Roma, 29 febbraio 2008 – Il freddo estremo ha messo in ginocchio il settore zootecnico afgano, causando da dicembre ad oggi la morte di oltre 300000 capi di bestiame ed
incidendo pesantemente sulle condizioni di vita della popolazione, ad aggravare le già precarie condizioni delle famiglie povere vi sono i prezzi alti dei combustibili, dell’olio
vegetale e dei cereali, che mettono a repentaglio la possibilità di avere accesso al cibo.

Secondo un rapporto della FAO il freddo intenso che ha colpito il paese – questo è stato l’inverno più rigido degli ultimi 30 anni – ha causato anche la morte di oltre 800
persone, ed ha avuto gravi conseguenze su molte altre, in particolare i pastori e le loro famiglie, alcuni dei quali a causa del congelamento hanno perduto l’uso degli arti.

Il rifornimento di cibo e di medicinali ha subito un rallentamento poiché molte strade sono bloccate dalla neve. Le colture invernali nelle zone più colpite sono state gravemente
danneggiate, in particolare gli ortaggi, la principale fonte di nutrimento durante i mesi invernali.

Situazione grave

«La situazione è molto preoccupante», dice Samuel Kugbei, rappresentante della FAO in Afghanistan. «Il bestiame è un’ancora di salvezza per molte delle famiglie
colpite, molte delle quali hanno una situazione alimentare già precaria. Senza aiuti, essi rischiano un’insicurezza alimentare ancora maggiore».

In collaborazione con il Ministero dell’Agricoltura, dell’Irrigazione e della Zootecnia afgano, la FAO ha distribuito 20 tonnellate di foraggio nella città di Herat, una delle province
più colpite, e sta fornendo circa 60 tonnellate di mangime concentrato agli agricoltori più colpiti della Provincia di Bamyan.

L’agenzia delle Nazioni Unite ha lanciato un appello per oltre 2 milioni di dollari per distribuire altre 1.500 tonnellate di foraggio, ma anche vaccini, trattamenti multi-vitaminici e
anti-parassitari per il bestiame di 50.000 famiglie vulnerabili. Finora ECHO – il Dipartimento aiuti umanitari della Commissione Europea – si è impegnato con più di 500.000
dollari per fornire 500 tonnellate di foraggio concentrato.

Deficit d’importazioni

A causa dell’alto prezzo del grano a livello mondiale e del basso potere di acquisto della maggior parte della popolazione quest’anno il fabbisogno di importazioni commerciali di 550.000
tonnellate di grano, il principale alimento di base, potrebbe non essere soddisfatto. Si valuta che saranno necessari circa 100.000 tonnellate di grano in aiuti alimentari, ma questa stima
potrebbe dover essere rivista al rialzo.

Le prime previsioni sulla produzione di grano per il 2008 appaiono tuttavia favorevoli. Secondo la FAO le pesanti nevicate di gennaio hanno aiutato a compensare le scarse piogge registrate
all’inizio della stagione. E’ difficile in questa fase, secondo la FAO, fare una stima esatta dei danni subiti dalla produzione cerealicola nelle zone maggiormente colpite, poiché la
maggior parte delle coltivazioni sono ancora coperte dalla neve.

Rischio d’inondazioni

Con l’aumentare delle temperature, la neve sta cominciando a sciogliersi sulle montagne e si prevede che questo causerà in primavera lo straripamento dei principali fiumi. La FAO
è al lavoro con le autorità che gestiscono i disastri nazionali, con le altre agenzie ONU e con tutti gli altri partner umanitari, per preparare un piano di risposta rapido alle
inondazioni.