È una pianta erbacea perenne con un bulbo composto da 8/10 spicchi (bulbilli). Le foglie scanalate sono originate dal bulbo, l’infiorescenza a ombrella è composta da fiori
bianco-rosa che spuntano a inizio estate.
Conosciuto da secoli in Oriente, già i popoli egizi e romani ne facevano uso per le sue proprietà medicinali. Sembra infatti che l’aglio venisse somministrato come corroborante
agli schiavi che costruivano la piramide di Cheope. Si può coltivare quasi ovunque, anche se nei climi più freddi il suo aroma è meno penetrante.

In cucina
Viene diffusamente usato, sia fresco che essiccato, per aromatizzare i cibi e può essere aggiunto al burro, al sale, all’aceto. Gli vengono attribuite molteplici proprietà
terapeutiche, antisettiche e purificanti; può essere utilizzato nella cura dell’ipertensione e come disinfettante ed espettorante.
Non è una pianta spontanea, viene coltivata negli orti o a livello industriale, ne esistono diverse varietà, per dimensione e colore dello spicchio. La raccolta dei bulbi avviene
in estate.

Consigli della nonna e curiosità
Un tempo, il succo fresco dell’aglio veniva utilizzato, per inalazione, nella cura delle tubercolosi polmonari.
Secondo la saggezza popolare, la raccolta dell’aglio va compiuta in prossimità della notte di San Giovanni che cade il 24 giugno, con il favore della luna calante.

a cura di Rosa Velliscig e Lorenzo Totò