, sullo sviluppo prenatale e postnatale e sulla riproduzione maschile.

Link https://www.efsa.europa.eu/it/press/news/150604

pane2Come si forma l’acrilammide?

Quando cuciniamo un alimento si innesca la cosiddetta “reazione di Maillard”, ovvero grazie all’energia fornita dal calore, gli zuccheri e le proteine si fondono per dare una nuova consistenza al cibo.

In conseguenza della “reazione di Maillard” che avviene appunto tra un amminoacido e uno zucchero, si forma l’acrilammide che dà alla pietanza quell’aspetto abbrustolito che noi percepiamo come gustoso.

Come posso capire se l’alimento contiene Acrilammide?

Il colore degli alimenti è un valido aiuto nel riconoscere la presenza di acrilammide nei cibi. È il marroncino delle patate rosolate o fritte: più sarà scura ed estesa l’area interessata e maggiore sarà la quantità di acrilammide presente nei cibi. Se al contrario il colore è dorato la presenza di acrilammide potrebbe essere trascurabile.

L’ASSIC Associazione Per La Sicurezza Nutrizionale In Cucina in collaborazione con i ricercatori dell’Università di Parma e con Art joins Nutrition Academy, l’Accademia Europa di Nutrizione Culinaria, ha stilato un prezioso documento che fa vedere la correlazione tra colorazione delle patate e contenuto di acrilammide.
SCARICA QUI IL DOCUMENTO.

A questo proposito, l’EFSA ha dichiarato che non si può definire una dose sicura, ma una dose con effetto trascurabile che è pari a 0,17 mg per kg di peso corporeo al giorno, calcolata in base agli esperimenti sugli animali. Per l’uomo è auspicabile un margine di esposizione 10.000 volte più basso pertanto vediamo un esempio pratico:
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I dati non sono rassicuranti: per un uomo adulto che pesa 60 Kg la dose “innocua” giornaliera potrebbe essere contenuta in 3 grammi di patatine fritte o al forno. Considerando che la dose innocua dipende dal peso corporeo, i bambini rappresentano la fascia d’età più a rischio.

I prodotti alimentari che maggiormente apportano acrilammide sono: patate, caffè solubile, prodotti da forno e da colazione.

Come evitare la formazione di Acrilammide in cottura?

L’ASSIC Associazione Per La Sicurezza Nutrizionale In Cucina in collaborazione con i ricercatori dell’Università di Parma e con Art joins Nutrition Academy, l’accademia Europa di Nutrizione Culinaria, ha stilato un prezioso documento per aiutare cuochi, industrie e consumatori ad evitare la formazione di acrilammide in cottura.
SCARICA QUI IL DOCUMENTO.

L’EFSA ha preparato una sintesi non tecnica (per i non addetti ai lavori) del parere scientifico per agevolarne la comprensione e spiega alcuni aspetti aggiuntivi di questo suo lavoro nel documento contenente le “domande frequenti” sull’acrilammide negli alimenti.

Di seguito alcuni consigli tratti dal documento per ridurre la presenza di acrilammide:

1.       Per le patate conservate a temperatura ambiente, superiore agli 8°C, sviluppano meno acrilammide in cottura così come quelle appena raccolte.

2.       L’acidità riduce la formazione del cancerogeno per cui si consiglia di sbollentare le patate per circa 6-8 minuti in acqua e aceto prima di friggerle o cuocerle al forno e di tagliarle in modo uniforme per evitare che quelle più piccole si brucino facilmente.

3.       è meglio cucinare per più tempo un alimento ad una temperatura più bassa, piuttosto che per poco tempo a temperatura alta perché l’acrilammide si forma più velocemente a temperature superiori ai 180°C.

4.       I prodotti integrali producono più acrilammide, quindi attenzione, il colore deve essere appena dorato. Per i cereali, pane e pizza è consigliabile utilizzare farine addizionate con altre fibre, come ad esempio la fibra di bambù, anziché farine integrali o di segale.

5.       Aggiungere foglie di tè verde alle ricette riduce la formazione del cancerogeno

Perché nessuno ne parla?
La notizia lanciata da EFSA non è stata ripresa dai mass media, forse perché “scomoda” per produttori di biscotti, patatine e caffè solubile così come per panettieri, pizzaioli, pasticceri e cuochi. ASSIC, l’Associazione per la Sicurezza Nutrizionale in Cucina, preoccupata per l’elevata esposizione della popolazione, oltre a lanciare l’allarme ha stilato un documento per limitare la formazione di Acrilammide in cottura, dettagliando metodi e procedure ben precise.
SCARICA QUI IL DOCUMENTO.

Dove si impara come evitare la formazione di cancerogeni in cucina e nell’industria?

La Nutrizione Culinaria è la branca della nutrizione che studia cosa avviene durante le cotture, come variano i nutrienti dei cibi a seconda dei metodi di cottura e a seconda delle combinazioni degli ingredienti in ricetta. La Nutrizione Culinaria studia anche quali sostanze nocive si possono formare durante i processi di trasformazione e cottura degli alimenti o possono migrare dai materiali a contatto con gli alimenti. E’ quindi la scienza che studia anche come evitare la formazione di tali sostanze attraverso specifici metodi di cottura e abbinamenti degli ingredienti in ricettazione.

La Culinary Nutrition è sorta nel 1999 negli Stati Uniti come laurea specialistica per cuochi e nutrizionisti e la prima Accademia in Europa, sorta nel 2012, è Art joins Nutrition Academy  con sedi a Parma, Milano, Pordenone e Carsoli (vicino a Roma).

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“Cibo&Salute” è una rubrica di Newsfood.com
a cura della D.ssa Chiara Manzi

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La dott.ssa Chiara Manzi, direttore scientifico del progetto Cucina Evolution e fondatrice di Art Joins Nutrition Academy

La dott.ssa Chiara Manzi è direttore scientifico del progetto Cucina Evolution e fondatrice di Art Joins Nutrition Academy – Da agosto 2015 cura la rubrica Cibo&Salute su Newsfood.com

CHI E’ CHIARA MANZI
La D.ssa Chiara Manzi è una dietista che ama la buona cucina e odia le diete.
Il suo sogno è trasformare i piatti più golosi della cucina italiana in elisir di lunga vita: il benessere anti-aging … (segue)

 

Contatti: Redazione Newsfood.com

 

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