Roma, 21 Novembre 2007 – «Incontrare Ministri dell’agricoltura di tutti i continenti è senz’altro un’occasione fondamentale per allargare la propria visione e potersi
così rapportare sempre più proficuamente ai tavoli internazionali». Lo ha detto il Ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali Paolo De Castro, commentando la
lunga maratona di incontri che in questi giorni l’hanno visto a colloquio con gli omologhi di diciotto Paesi, da quelli maggiormente all’avanguardia ad altri in via di sviluppo.

Dalla Finlandia all’Egitto, dagli Stati Uniti alla Malesia, da Israele al Perù, dalla Turchia all’Angola, passando per Algeria, Indonesia, Iraq, Lituania, Niger, Palestina, Portogallo,
Sudan, Sudafrica. Occasione degli incontri, la Conferenza Ministeriale FAO a Roma. «Ecocompatibilità, tematiche sanitarie, emergenze idriche, cooperazione nella ricerca, pesca e
promozione del made in Italy agroindustriale sono i temi principali che abbiamo trattato più dettagliatamente con i Ministri africani e asiatici – ha spiegato De Castro, mentre con il
collega americano Chuck Conner abbiamo fatto un focus in particolare sulle tematiche WTO e sull’importanza, da me sottolineata, dell’indicazione dell’origine dei prodotti, garanzia di
salvaguardia tanto per la qualità quanto per una più ampia sicurezza alimentare». Ancora nel dettaglio, dai colloqui con Israele, Palestina e Iraq è emersa la
progettualità di traslare anche in altre zone l’esperienza di cooperazione attuata con il Libano, dove una «task force» italiana intende contribuire alla ripresa
dell’economia agricola compromessa da dolorose vicende interne. Ad aprire il giro delle bilaterali era stato il colloquio avuto a Bologna da De Castro con il Ministro dell’agricoltura francese
Michel Barnier, con il quale successivamente De Castro ha incontrato a Palazzo Chigi il Presidente del Consiglio Prodi.

«Importanti sono stati i punti di sintonia tra Italia e Francia rappresentati al Premier – ha spiegato De Castro, primo fra tutti la centralità del concetto di qualità delle
nostre produzioni. E ancora, la tematica dell’origine e l’attualizzazione del concetto di agricoltura, intesa come presidio dell’ambiente e timone di politiche al servizio di tutti i cittadini
europei e non solo degli addetti ai lavori».