Adusbef: «aumentano i pignoramenti ed esecuzioni immobiliari»

«Sono sempre di più le famiglie italiane in difficoltà per pagare la rata del mutuo, quelle con problemi di insolvenza sono circa 110 mila, mentre 420 mila sono invece
quelle in difficoltà su una platea di circa 530 mila famiglie.

Occorre, dunque, vigilare con gli strumenti necessari su una vicenda che sta diventando paradossale e sulle prepotenze attuate da alcune banche, perché in caso di inadempienza delle
disposizioni di legge non è prevista una specifica sanzione. Il consumatore è lasciato solo. Forse nelle norme andavano previste misure in caso di inadempienza «ma chi
poteva pensare che banche così importanti non si sarebbero adeguate alla legge ?»

Le denunce del presidente dell’Antitrust Catricalà,sulla totale illegalità bancaria non possono cadere nel vuoto,ma devono essere raccolte dall’autorità che vigila sulle
banche con un doveroso commissariamento degli istituti di credito che fanno melina e non rispettano le leggi,e qualora il signor Draghi non dovesse procedere con urgenza,Governo e Parlamento
debbono a loro volta a commissariare una Banca d’Italia collusa con le banche e che non fa il proprio dovere.
Adusbef in tempi non sospetti aveva denunciato i soprusi e gli arbitrii delle banche, come aveva monitorato l’aumento di pignoramenti ed esecuzioni immobiliari e la costituzione,da parte di Abi
e banche, di Asteimmobili, per facilitare i fallimenti. Ecco un comunicato del 10 novembre 2007.

«Mentre Abi e banche continuano la loro sporca melina per non applicare il decreto Bersani, che impone la portabilità e la surroga dei mutui senza alcun onere per i consumatori,
richiedendo spese di istruttoria, di perizia e notarili (fino a 2.700 euro non dovute), si continua a registrare un vero e proprio boom di pignoramenti ed esecuzioni immobiliari in un campione
significativo di Tribunali, ben 18 monitorati dall’Adusbef con immensa fatica.
Su 3,5 milioni di famiglie che hanno contratto un mutuo per acquistare una casa negli anni scorsi, ben 3,2 milioni, ossia il 91% è stato indotto,dai cattivi ed interessati consigli delle
banche,a sottoscrivere contratti con tassi variabili quindi esposti alle turbolenze dei mercati, in presenza di tassi fissi al minimo storico,sconsigliati oppure non erogati affatto dalle
banche,quando tutti gli indicatori economici che segnalavano una imminente stretta monetaria, avrebbero dovuto indurre gli istituti di credito a maggiore prudenza per debiti di così
lunga scadenza.
Dalla prima stretta monetaria Bce del dicembre 2005,che aumentò i saggi dal 2 al 2,25%, è iniziato un lungo calvario per milioni di famiglie che si sono viste aumentare le rate di
ben 116 euro al mese su un mutuo di 100.000 euro, quindi di ben 1.400 euro a regime su base annua, che invece di essere aiutate dalle banche per trovare soluzioni per uscire dal rischio di
insolvenza,vengono spinte verso il fallimento, per i noti e denunciati interessi degli istituti di credito in Asteimmobili, società operante nei tribunali gestita dall’Abi e dalle
banche.
L’insostenibile pesantezza della rate per pagare i mutui,aumentate del 40 ed anche del 50% dal 2005,porta sempre più famiglie italiane a non poter onorare le rate dei mutui, impegno
sempre più gravoso che si traducono,per almeno 1,9 milioni di mutuatari ad un rischio reale di insolvenza al punto che, secondo le stime dell’Adusbef, che ha raccolto i dati nei maggiori
tribunali con fatica e tenacia, le stime di quest’anno sul numero di pignoramenti ed esecuzioni, potrebbe salire del 23% .

Il peso insostenibile sui portafogli delle famiglie è rappresentato dal fatto che i mutui erogati, sono in gran parte, il 91%, a tasso variabile, quindi suscettibili,anche per la
rapidità delle banche italiane di trasferire le decisioni di politica monetaria sui debitori, ad ogni ritocco del costo del denaro, ignorando l’art.10 del decreto Bersani sulla simmetria
dei tassi che dovrebbe trasferire le manovre dei saggi anche sui depositi e di libretti di risparmio, mentre la media dei mutui è aumentata a 130.000 euro con una durata media dei nuovi
mutui erogati che si è allungata: nel 2004, era pari a 18,4 anni, mentre nel 2006 si è attestata a 22,2 anni, con un aumento del 19,4%.
Il caro-casa pesa su 3,6 milioni di famiglie italiane, di cui 1,7 milioni è alle prese con l’affitto mentre il restante 1,9 milioni fatica ad onorare a fine mese il pagamento della rata
del mutuo. Secondo le stime,quindi le procedure immobiliari o pignoramenti sarebbero pari al 3,5% del totale dei mutui, quindi a circa 120.000 su 3,5 milioni del totale, perchè? la
maggior parte di essi è stato erogato a tasso variabile e risente del rialzo dei tassi della Bce, quando negli anni 2003-2004 i tassi di interesse erano arrivati ai minimi storici e
tutti gli indicatori stimavano un loro aumento.
Sono frottole le lungaggini dei 7 anni raccontate,perché con la nuova legge fallimentare entrata in vigore nel 2004, le banche mandano le case all’asta con procedure massime di 3
anni,quindi stanno maturando quelle procedure iniziate nel 2004, che portano ad avvicinarci pericolosamente agli Usa, ad un boom di pignoramenti ed esecuzioni immobiliari,con aumenti stimati
nel 2007 rispetto al 2006, da un minimo di un 15-18% dei Tribunali di Pinerolo e Mantova,ad un più 19% di Padova e Rovigo; ad un 21-22% di Roma e Milano,ad un 24% di Torino e Bari;
25% Firenze e Monza; 28%-29% Venezia, Nocera e Napoli; ad un 41% dell’Aquila, con una media del 23%. E tale situazione di insolvenza è destinata ad aumentare e ad allargarsi
ulteriormente nei prossimi mesi, in assenza di interventi tesi a rinegoziare i mutui senza oneri con allungamento vita residua o provvidenze sugli interessi a favore delle famiglie più
deboli.

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