Addio alle ostriche selvatiche

Addio alle ostriche selvatiche

Che gourmet e buongustai si mettano il cuore in pace: le ostriche selvatiche sono sulla strada dell’estinzione, fenomeno che potrebbe completarsi nel giro di pochi anni. Allora, le tavole
diventeranno dominio esclusivo delle varietà d’allevamento.

Queste le conclusioni di una ricerca dell’Università della California e dell’organizzazione ecologista Nature Conservancy, diretta da Michael Beck e pubblicata da “Bioscience”.

Gli studiosi hanno preso in esame lo stato di salute di 144 baie e 44 ecoregioni, tradizionalmente grandi produttrici di ostriche, mettendo a confronto i dati sulla raccolta degli ultimi anni.

E’ allora emerso come la netta maggioranza (90%) dei banchi di ostriche si sia estinto e che tali frutti di mare stiano scomparendo: in diverse aree la presenza di ostriche native è
inferiore all’1%, il che fa considerare le ostriche in questione “Funzionalmente estinte”.

Inoltre, gli esperti fanno notare come il 75% delle ostriche selvatiche in commercio arrivino da 5 grandi ecoregioni: esclusa però la regione del Nord America, le restanti regioni sono
in rapido declino. Riassumendo, “Una volta le ostriche dominavano diversi estuari, di cui erano un elemento fondamentale per l’ecosistema, ma secoli di sfruttamento uniti alla degradazione
delle coste hanno ormai spinto i banchi nativi sull’orlo dell’estinzione in quasi tutto il mondo”.

Raccolta sregolata, introduzione di specie straniere e cambiamenti ambientali: questi in sintesi, i fattori che stanno eliminando le ostriche selvatiche.

E se la situazione americana è grave, quella europea non è certo tranquilla. Da anni, un virus colpisce gli esemplari del Vecchio Mondo, con risultati devastanti soprattutto per
gli allevamenti francesi ed irlandesi. Tale patogeno è attivo da una decina d’anni ed ha regolari picchi di attività tanto che è è stata avviata una selezione
genetica dei ceppi resistenti che richiederà alcune generazioni di ostriche, che si riproducono in due-tre anni.

Infine, va notato come i frutti di mare in questione abbiano un rapporto stretto con l’Italia. Il Belpaese è l’importatore numero uno al mondo di ostriche: 7500 tonnellate, in
maggioranza allevate della varietà ostrica concava, a fronte di solo 300 tonnellate di made in Italy. Le ostriche nazionali arrivano principalmente da Sardegna e Lazio, ed anch’esse
hanno subito l’attacco del virus continentale, con cali della produzione.

FONTE: “Oysters at Risk: Gastronomes’ Delight Disappearing Globally” AIBS Bioscience Press Releases February 2011

Matteo Clerici

ATTENZIONE: l’articolo qui riportato è frutto di ricerca ed elaborazione di notizie pubblicate sul web e/o pervenute. L’autore, la redazione e la proprietà, non
necessariamente avallano il pensiero e la validità di quanto pubblicato. Declinando ogni responsabilità su quanto riportato, invitano il lettore a una verifica, presso le fonti
accreditate e/o aventi titolo.

Leggi Anche
Scrivi un commento