Addio all’ultima speranza: i resti nell’Oceano Atlantico sono quelli dell’airbus dell’Air France, la conferma dal Brasile, 10 gli italiani a bordo

Addio all’ultima speranza: i resti nell’Oceano Atlantico sono quelli dell’airbus dell’Air France, la conferma dal Brasile, 10 gli italiani a bordo

Addio a qualunque speranza. Arriva la conferma: i rottami ritrovati oggi nell’Oceano Atlantico quelli dell’Airbus dell’Air France scomparso ieri con 228 passeggeri a bordo, tra cui 10 italiani.
“Non ci sono dubbi”, ha detto il ministro brasiliano della difesa, Nelson Jobim. L’Aeronautica brasiliana aveva reso noto, in mattinata, che erano stati trovati dei rottami metallici, che
potevano appartenere all’Airbus di Air France scomparso. Il ritrovamento è avvenuto a circa 650 chilometri dall’isola di Fernando de Noronha.In tarda serata la conferma che si tratta
proprio dei resti del volo AFF 477 partito da Rio e mai arrivato a Parigi. Il colonnello della Forza aerea brasiliana, Jorge Amaral, aveva precisato che tra i rottami trovati figurano “una
poltroncina dell’aereo, alcuni rottami bianchi” e che sono state individuate “macchie di olio e cherosene”.
La ricostruzione dell’incidente è un giallo
Si tinge di giallo la tragedia dell’airbus dell’Air France, scomparso con 228 persone a bordo. Il ministro della Difesa francese ha dichiarato, infatti, che “non si può escludere l’ipotesi
dell’attentato”. Ma l’affermazione è cautissima. Infatti Hervé Morin, questo il nome del ministro, premette che “tutte le ipotesi devono essere prese in esame”. E poi aggiunge che
“Non abbiamo il diritto di escludere per definizione l’azione terroristica perché è la minaccia principale per l’insieme delle democrazie occidentali”, ha sottolineato su Europe-1,
“Ma noi non abbiamo al momento alcun elemento che permetta di confermare in un periodo così breve quale sia la causa dell’incidente. Lasciamo che l’inchiesta si svolga”. Il ministro
francese dello Sviluppo incaricato anche dei Trasporti, Jean-Louis Borloo, ha sottolineato alla stessa emittente di non privilegiare “alcuna ipotesi”. Interpellato sullo studio delle liste dei
passeggeri con la polizia (per le ricerca di eventuali obiettivi del terrorismo) Borloo ha spiegato che “è assolutamente classico” e che “il nostro dovere è di vagliare tutte le
informazioni, qualunque esse siano”. Intanto al largo del Senegal, sarebbero stati trovati dei resti che, secondo il governo senegalese, potrebbero essere quelli dell’aereo dell’Air France. Ma
c’è chi accredita maggiormente l’ipotesi che l’aereo sia precipitato al largo dell’isola di Fernado de Noronha, dove sono state concentrate le ricerche.     I nomi dei tre veneti
  In qualche modo si conoscono anche i nomi dei tre passeggeri veneti, grazie al quotidiano La Nuova Venezia, che li ha pubblicati. Si tratterebbe della responsabile di origine brasiliana di
un’associazione internazionale per la difesa dei diritti delle donne straniere, di suo marito, un maresciallo in pensione, entrambi residenti al Lido di Venezia, Enzo Canaletti e Angela Cristina
de Oliveira impegnata in una Ong nella lotta contro la tratta delle donne, nel Ciods, Centro Internazionale di Orientamento e difesa della donna straniera). Al Ciods collaborava anche il marito,
Enzo Canaletti, maresciallo in pensione (li vedete entrambi nella foto). Sullo stesso volo anche il veronese Agostino Cordioli di 73 anni, che si trovava in Brasile per lavoro. La Farnesina non
conferma, ma è possibile che ora siano noti i nomi di tutte e dieci le vittime italiane.
  Le notizie precedenti Ancora non si sa dov’è finito l’Air France partito con il volo AAF 477 da Rio de Janeiro e mai arrivato all’aeroporto Charles de Gaulle di Parigi ieri mattina.
Un responsabile della Forza aerea brasiliana ha annunciato che macchie arancione, che potrebbero essere fiamme, sono state avvistate al largo dell’isola Fernando de Noronha. Intanto sono stati
resi i noti i nomi di altri passeggeri italiani a bordo. C’è, prima di tutto, quello di Claudia Degli Esposti, 55 anni, di ritorno da una Fiera tessile nel Paranà, dove era andata
per un’iniziativa promossa dalla Regione Emilia-Romagna, di cui era funzionario. Poi ci sono tre altoatesini: Georg Martiner, Alexander Paulitsch e Georg Lercher. Altre verifiche sono in corso da
parte della Farnesina, perché in alcuni caso i passeggeri avevano un passaporto con doppia nazionalità. E’ il caso di un’altra donna italiana, che viaggiava con un passaporto
brasiliano. L’Air France ha spiegato, intanto, che l’Airbus . che aveva 5 anni di vita – era stato appena revisinato da cima a fondo. Era, dunque, in perfette condizioni e questo accresce i dubbi
sulle cause della tragedia.
    Nessuna speranza, 228 scomparsi nell’Oceano Nessuna speranza per il volo AAF 477 Air France da Rio a Parigi, scomparso stamattina dai radar. Queste le ultime notizie provenienti
dalla Francia. Sarkozy ha chiesto di fare ogni sforzo per ritrovare l’aereo, ma la situazione sembra disperata. “Le prospettive di trovare dei sopravvissuti sono molto poche”: ha ammesso il
presidente francese Nicolas Sarkozy, dopo aver incontrato all’aeroporto Charles de Gaulle di Parigi le famiglie dei passeggeri a bordo del volo 447 inabissatosi nell’Atlantico. Sarkozy ha poi
precisato che «non c’è alcun elemento preciso su quello che è successo» all’aereo partito da Rio de Janeiro e diretto a Parigi.
La storia: un aereo dell’Air France, un airbus 330, con 228 persone a bordo (216 passeggeri e 12 membri dell’equipaggio) è partito da Rio de Janeiro alle 19 di ieri sera (ora brasiliana,
mezzanotte ora italiana). Tra loro c’ersano 7 bambini, un neonato, 82 donne e 126 uomini. La maggioranza dei passeggeri dell’Airbus A330-200, 61, sono di nazionalità francese; 58 sono
brasiliani; 26 tedeschi, 9 cinesi, 5 britannici, 6 svizzeri, 5 libanesi, 4 ungheresi, 3 slovacchi, 3 norvegesi, 3 irlandesi, 2 americani, 2 spagnoli, 2 marocchini e due polacci. A bordo ci sono
poi un cittadino per ognuno dei seguenti Paesi: Sudafrica, Argentina, Austria, Belgio, Canada, Croazia, Danimarca, Islanda, Estonia, Gambia, Olanda, Filippine, Romania, Russia, Svezia e
Turchia.
Secondo l’elenco delle autorità brasiliane, gli italiani sono 9. Secondo la Farnesina, invece, almeno 10.  

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