Gli standard europei di sicurezza imposti alla produzione alimentare e a quella mangimistica e le norme di sicurezza sanitaria sono realistici in un’economia globalizzata? È questo
l’interrogativo a cui hanno cercato di dare una risposta oltre un centinaio di rappresentanti dell’agricoltura europea, organizzazioni internazionali quali il WTO e l’OIE, partner commerciali,
maggiori operatori della catena alimentare e alcuni esponenti del Parlamento e della Commissione UE, nell’ambito di un seminario sulla sicurezza alimentare in agricoltura, svoltosi nei giorni
scorsi.
Secondo il COPA e la COGECA, che hanno organizzato il seminario, le politiche comunitarie richiedono giustamente ai produttori europei il rispetto di requisiti molto esigenti in tema di
sicurezza dell’alimentazione umana e animale e di sicurezza sanitaria. Si tratta, infatti, di misure che servono a dare una risposta alle aspettative e alle preoccupazioni dei consumatori,
hanno detto le due organizzazioni agricole e cooperative, che hanno quindi ribadito il loro impegno totale a rispettarli, in stretta collaborazione con tutti gli operatori della catena
alimentare.
“Analogamente, però, occorre assicurare – si legge nel comunicato stampa COPA-COGECA – che da parte dei paesi non europei non vi siano manchevolezze nell’applicazione degli standard
sanitari e di sicurezza alimentare richiesti loro per commercializzare i propri prodotti sul mercato europeo. È essenziale – continua la nota – inoltre che l’esito degli attuali
negoziati al WTO tenga conto dell’esigenza per gli agricoltori europei di soddisfare le vaste richieste della società, inclusa la sicurezza alimentare, ad esempio”.
Tutti i partecipanti al seminario, hanno ribadito che tutti gli standard, europei e non, devono continuare a basarsi su dati scientifici e che la recente creazione dell’Agenzia europea per la
sicurezza alimentare (EFSA) riveste un’importanza fondamentale nel garantire la fiducia nel sistema europeo non soltanto dei cittadini europei, ma anche dei partner commerciali dell’Unione e di
quelli della catena alimentare. Per questo, gli agricoltori e le cooperative europee prevedono nuove iniziative sul versante della comunicazione, attività di informazione e formazione
del consumatore perché possa individuare e scegliere i prodotti alimentari con cognizione di causa.

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