Aumentare i livelli massimi di aflatossine per mandorle, pistacchi e nocciole, non dovrebbe incidere in maniera significativa sull’esposizione giornaliera totale a queste tossine per le
persone. Questo vale se si considerano tutte le potenziali fonti alimentari di aflatossine e quindi il rischio di tumori che queste sostanze possono aumentare.
Queste sono le conclusioni del Pannello di esperti dell’EFSA sui contaminanti (CONTAM) in merito all’aumento dei livelli massimi di aflatossine in questi tre alimenti, proposto nel recente
incontro del Codex Alimentarius. I livelli sarebbero diversi rispetto a quelli tuttora in vigore nella UE, che sono di 4 µg/kg per
le aflatossine totali (somma delle aflatossine B1, B2, G1 e G2) in mandorle, nocciole e pistacchi. Il valore proposto a livello Codex sarebbe di 8 o 10
µg/kg, considerando i livelli di consumo di questi alimenti nella UE e l’assunzione di aflatossine da altri alimenti.
Per valutare gli effetti di un possibile cambiamento nei livelli massimi di queste micotossine per le mandorle, le nocciole ed i pistacchi, gli esperti hanno valutato l’esposizione attraverso
la dieta per limiti di 4, 8 e 10 µg/kg, rispettivamente. Questi calcoli hanno indicato che l’aumento dei livelli massimi di
aflatossine totali da 4 a 8 o 10 µg/kg potrebbe provocare delle variazioni assolute (aumenti) molto ridotte nel complesso delle
diete degli europei. Nonostante l’aumento assoluto delle aflatossine, le concentrazioni medie rimarrebbero inferiori a 1 µg/kg,
come hanno evidenziato anche i risultati di esperimenti. Soprattutto, valutando i dati europei sull’esposizione alle aflatossine attraverso la dieta, gli esperti hanno valutato che il
contributo di questi tre alimenti è solamente una piccola percentuale dell’esposizione totale a queste tossine. In particolare, sembra che un aumento dei livelli massimi di aflatossine
in queste tre noci corrisponderebbe in effetti ad un aumento medio dell’esposizione totale (attraverso la dieta) a queste sostanze solo di circa l’1%. Le valutazioni effettuate per i bambini
sono risultate complessivamente simili a quelle effettuate per gli adulti.
Le valutazioni effettuate hanno indicato che, nelle persone che consumano maggiormente questi alimenti, un aumento dei livelli per le aflatossine totali considerati potrebbe aumentare
l’esposizione attraverso la dieta fino ad un valore non superiore al 20%. Inoltre, i dati disponibili sui controlli relativi alle nocciole ed ai pistacchi, prima dell’esportazione, hanno
indicato che l’aumento dei livelli massimi per le aflatossine totali considerati, potrebbe comportare fino ad un massimo del 6% in più di lotti di queste noci sul mercato comunitario.
Non ci sono dati disponibili, però, per le mandorle.

** Il commercio internazionale richiede un adeguamento delle norme sanitarie. La posizione della UE è sempre stata molto restrittiva, mentre altri paesi, pur ritenendo di proteggere la
propria popolazione, hanno raggiunto conclusioni meno severe. Le conclusione dell’EFSA suggeriscono che, salvo che per i forti consumatori, una legislazione meno severa non aumenterebbe di
molto il rischio e permetterebbe maggiori importazioni nella UE. Per gli importatori di queste noci, potrebbero esserci notizie positive in arrivo. Per i forti consumatori di mandorle, nocciole
e pistacchi, non vi sono al momento motivi di preoccupazione.

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